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Ernesto Ferrero

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2011
Pagine: 187 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806207281

Recensioni dei clienti

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    moreno63

    12/06/2015 13.43.44

    Avevo comprato il libro con il desiderio di conoscere qualcosa in più sul protagonista del romanzo (Salgari). Sono arrivato alla fine conoscendo qualcosa di più ... di quanto mi aspettavo di conoscere. Da leggere

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    clara lunardelli

    01/11/2014 10.10.17

    Che malinconia e che tormento in questa vita... Dedicato a tutti quelli che dubitano dei fantasmi o dei demoni che posseggono la mente dei creativi. Ecco di quanta fatica di vivere sono permeate le opere d'arte di cui noi godiamo i frutti. Bellissima lettura.

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    claudio

    05/09/2011 10.45.15

    Avevo letto delle recensioni eccezionali e su questo il libro mi ha un po' deluso. Non guardando a quelle, mi sembra che sia il solito bravissimo Ferrero, che tratta un argomento (la vita di Emilio Salgari) con molto tatto e con molta umanità. L'unica pecca che ho trovato -da veronese- è il dialetto in bocca a Salgari e alla moglie Ida (in particolare a lei): è un dialetto più veneziano che veronese, ma è un dettaglio. Resta la vita tragica dei Salgari, prima e dopo Emilio. Resta l'ingordigia di editori che hanno fatto montagne di guadagni sulla pelle di quest'uomo.

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    gianluca guidomei

    30/08/2011 18.55.56

    Ho sempre ammirato gli uomini tormentati e contraddittori. Emilio Salgari viaggiò con la mente, e riuscì a raccontare sogni e incubi ai lettori come pochi altri, forse solo Jules Verne. "Nei libri non c'è il mondo, c'è il sogno del mondo." Un uomo stanziale che descrive la natura e l'uomo meglio di un naturalista o un antropologo. Non è questo il dovere dello scrittore? Raccontare ciò che non conosce. In fondo il Capitano era uno spirito selvaggio, ferino, che agognava l'avventura, il mare in tempesta, la giungla nera, la potenza degli uragani, voleva: "Lottare con i giganti, invece che con i pidocchi." Il suo harakiri è emblematico. "Disegnare il vento" è un titolo suggestivo, e l'opera di Ferrero è l'efficace affresco della vita di un uomo fuori dal comune, combattuto tra le catene del suo tavolino di scrittore e il misterioso richiamo dell'avventura, cui in fondo, se leggiamo i suoi libri, ci invita ad abbandonarci.

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    Max

    27/08/2011 18.04.39

    Non m'era mai capitato, alla fine di un libro, di piangere a dirotto. Sì, piangere! Perché la generosità autentica è cosa rara e Salgari, prima di tutto, ha scelto di sacrificare se stesso. Il patrimonio letterario che ci ha lasciato è stato il suo regalo, come pure l'insegnamento - diffuso in tutta la sua opera - a non accettare compromessi e soprusi. Lui, che per tutta la vita non ha saputo reagire, preferendo chiudersi in un mondo (per gli altri) di fantasia. E in questo libro meraviglioso, traspare l'immenso amore e rispetto dell'autore per un piccolo, grande uomo, al quale tutti noi dobbiamo gratitudine e profondo, tenero affetto.

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