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Monica Raiteri

Editore: Giuffrè
Anno edizione: 2004
Pagine: XXXIII-256 p.
  • EAN: 9788814113918

Il libro si propone come un innovativo esperimento teso a coniugare i profili marcatamente sociologici che caratterizzano l'""azione economica"", da tempo consolidati, con un orientamento tipicamente ""giuridico"", ma raramente esplorato, dell'azione sociale. Tale orientamento emerge da una ricostruzione, condotta attraverso l'analisi delle relazioni tra i poteri e degli assetti istituzionali, di alcuni processi regolativi, con particolare riferimento alle tecniche di produzione normativa e di ""regolazione"" e ai processi decisionali che presiedono all'implementazione delle politiche.
La riflessione sull'uso regolativo del diritto, che costituisce il filo conduttore dell'analisi, si contrappone alla concezione del ""diritto regolativo"" - analizzata criticamente soprattutto nel capitolo conclusivo - evidenziando in tal modo una presa di distanza dell'autrice dai più diffusi approcci teorici alla regolazione sottesa al tentativo di individuare l'influenza che i processi decisionali esercitano sul diritto.
Un quesito quantomeno inusuale, perchè i termini di questa relazione sono generalmente capovolti: ci si chiede, infatti, ""qual è l'influenza che il diritto esercita sui processi decisionali?""; ossia, in che modo il diritto determina esiti diversi dei corsi di azione rispetto a forme di regolazione di carattere non giuridico, o di non-regolazione.
La tesi di fondo dell'indagine, secondo cui la funzione di controllo sociale non è più circoscritta a politiche - in primo luogo quelle penali - tradizionalmente connotate in questo senso, e conseguentemente alle tecniche regolative che le contraddistinguono, ma caratterizza altre politiche e i relativi processi regolativi, per esempio le politiche sociali e le politiche urbanistiche e della pianificazione territoriale, si colloca sullo sfondo dell'interazione sociale nella logica dell'azione collettiva e di una separazione tra i poteri ridefinita attraverso la procedimentalizzazione dei processi di decision making che presiedono all'implementazione di tali politiche.
Attraverso l'analisi del management dei commons e delle risorse scarse l'autrice rivisita i criteri di differenziazione tra norme giuridiche e norme sociali. Parallelamente la logica degli anticommons, riproposta recentemente, orienta la ricostruzione dei processi di frammentazione dei diritti alla luce dell'antitesi tra esclusione ed inclusione che ne caratterizzano i contenuti essenziali anche alla luce della ""desiderabilità sociale"" delle scelte pubbliche.
La chiave di lettura della separazione tra i poteri evidenzia a sua volta le influenze della trasformazione descritta sulle strutture normative e decisionali, sulle tecniche di produzione legislativa e, infine, sugli stessi processi regolativi anche attraverso la ricostruzione di un fondamentale dibattito nell'ambito del quale si è collocata gran parte dell'analisi sociologico-giuridica degli anni '80, quello sulla giuridificazione, evidenziandone tratti di continuità e differenze rispetto ai dibattiti incentrati sul tema della regolazione.
La cornice teorica dell'indagine è rappresentata da una connessione tra il diritto e alcune versioni della teoria neoistituzionalista (un approccio ancora poco diffuso in Italia) entro la quale, a partire dai classici dell'analisi istituzionalista, viene ricostruito il dibattito contemporaneo sul tema delle
istituzioni al fine di esplorarne le possibilità applicative sul piano dell'analisi sociologico-giuridica.
Al testo è abbinato un CD-Rom contenente alcuni testi ""classici"" in versione italiana utili per un approfondimento di alcuni dei temi trattati nel volume, raggruppati in cinque case studies.