Il disegno della vita. Dalla mappa del genoma alla biologia digitale: il mio viaggio nel futuro

Craig Venter

Traduttore: D. Didero, A. Zucchetti
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi stranieri
Anno edizione: 2014
Pagine: 281 p., Rilegato
  • EAN: 9788817070072
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  "Craig Venter, says aging is a phenomenon we can control and arrest through genomic science. He believes that by aggressively accelerating human mapping we can better understand - and prevent - the consequences of human aging. His new project is called Human Longevity Inc., and the company aims to combine genetic and medical data at a massive scale to come up with new ways to predict, prevent and treat diseases of aging, such as cancer, heart disease and Alzheimer's." In questadichiarazione, rilasciata poche settimane fa dallo scienziato-imprenditore Craig Venter ci sono tutti tratti rilevanti del personaggio, ma anche della temperie scientifica e sociale che stiamo vivendo. Ci parla infatti di un problema reale e centrale per la società e per la medicina, l'invecchiamento, ci propone una Company privata da lui capeggiata, vanta la potenza della genomica, apre speranze mirabolanti. Venter non è nuovo a proposte di questo genere, anzi la sua vita è stata tutta una sfida, ma anche un successo straordinario. Come ricordano la sua autobiografia (A life decoded, Penguin, 2008) e le parti "storiche" di questo libro, Venter nei suoi sessantotto anni di vita ha messo a punto una tecnica rapida ed efficace per sequenziare il genoma; ha ottenuto una prima bozza del genoma umano, battendo la concorrenza pubblica e lasciando "in braghe di tela" l'azienda che lo aveva sostenuto; ha inventato (o quasi) la genomica comparata e la metagenomica, viaggiando per gli oceani del mondo (sulle rotte della Beagle) a campionare il genomi, come un novello Darwin della biologia molecolare; ha dato sostanza alla biologia sintetica, una rivoluzionaria disciplina che promette di costruire organismi artificiali per la biotecnologia del futuro. Venter ed il suo gruppo, qualche anno fa, hanno sintetizzato in laboratorio la copia esatta del Dna di un batterio, il Mycoplasma mycoides, mostrando che funziona bene in vivo quanto l'originale.
Il disegno della vita deriva da un evento puntuale ed imperdibile: Venter nel 2012 ha tenuto a Dublino, in occasione del Forum sulla scienza (Esof 2012) una conferenza al Trinity College, che è stata la magnifica occasione di legittimarsi come il miglior continuatore dell'opera di Erwin Schroedinger e di generare una teoria generale del vivente. Ci spiega così che la vita in definitiva consiste di "macchine biologiche guidate dal Dna, una sorta di software che dirige da centinaia a migliaia di "proteine robot". Venter sottolinea che da decenni stiamo già digitalizzando la vita, da quando abbiamo sequenziato il Dna. Ora il processo può essere capovolto e, iniziando con il codice digitale computerizzato, è possibile progettare nuove forme di vita, sintetizzando chimicamente il suo Dna, e poi avviandolo per produrre l'organismo vero e proprio. E poiché le informazioni ormai sono digitali, possiamo inviarle ovunque e ricreare il Dna e la vita da un'altra parte. Il Dna, in quanto informazione digitalizzata, non solo si sta accumulando nei database dei computer, ma ora può essere trasmesso come un'onda elettromagnetica a una velocità pari o prossima a quella della luce, mediante un tele-trasportatore biologico (digitized-life-sending-unit), per ricreare proteine, virus e cellule viventi in luoghi remoti, cambiando forse per sempre il nostro modo di vedere la vita. E la Synthetic Genomics Inc. progetta di studiare i genomi del suolo profondo, non solo sulla terra, ma sull'inospitale Marte. Venter profetizza quindi che, in un'epoca industriale al declino, il genere umano stia entrando in una nuova fase dell'evoluzione e della sua storia, quella della progettazione biologica mirata. Leggendo queste profezie, molte persone di buon senso si chiederanno se non si tratti di meri vaneggiamenti. In realtà la proposta è seria e immanente. Per fare un esempio, nel 2012 Geneviève Fioraso, ministro francese della ricerca, ha definita la biologia sintetica "un campo emergente". E il gruppo di studio di Carlo Alberto Redi e dei suoi colleghi all'Università di Pavia, ha raccolto riflessioni importanti nel libro Le sfide della biologia sintetica e la fine del naturale (Studia Ghisleriana, 2013), ricordandoci che l'idea di una biologia sintetica è vecchia di cent'anni, ma che ora soltanto si sta realizzando con tutte le sue promesse e le sue incognite sulla sicurezza, sulle prospettive economiche e sociali, sulle implicazioni etiche. Già nel 2010 la commissione bioetica della Casa Bianca aveva preparato un ampio rapporto. Per rimanere sempre nel concreto, pochi giorni fa tutte le riviste mondiali più importanti hanno parlato del progetto di "materiali biologici" che si autocostruiscono, oppure di biocircuiti sintetici che si sincronizzano: piccoli, ma significativi passi verso il futuro preconizzato da Craig Venter, un personaggio ricco di contraddizioni, ma prometeico nella sua proposta innovativa.     Aldo Fasolo