La dittatura anticattolica. Il caso don Bosco e l'altra faccia del Risorgimento

Antonio Socci

Editore: SugarCo
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 1 settembre 2004
  • EAN: 9788871984858
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Recensioni dei clienti

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    Ignazio

    18/09/2017 13:29:04

    Chi dice ancora che Garibaldi è Cavour erano dei grandi uomini è lobotomizzato, e di cultura nonché storia non sa nulla, il libro è incantevole, finalmente assistiamo a una ribellione contro il pensiero unico.

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    claudio dario

    06/03/2011 11:03:51

    Ho letto il libro la prima volta, perchè trovato nella biblioteca comunale. L'ho letto con molto piacere ed interesse. Lo voglio regalare ad un amico che sta leggendo Risorgimento da riscrivere della dottoressa Angela Pellicciari. Il dottor Socci mi ha fatto scoprire un San Giovanni Bosco "nuovo", meno agiografico, forse, ma sempre sorretto dalla Divina Provvidenza. Un grazie all'Autore.

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    Bilbo

    31/08/2008 11:33:20

    Per chi giudicasse il libro di Socci una bufala, vi invito a leggere "I Vinti del Risorgimento" di Gigi Di Fiore, edito dalla UTET. Di Fiore ha ottenuto il Premio Saint Vincent nel 2001. Per tre volte Premio speciale cronista; nel 2004 Premio Torre per l'impegno professionale sui temi della criminalità organizzata e in particolare per i suoi lavori sulla camorra; nel 1997 riconoscimento della Fondazione Costanzo al suo libro "Potere camorrista" come miglior nuovo testo sulla realtà meridionale; nel 2001 premio "Tommaso Pedio" per la ricerca storica sugli eccidi risorgimentali di Pontelandolfo e Casalduni. Il suo saggio "Controstoria dell'unità d'Italia - fatti e misfatti del Risorgimento", edito da Rizzoli, nell'estate del 2008 è stato tra i sei testi finalisti per la sezione divulgativa della 41esima edizione del Premio Acqui storia. Lo stesso testo è stato anche tra i tre finalisti della sezione saggistica del Premio Palmi 2008. Il Risorgimento non fu altro che una guerra di annessione da parte di uno Stato (il Piemonte) nei confronti di altri Stati sovrani. La "piemontesizzazione forzata" (vedi legge Pica)nonchè i brogli dei plebisciti, sono ampiamente documentati da numerosi documenti storici. Saluti e buona lettura. D'altronde lo stesso Garibaldi giudicò gli atti del primo parlamento a Torino una "cloaca" (parole sue). Lo stesso Gramsci manifestò profondi dubbi sul risorgimento. Ma la bugia perpetuata e ripetuta spesso alla fine passa per verità e la verità è taciuta. Perchè fa male...Bilbo

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    Paolo

    30/07/2008 16:53:51

    Ottimo libro che si basa sui più recenti studi storici del Risorgimento, ora più liberi dal pregiudizio laicista.

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    Paolo

    30/07/2008 14:45:22

    Con toni più pacata confermo il giudizio di Stefano. Onestamente non credo che i cattolici possano testimoniare la loro verità appoggiandosi a stampelle così fragili. Non è cambiando la storia che si dà validità al messaggio evangelico. La Chiesa è fatta di uomini. Preferisco di molto la tesi di Padre Sorge, il quale è consapevole del fatto che alcuni (io direi molti) uomini di Chiesa non hanno saputo capire la realtà in cui operavano, ma crede che in tale Chiesa ci sia comunque Dio e che alla fine il suo piano si affermerà nonostante la miseria delle azioni umane, persino quelle di chi opera in suo nome.

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    stefano

    26/07/2008 23:47:40

    che roba! Questo libro con la storia ha poco a che fare. Piuttosto è la storia che Socci e quelli come lui (vedi radio Maria) vorrebbero. Pio ix voleva l'Italia unita senza guerra, Garibaldi e Cavour dei criminali... ma per favore. Socci argomenta omettendo sempre ciò che stonerebbe con le sue pseudotesi. I Garibaldini e Savoia oppressori che hanno occupato militarmente il Paese contro la volontà del popolo: e i plebisciti che hanno segnato l'annessione al Piemonte? Tutte balle? Pio IX un santo che voleva l'unità italiana senza colpo ferire per il bene degli italiani: ma quando mai?? Per non parlare della confusione (voluta??) tra liberalismo e democrazia: quei liberali dei piemontesi che davano il voto a pochi. A parte l'ignoranza nel sovrapporre due ideologie che nell'Ottocento erano totalmente distinte, ma la Chiesa è forse mai stata "democratica"??? nessun accenno a uno Stato, quello di Pio IX, che ancora teneva aperto il ghetto ebraico, chiuso solo con la presa di Roma del 1870. Un libro fantasy, non di storia

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    lorenzo zagoli

    13/10/2006 15:19:01

    Leggere questo libro è stato come sollevare un velo su un periodo storico "fossilizzato", sul quale c'è stata da sempre una visione di parte e mai messa in dubbio. E' proprio vero che la storia la scrivono i vincitori.Quanti "eroi" del Risorgimento erano davvero tali? Quante piazze e strade d'Italia meriterebbero forse di essere intitolate diversamente... Molto bello questo libro mi è piaciuto! Ho potuto collocare la figura di don Bosco in un contesto storico che solitamente è sfumato facendo chiarezza e permettendo di valutare la sua grandezza a tutto tondo.

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    ROBERTO BONFANTINI

    10/12/2005 14:02:39

    Questo libro fà giustizia di molti luoghi comuni sul Risorgimento. Un importante e ben documentato lavoro che tutti,cattolici e non,dovrebbero leggere per approfontire la storia tutta,non solo quella dei "vincitori" piemontesi !!

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    Massimo Melodia

    05/09/2005 09:48:37

    Ho sempe ritenuto, da cattolico, che uno dei meriti del risorgimento, fosse proprio la fine del potere temporale della Chiesa. Questo libro non mi ha fatto cambiare idea, ma mi ha aiutato a riflettere. Adorabile poi, l'accostamento "storicistico" con il "mio" don Bosco. Con il don Bosco della "politica del Padre Nostro". Con il don Bosco del "da mihi animas". Leggere di don Bosco, scritto e commentato da Socci è stato un piacere. E' uno dei pochi libri in cui ti viene, dopo averlo letto, di ringraziare l'Autore. Ne approfitto per farlo adesso.

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