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W. Somerset Maugham

Traduttore: F. Salvatorelli
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 275 p., Brossura
  • EAN: 9788845919978
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"Era capace di piangere pressoché a comando, era uno dei suoi notevoli talenti, e adesso, senza un suono, senza un singhiozzo, le lacrime le rigarono le guance. La bocca socchiusa, negli occhi lo sguardo di una bimba che è stata profondamente ferita e non sa perché, l'effetto era indicibilmente patetico."

Un vero talento naturale! Questo si dice di un' attrice che si ponga sulla scena come se fosse nata solo per quello, che sappia entrare nei personaggi con grande eclettismo, che "viva" quello che sta recitando. La protagonista del romanzo di Maugham, che viene ora proposto da Adelphi nell'ottima traduzione di Salvatorelli, è qualcosa di più ancora: per lei vivere è recitare. Fin dagli esordi il suo talento sulle scene era prepotentemente emerso e, anche al di fuori del teatro, aveva sempre saputo interpretare, nel modo migliore, le parti più opportune per le occasioni fondamentali della sua vita.

Dall'incontro con i genitori del bel Michael, austeri e formali, in cui recita la parte della ragazza di buona famiglia, dalla "gestione" stessa del suo fidanzamento in cui interpreta con abilità il ruolo di generosa e umile innamorata (ma l'amore che prova per Michael è autentico), via via, fino al tempo in cui è collocata la vicenda narrata nel romanzo, non c'è mai differenza per lei tra vita e teatro.

Ma tanta bravura non le apre le porte della felicità: insoddisfazione, banalità, grettezze non le vengono risparmiate, anzi sembra caratterizzino le sue giornate e i suoi sentimenti. Il matrimonio infatti si dimostra ben presto un fallimento, l'amore svanisce, rimane solo solidarietà e amicizia che non possono però assolvere al bisogno di passione e di sentimento che in Julia restano sempre inespressi. Per questo è facile, quasi inevitabile per lei, farsi sedurre da chi non può però essere alla sua altezza, per età, per intelligenza, per sensibilità.

Eppure Julia sa, nella professione, impedire che una giovane attrice le strappi l'applauso, imporre a un autore che ricami su di lei la parte principale, suscitare nel pubblico entusiasmo per la sua recitazione: nella professione è perfetta, ma la confusione tra arte e realtà non è facile da vivere.

Maugham ha in questo romanzo saputo costruire un perfetto modello, "l'Attrice" per eccellenza e, nella prefazione (scritta anni dopo la prima stesura del libro), racconta ai lettori il suo rapporto con il teatro e il suo mondo. Non era mai stato affascinato dal teatro fino a quando non aveva conosciuto la perfezione tecnica richiesta ad un attore, la fatica, il lavoro di preparazione di un brano, di una scena, di un atteggiamento o di un gesto. Allora aveva sentito amore per quelle creature apparentemente evanescenti che sono le attrici, in realtà laboriose operaie dell'arte, e aveva pensato di raffigurarne in La diva Julia un esemplare tipico a cui donare quell'affetto e quello sguardo attento e pietoso che spesso la vita ha loro negato.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

I

La porta si aprì e Michael Gosselyn alzò gli occhi. Julia entrò.
"Ehilà! Un momento, finisco di firmare qualche lettera".
"Fai con comodo. Sono venuta solo per vedere che posti sono stati mandati ai Dennorant. Cosa ci fa qui quel giovanotto?".
Adattando istintivamente, da attrice consumata, il gesto alle parole, Julia accennò con la bella testa alla stanza per cui era passata.
"È il ragioniere. Viene da Lawrence & Hamphreys. È qui da tre giorni".
"Sembra molto giovane".
"È praticante, ma ci sa fare. Si meraviglia per come teniamo i conti, non immaginava che un teatro fosse gestito con criteri tanto razionali. Dice che la contabilità di certe ditte della City è roba da far venire i capelli grigi".
Julia sorrise del compiacimento che traspariva dal bel viso del marito.
"Un giovane di tatto".
"Termina oggi. Pensavo che potremmo portarlo da noi a mangiare un boccone. È un tipo molto signorile".
"È una buona ragione per invitarlo a pranzo?".
Michael non notò la sfumatura ironica del tono di lei.
"Se non vuoi non lo invito. Pensavo solo che per lui sarebbe una festa. Ti ammira enormemente. Ha visto la commedia tre volte. Muore dalla voglia di esserti presentato".
Michael premette un tasto, e dopo un attimo comparve la segretaria.
"Ecco le lettere, Margery. Che appuntamenti ho nel pomeriggio?".
Badando appena all'elenco letto dalla segretaria, Julia girò oziosamente gli occhi per la stanza, a lei ben nota. Era la stanza perfetta per l'impresario di un teatro di prim'ordine. Alle pareti, rivestite a pannelli da un buon arredatore (a prezzo di costo), erano appese stampe di soggetto teatrale di Zoffany e de Wilde. Le poltrone erano ampie e comode. Michael era seduto su una seggiola Chippendale finemente intagliata, una riproduzione, sì, ma fabbricata da una famosa ditta, e il tavolo Chippendale, con pesanti zampe ad artiglio, era di massiccia solidità. Sul tavolo, in una spessa cornice d'argento, c'era una fotografia di lei, cui faceva pendant una fotografia del loro figlio Roger. Tra le due stava un magnifico calamaio d'argento, dono di Julia per un compleanno, e dietro di esso un portacarte di marocchino rosso, con dorature, in cui Michael teneva la carta da lettere per la sua corrispondenza privata. Sui fogli era stampato l'indirizzo, Siddons Theatre, e sulle buste il suo stemma, una testa di cinghiale con il motto, Nemo me impune lacessit. In una coppa d'argento, premio di tre vittorie consecutive al torneo teatrale di golf, un mazzo di tulipani gialli testimoniava le premure di Margery. Julia dette alla segretaria un'occhiata cogitabonda. Nonostante i capelli ossigenati, tagliati corti, e le labbra pesantemente dipinte, Margery aveva l'aspetto neutro che contrassegna la segretaria perfetta. Era con Michael da cinque anni; ormai doveva conoscerlo a menadito. Julia si domandò se fosse tanto sciocca da essersi innamorata di lui.

Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    10/12/2016 08.53.31

    Julia naviga e manipola la realtà del suo tempo a suo piacimento e a suo vantaggio. Ne esce vincitrice e quest'assoluzione non può certo vantare frequenti precedenti culturali e letterari, dove la scure della condanna sociale sugli afflati di emancipazione e libero arbitrio femminile si abbatte regolarmente: grande apertura mentale ed intellettuale di Maugham e grande modernità di pensiero.

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    angelo

    30/03/2014 20.04.07

    Ingredienti: una diva del teatro vicina al viale del tramonto, una moglie apparentemente immacolata e fedele, una donna bisognosa di testare la propria residua sensualità, una maschera capace di recitare nella vita e vivere su di un palco. Consigliato: ad attrici desiderose di un ruolo da primadonna su ogni palcoscenico, a spettatori bisognosi di idoli da applaudire, sognare e imitare.

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    patrizia balit

    03/11/2013 18.52.13

    Bellissimo, Maugham schietto e acutissimo nel tratteggiare la splendida protagonista Julia, in un colorato e spettacolare "falò delle vanità" dove l'amore se non corrisposto, rende inutilmente ed inesorabilmente schiavi, mentre il sesso senza amore puó anche diventare libertà. Disse Julia al figlio: "L'amore significa pena ed angoscia, estasi, vergogna, paradiso e inferno; significa vivere intensamente, e noia indicibile; significa libertà e schiavitù; significa pace e tormento - pare una cosa poco allegra, mormorò Roger".

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    sveva

    06/09/2013 09.41.13

    Mi sono avvicinata a Somerset Maugham grazie ai consigli di un amico e La diva Juila è il secondo romanzo di questo autore, il primo era stato Il velo dipinto (consigliatissimo). La diva Julia è un'attrice di 46 anni, non più giovanissima, ma circondata da un'aura di fama senza eguali: è la più famosa attrice d'Inghilterra. All'apparenza gode di una vita perfetta: un bellissimo marito, un figlio, una bella casa, tanti soldi e moltissimi ammiratori. Ma vede la sua vita piatta e deve fare qualcosa per aggiungervi un po' di brivido e per sentirsi nuovamente viva. Definirei questo libro "un concerto di vanità" perché tutti i personaggi non fanno che amare se stessi, in modo particolare il loro aspetto fisico: il marito Michael è noto per la sua folgorante bellezza e ha una cura maniacale per il suo fisico tra diete, corse mattutine e pose plastiche; Julia i guarda sempre allo specchio, vive per gli applausi del suo pubblico e per sentirsi adorata; Tom ha fame di essere un gentiluomo solo in apparenza e mai nell'essenza. I personaggi principali sono circondati da altri secondari che rappresentano, invece, i loro specchi rivelatori: a loro è dato dichiarare quello che Julia, Michael e Tom non vogliono sentirsi dire, cioè che sono tutti finti, senza contenuti e che usano gli altri solo per appagare le proprie vanità. Il monologo finale della protagonista è a dir poco eccezionale, nel suo dire sulla vita, sulla recitazione, sulla finzione e sulla bellezza: merita di arrivare sino alla fine del romanzo.

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    FireAngel

    28/01/2013 21.17.35

    Si può solo rimanere affascinati da questo romanzo. E' l'immagine della perfezione racchiudendo in sè la saggezza, l'ironia, un'incredibile evocazine di immagini e sentimenti, che ne fanno un'opera assolutamente impeccabile. Julia è un personaggio affascinante, talmente forte, ed allo stesso tempo fragile, che potrebbe essere ogniuno di noi, nessuno escluso; e sta in questo la forza del libro, il cogliere la versatilità di un personaggio che vuole essere sè stesso, ed allo stesso tempo tutti. Julia non si affanna ad essere perfetta, ma non si adatta nemmeno a non esserlo, ogni sua mossa è calcolata, anche se non sembra, e tutto quello che succede nel romanzo segue un tracciato ben preciso che Julia comunque conosce dentro di sè, e forse nega ogni tanto, ma alla fine sa accettarlo, perchè sa come adeguarvisi. Julia non sa lasciarsi andare alla disperazione, nè alla pazza gioia, perchè la sua gioia è comunque intima e personale, ed anche se traspare dalle piccole cose che essa si concede comunque queste fanno parte di un quadro architettato per essere assolutamente perfetto. In poche parole JULIA è perfetta, di una tale perfezione ricca di mille imperfezioni, come lo sono molte opere d'arte, ma non per questo vengono svalutate, anzi, ogni singolo difetto, all'interno della composizione, sembra assumere un significato, anche quando non ce l'ha! E Julia è coscente di questo, ogni cosa andrà al suo posto, perchè quando il suo pubblico la vedrà di nuovo in scena sarà lei a decidere cosa apparirà...e cosa no! Un romanzo eccezionale, del quale ci si può solo innamorare. 9,5

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    lucio

    10/12/2012 14.45.08

    se la vendetta è un piatto che va servito freddo allora questo volume incarna questo motto,la storia di un'attrice di teatro al culmine della carriera che vive una vita dove ha sia l'imbarazzo della scelta sia il poter fare scelte imbarazzanti,ad un grande artista è concesso tutto tranne invecchiare,racconto dinamico e civettuolo con la giusta verve d'intrighi e sotterfugi,da non perdere

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    serena belli

    22/09/2012 23.20.10

    Gran bel romanzo, con una primadonna irresistibile, che ogni tanto sembra un po' ingenuna ma in realtà sa benissimo quello che sta facendo, che talvolta è perfido. Nella prefazione lo sottoliena pure lo stesso scrittore. In alcuni momenti a me ha ricordato Madame Bovary: una donna che vive in un suo mondo di fantasia, nel quale si costruisce tutti i suoi castelli in aria. Ad esempio quando tenta di sedurre il suo innamorato storico. Ad ogni modo Maugham è una garanzia.

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    orsetto

    17/06/2012 13.05.41

    una diva ironica ,che sa bene quello che vuole e come ottenerlo; le descrizioni sono piacevoli e lo stile scorre veloce...Forse un po' calcato il personaggio di Julia , ma penso che sia voluto, fatto "ad hoc".Non avevo mai sentito parlare di questo romanzo, ma ne sto scoprendo di bellissimi , meno conosciuti ma sempre capolavori .Una lettura divertente da consigliare

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    b63

    19/03/2012 10.11.46

    Mi è piaciuto molto; la rappresentazione dei personaggi è molto interressante; una su tutti quella della protagonista: la travolgente Julia. Un bel libro da leggere

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    jane

    08/06/2011 15.13.17

    Lettura piacevole, venata di ironia. Solo Maugham poteva creare un personaggio così sottilmente perfido e francamente egocentrico da risultare, oltre che coerente e credibile, anche simpatico. Ma il senso della storia non sta solo nell'analisi psicologica della diva, ma nel rapporto tra teatro e vita, tra finzione e realtà, che emerge dal dialogo fra Julia e il figlio e nelle sue riflessioni al ristorante.

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    EMILIANO

    13/09/2010 20.09.54

    Un libro leggero e profondo,divertente ma sempre acuto.Una semplice bomba atomica scagliata con naturalezza contro il gentil sesso.

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    isabella

    02/04/2008 14.51.12

    non nego che sono rimasta un po' sorpresa nel vedere tutti i giudizi estremamente positivi. il libro è carino, ben scritto non c'è che dire ma appena finito l'ho definitivo "un romanzetto inutile" ... forse sono stata troppo negativa per cui rimetto mestamente in discussione il mio parere e do un voto che non è ne positivo ne negativo. però a me non ha lasciato nulla! peccato

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    Gianfranco

    04/03/2008 09.06.18

    Scritto con un periodare godibilissimo e graffiante, questo romanzo narra le vicende di una non più giovane attrice di teatro, che sa tuttavia perfettamente giocare ancora le sue carte! Lo consiglio a tutti..per la freschezza dello stile narrativo e per il contenuto di grande realismo.

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    Stefano

    02/03/2008 21.32.32

    Uno stupendo romanzo di Maugham che descrive con sottile ironia e grande profondità psicologica il mondo del teatro inglese degli Anni '30 filtrato attraverso la personalità della protagonista. Julia Lambert è uno dei personaggi femminili più affascinanti e completi che la letteratura del Novecento ci abbia regalato: una matura diva del palcoscenico che, fra crisi e trionfi, esaltazione e sconfitte, riscoprirà se stessa e si prenderà una rivincita finale che è un autentico gioiello. Un libro appassionante, divertente e ricco di sfumature, caratterizzato dallo stile sublime di Somerset Maugham... capolavoro! Da non perdere neanche lo splendido film omonimo interpretato da Annette Bening.

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    piero

    02/11/2007 16.41.13

    Ancora una volta Maugham non si smentisce. Uno termina il libro con la voglia di vivere negli ambienti che descrive magistralmente. Azzeccatissimo il personaggio principale mome non sono da meno i vari personaggi che le gravitano attorno. E poi ogni tanto fa piacere leggere un libro ..... spensierato.

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    lalli

    24/09/2007 11.50.50

    UN LIBRO DELIZIOSO CON UNA PROTAGONISTA INDIMENTICABILE:INTELLIGENTE,IRONICA E (CONSIDERATO CHE IL LIBRO E' DEL 1937) MODERNA. LA SCENA IN CUI JULIA TENTA DI ESSERE ABBORDATA IN STRADA PER TESTARE LA SUA BELLEZZA E' TRA LE PIU'ESILARANTI DELLA STORIA DELLA LETTERATURA!

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    Pablita

    11/04/2007 17.23.01

    Intrigante, appassionante, coinvolgente. La natura umana, specie quella femminile, è descritta in modo impietosamente veritiero.... Il tema della finzione è trattato con molta abilità. Bello!!

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    MARCO DA VR

    23/11/2006 11.43.34

    STRAORDINARIO!!! JULIA E' UN PERSONAGGIO CHE TI RIMANE NEL CUORE E LA VENDETTA CHE RIESCE AD ARCHITTETARE NEL FINALE E' SEMPLICEMENTE GENIALE. QUESTO E' DECISAMENTE IL MIGLIOR LIBRO SUL MONDO DEL TEATRO CHE ABBIA MAI LETTO.

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    biagio

    18/07/2006 14.24.00

    magnifico ormai maugham rimane nell'empireo dei miei scrittori preferiti in assoluto

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    antonella

    23/01/2006 19.29.38

    Davvero bello ! E Julia personaggio indimenticabile.

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