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Corrado Farina

Editore: Fogola
Anno edizione: 2002
Pagine: 248 p. , Rilegato
  • EAN: 9788874060030
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    Bartolomeo Di Monaco

    25/02/2003 21.51.15

    Scarlet Allara è una ragazza di ventisette anni, che sin da piccola, rimasta orfana, ha dovuto imparare a difendersi, giacché, essendo carina, aveva i maschietti sempre attorno a cercare di sedurla, ma invano. Impegnata durante la Resistenza come staffetta tra il comando del CLN di Torino e le formazioni partigiane della Val di Susa, aveva indurito un po’ il suo carattere e aveva imparato a portare con sé un revolver “infilato nella cintola sotto il maglione.” Due sono le sue passioni: lunghe passeggiate in montagna, con o senza la neve, e andare al cinema, che è anche la passione del nostro autore, regista di film, alcuni dei quali premiati in rassegne importanti. E proprio mentre sta passeggiando, ecco che le sue due passioni si combinano tra loro in modo misterioso. Infatti, all’improvviso, distratta da un rumore proveniente dall’alto, vede un cavallo precipitare ai suoi piedi, finemente bardato, e lassù, rimasto miracolosamente imprigionato ad un cespuglio, vede un uomo. Subito scala la roccia e riesce a liberarlo e a condurlo in salvo, ma non crede ai suoi occhi quando lo scorge in volto: si tratta nientemeno che dell’attore dei suoi sogni, quello che lei immagina sempre presente in camera sua, la sera mentre si spoglia per andare a letto: Robert Douglas, “uno dei più scanzonati e intrepidi spadaccini di Hollywood”, di cui tiene affisso alla parete il “mitico manifesto”che lo ritrae nel film: “Il quarto moschettiere”. Comincia con questo incredibile avvenimento, nella suadente sfumatura tra realtà e sogno, il romanzo, che ci mette subito a contatto con una prima dissolvenza, dunque. Si tratterà ora di capire se il fenomeno è ascrivibile ad una peculiarità del personaggio, o appartenga, in qualche modo che vedremo, a tutti noi, dato che ciò che la tecnica cinematografica ha inventato, non è detto che non sia già presente, nascosto e da scoprire, nella realtà. Così apprendiamo che la dissolvenza appartiene a quest’ultima: la nostra fantasia può ben mascherarla, ma la realtà è un insieme di dissolvenze incrocia

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