Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 giugno 2012
Pagine: 142 p., Brossura
  • EAN: 9788845927157
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
"Con uno di quei suoi straordinari salti fantastici che hanno un gelo mentale matematico, Morselli ha rovesciato i termini di una corrispondenza cosmica. Il suicida è vivo, i vivi sono, non già "morti", ma "la morte". Morselli scrisse questo romanzo nello stesso anno in cui si tolse la vita, 1973. E forse mai era giunto ad una così calma gestione del suo astratto e lucido gioco intellettuale. Un gioco mortale e tuttavia capace di una intima grazia, oserei dire letizia." (Giorgio Manganelli)

€ 9,35

€ 11,00

Risparmi € 1,65 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Eli

    22/09/2018 10:17:19

    Visionario, dal tono saggistico, uno dei romanzi più significativi di Morselli.

  • User Icon

    Domenico

    19/09/2018 13:43:10

    Non riesco ad esprimere un voto da uno a cinque. Si tratta di un libro che ha una sua complessità, una sua propria vita che non si prefigge di compiacere il lettore. Morselli scrisse questo libro e poco dopo decise di suicidarsi come il protagonista di Dissipatio; solo dopo la sua morte la sua opera venne pubblicata e questo è un pensiero che accompagna per l'intera lettura del libro: e se avesse scelto invece di vivere? Forse sarebbe stato pubblicato ugualmente e questo avrebbe cambiato la mia personale prospettiva su questo testo: non più testamento, ma opera letteraria pura e alta nella forma della fantascienza. La realtà invece ha sopraffatto l'autore che, terminato il libro, abbandona il mondo, diversamente e all'opposto del protagonista che pensa al suicidio ma proprio nel momento decisivo desiste perché "mi sentivo bene, stranamente, irriducibilmente bene. L'epilogo è in armonia con questo imprevedibile. Non ho agito. Sono stato agito dal senso organico, che è quanto dire: 85 chilogrammi di sostanza vivente non ubbidivano. Consci, a modo loro, della sentenza secondo cui morire è cambiare materia, non erano disposti a cambiare materia". Contemporaneamente a questa decisione, o in conseguenza di questa, l'umanità tutta si dissolve e il nostro protagonista inizia il suo peregrinare alla ricerca di tracce di vita umana; quelle tracce che evidentemente lo stesso Morselli non ha saputo cogliere e alla vita, fatta di continui rifiuti editoriali, ha preferito la morte, mettendo così a tacere quell'umanità che lo aveva probabilmente relegato nella solitudine e nell'incomunicabilità. Consigliato, altro non vi dico se nonché di leggerlo.

  • User Icon

    AdrianaT.

    06/12/2017 09:02:32

    Quest'ultimo scritto di Morselli è un bell'ultra-apocalittico, non c'è che dire - l'allucinato 'La strada' di McCarthy? -, una barzelletta in confronto. Qui la dissoluzione del genere umano (Humani Generis) è totale, e Morselli restituisce magistralmente la figura di un 'Cast Away' con l'intero pianeta a sua completa disposizione fuori, e l'abisso dentro. Il distopico non è fra i miei generi preferiti, ma una scrittura così sopravanza questo soggetto il cui succo, ad una prima spremitura, è questo: "Mundus permanebit. Viri, mulieres, pueri, humani vivientes cuiuscumque aetatis, ordinis vel nationis, raptim sublimabuntur", - ecco!, meglio di così non sarei stata in grado di sintetizzare. Dopo i primi istanti di stupore, ebrezza da 'Lord of the World', fino al delirio d'onnipotenza e senso di liberazione, questa è una situazione da peggior incubo per chiunque appartenga ad una specie animale sociale: il panico improvviso di non udire mai più il suono di una voce umana. Ma gli esercizi intellettuali di Morselli, rappresentano la seconda spremitura del soggetto, e quando se ne esce con - il pessimismo radicale sconfina nell'ottimismo - magari non sai esattamente spiegarlo, però hai capito cosa intende: "Il mondo non è mai stato così vivo, come oggi che una certa razza di bipedi ha smesso di frequentarlo. Non è mai stato così pulito, luccicante, allegro." Già... Morselli... - ma chi era mai costui? Scrittore isolato, disadattato, prolifico ed eclettico, ma rifiutato e ignorato dalle case editrici fin dopo la sua morte perché controcorrente. Raffinato, colto e articolato, illumina con stile e abilità molti risvolti dell'umanità del suo tempo, ma non solo. Definito il 'Gattopardo del Nord' - azzarderei anche un Márai lombardo - dalla scrittura ineccepibile sublimata da una vita infelice, resa in una prosa classica e in pensieri supremi, uno su tutti - per me - quello attorno al concetto di 'pavor montium' - eccellente!

  • User Icon

    Mario

    06/07/2017 12:43:48

    Quasi 150pg di nulla. A mio parere solo virtuosismo letterario. Tempo perso.

  • User Icon

    roberto

    26/08/2014 12:34:07

    Un opera inquietante e affascinante, scritta in uno stile raffinato e lucidissimo. Inevitabile il collegamento con il suicidio dell'autore, del quale sembra quasi una sorta di studio/elaborazione preliminare: e' il protagonista l'unico sopravvissuto o quello intorno a lui e' l'aldila' risultato del suo ultimo gesto?

  • User Icon

    spaggio

    28/12/2013 18:17:58

    Sono spiacente di abbassare una media altissima, ma, certo per limiti miei, pur avendo molto apprezzato la capacità e lo stile di scrittura, non sono riuscito a gustare fino in fondo questo lavoro di Morselli. Come, del resto, tutte le opere che si rivolgono ad élite intelletuali, di cui non faccio parte come non fa parte la stragrande maggioranza dei lettori. Definireste altrimenti da intelletualistici passaggi (frequenti) quali: "Dalla quale rabelesiana abbondanza di locuzioni, risulterebbe appurato che la psicologia o psicodiagnostica, con le associate discipline, non era soltanto una operosa industria clinico-culturale. Era oltretutto, o anzitutto, una densa concrezione linguistico-letteraria, un edificio di tropi e traslati (poco allegri), e in ciò si rivelava una delle eredi legittime della retorica." (cap. IX)? E poi, di converso, come non lasciarsi emotivamente coinvolgere (pensando anche al prossimo suicidio dell'autore) dalla pura poesia di perle (incastonate e ricorrenti) quali "E' che sono solo. Il mondo sono io, e io sono stanco di questo mondo, di questo io." (cap.XVIII)? Ecco, proprio questa discrasia sta alla base del mio giudizio.

  • User Icon

    giova

    21/01/2013 17:00:54

    capolavoro da leggere

  • User Icon

    Celeste

    03/12/2012 00:29:28

    Morselli è l'autore più autenticamente europeo che abbiamo avuto, il più grande. Dissipatio H.G. è un capolavoro. La lingua è preziosa, nuda, precisa - cartesiana, direi. Ironia della sorte: non fu mai pubblicato in vita, e non per suo volere. Leggete questo romanzo luminoso se siete tra quelli che ancora ritengono che la letteratura debba esortare al pensiero. Si astengano tutti coloro che cercano un libro "scorrevole", "da divorare in un pomeriggio", "fresco" (che vuol dire che un libro è fresco?).

  • User Icon

    MARIA LUISA VALERI

    30/03/2009 19:42:41

    GUIDO MORSELLI è SENZA OMBRA DI DUBBIO IL PIù GRANDE SCRITTORE ITALIANO DEL 900 E , PURTROPPO, COME TROPPO SPESSO ACCADE IN QUESTO PAESE, IL PIù SCONOSCIUTO. LA SUA PROSA è AFFASCINANTE COME UNA ROSA NERA, CEREBRALE COME UN PEZZO PER PIANOFORTE DI RACHMANINOV E DOTATA DI UNA GENIALITà SPIAZZANTE, CHE NON FINISCE MAI DI SORPRENDERE IL LETTORE PER ORIGINALITà E VASTITà. PENSO SINCERAMENTE CHE SE QUESTO STRAORDINARIO AUTORE FOSSE STATO MERITATAMENTE APPROFONDITO, L'TALIA SEREBBE UN PAESE MIGLIORE.

  • User Icon

    Luca Ormelli

    25/03/2009 16:38:45

    Narrativa solo in superficie l'ultima opera di Morselli (ultima quanto il suo protagonista è L'ultimo del Genere Umano cfr. pag.111) ha passo e tono (voce di tuono?) del pamphlet filosofico, una sorta di Critica della Ragion Impura stilata con mano ferma da un Uomo senza qualità, senza qualità quanto e più dell'umanità a cui non consentendo, dissentendo con feroce solipsismo, abortito (sterilizzato verrebbe da dire ricorrendo ad immagine frequente nel testo) l'intento di porre fine alla propria esistenza si perviene con repentina trasvalutazione di tutti i "valori" all'annientamento, alla sublimazione (da intendersi in senso alchemico non meno che psicologico) dell'umanità medesima. La scrittura è conseguentemente mimetica e al contempo rifrangente i logismi e i filosofemi della psiche (che non è un Io se non in quanto ha voluto farsi Non-Io e quindi Altro da Sé) narrante e la maestria di Morselli testimonia di uno scrittore-philosophe che nel tracciare un apologo gnostico, da vero e squisito immoralista mette in scena "un ascetico tour-de-force, un'acrobazia. Gli autorinnegamenti mi sono parsi sempre esercizi da baraccone spiritualistico [pag.148] (...ed io) di esercizi spirituali ne ho fatti e ne sto facendo abbastanza [pag.152/3]". Un Morselli che dissipandoCi prende congedo da Noi Tutti e che additando mediante questo straordinario testamento a Nostro Erede (e beneficiario?) l'innominato protagonista del romanzo è libero finalmente di "portare a termine" la propria personale vicenda esistenziale.

  • User Icon

    Edoardo Elisei

    18/05/2008 11:30:44

    L'ho trovato bellissimo, di una lucidità lancinante.

  • User Icon

    antonio

    31/01/2008 20:50:10

    Dissipatio è un libro che esplora, a mio parere, le parti più oscure della dimensione solipsistica umana. All'interno di una cornice di desolazione esistenziale l'autore descrive egregiamente un mondo, visto con gli occhi di un eremita nichilista, che si libera dell'unico grande male che lo affligge: l'umanità. Il tema della solitudine apocalittica consente a Morselli di mettere in luce non solo il tema della caduta del genere umano ma anche una riflessione biografica e a tratti delirante del protagonista antieroe. Interessante il fatto che il libro sia stato scritto poco prima della morte dell'autore.

  • User Icon

    piero f.

    18/10/2007 10:11:28

    «Dissipatio H.G.» è statico, pietrificato, anaerobico. È un libro che asciuga i colori dell'anima e lascia solo il nero del dolore e il bianco della solitudine, e qualche volta permette il grigio. La vita - o meglio l'esistenza, umana - in questo libro ne esce ridotta e nuda, agonizzante. Qui Morselli ci presenta la morte della vita umana, l'inutilità di cui potremmo renderci conto vedendo il mondo dallo spazio: l'eccesso di consapevolezza che diventa mortifero per l'umano, e che perciò è riservato a pochi, e pochissimi in grado di reggerne il peso. Non è un libro che illumina o scuote, anzi ti chiude in una caverna buia per farti fuggire da ciò di cui hai paura: gli uomini.

  • User Icon

    Latinese

    29/07/2005 16:25:39

    Esiste un fantastico italiano? Come no, eccolo qui. Morselli Guido, il nostro grande visionario, dall'immaginario immenso, tanto che gli editori italiani l'hanno snobbato da vivo: perché non era un parolaio amato dai critici estetizzanti e interessati solo al bello stilo. In questo libro un uomo si trova solo: si sveglia una mattina che l'umanità è sparita, è svanita, s'è dissipata. Dissipatio humani generis. E restato solo, quell'uomo vaga in una Terra vuota, tra città abbandonate. Ecco il Ballard italiano, ecco il nostro grande autore, e diciamocelo, di fantascienza colta, intelligente, letterariamente raffinata. Ma a cosa pensano i nostri accademici, cosa insegnano invece di Morselli?

  • User Icon

    TESSA

    20/10/2004 11:39:11

    Splendida e tragica conclusione dell'attivita' letteraria di Morselli, libro intimo ma allo stesso tempo dal respiro universale. Da leggere e rileggere, il migliore.

  • User Icon

    MAURO.G

    06/06/2003 08:05:35

    Il mio preferito tra i romanzi di Morselli. Riletto più volte.

Vedi tutte le 16 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione