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Claudio Martinelli

Editore: Il Mulino
Collana: Studi e ricerche
Anno edizione: 2014
Pagine: 336 p., Brossura
  • EAN: 9788815251084
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  Il libro di Martinelli ha un carattere felicemente anfibio. È, infatti, un libro sul diritto inglese, ma contemporaneamente è un libro di storia della vita politica britannica negli ultimi 230 anni. Anche l'angolazione prescelta, leggere quella realtà attraverso la lente degli istituti giuridici, non significa richiudere l'analisi in un recinto specialistico, bensì offrire al lettore un punto di vista particolare ma capace di arricchire la comprensione della realtà. In sintesi, il libro analizza e spiega il mistero della costituzione inglese. Costituzione non scritta, ma insieme di usi, consuetudini, regolamenti, prassi. Una costituzione che, come un'araba fenice, rinasce di continuo dalle proprie ceneri in un costante processo evolutivo. Due figure a prima vista antitetiche, Edmund Burke e Jeremy Bentham, sono scelte come i numi tutelari di questo percorso interpretativo. Per quanto su posizioni intellettuali opposte, il primo aedo della ancient constitution e della common law, il secondo fautore del costituzionalismo scritto e critico impietoso del diritto consuetudinario, entrambi sono accomunati da un approccio empirico e induttivo, che è il vero tratto comune della tradizione culturale britannica. I diritti di cui si parla, infatti, non sono mai dedotti da "premesse di ordine astratto, pre-politiche e pre-giuridiche". Al contrario sono sempre il frutto di "uno sviluppo negoziale, pragmatico, gradualistico e asistematico". Questa capacità di evitare che il conflitto sociale e politico degeneri in dinamiche distruttive e implosive si ritrova a ogni tornante della storia britannica. Dal passaggio da un regime liberale a un regime democratico, alla edificazione del welfare, alla ricalibratura del sistema di diritto comune nel non facile rapporto con Bruxelles.   Maurizio Griffo