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Rula Jebreal

Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2007
Pagine: 221 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817012706

Recensioni dei clienti

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    andrea

    08/02/2010 19.36.55

    non ho letto il libro ma ho letto una parte di testo per svolgere un compito di analisi scolastica.. beh cosa dire.. non posso fare che associarmi al resto di voi commentatori.. in questo libro non si parla d'altro se non di critica verso polizia e legge italiana inoltre parla in continuazione di lamentele per la mancanza di diritti civili e sociali, che io piu che diritti le chiamerei pretese.. non si può far fronte ai problemi di tutti senza avere i mezzi, sono critiche banali e di parte a mio parere,obiettivamente parlando

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    Elisa

    01/03/2009 11.53.18

    Sono rimasta molto delusa da questo libro, l’ho trovato superficiale, banale e, a tratti, noioso. Non mi è piaciuto nemmeno l’approccio così unidirezionale nel parlare dell’integrazione degli immigrati, dove chi ospita, chi accoglie dovrebbe adeguarsi in toto alle “regole” di chi viene ospitato. Ammiro Rula come profesionista, ma questo libro non mi sento di consigliarlo.

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    dani

    20/01/2009 11.18.47

    il libro mi pare piuttosto banale, non si trattano, almeno a mio avviso, i problemi veri degli immigrati. Pare piuttosto un giudizio di chi certe problematiche le ha vissute solo di riflesso o poco rispetto al titolo.

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    Roger

    04/04/2008 22.29.09

    Consiglierei la lettura a tempo perso se non fosse per il costo: con 17 euro si dovrebbero acquistare per altre ricerche e analisi. Il testo è piuttosto banale e scontato e soprattutto non condivido la scelta di presentare quasi esclusivamente storie di immigrati di successo. Se si vuole raccontare la vita degli immigrati, purtroppo, bisogna avere la voglia di scendere nei quartieri poveri delle città, fra i senza casa, nei campi rom, nelle carceri e nei centri di accoglienza temporanea (totalmente ignorati). Comunque, senza per forza puntare solo suoi luoghi di disagio forte, perchè non andare nelle scuole e nei posti di lavoro ordinario anzichè puntare sulle elite? Il libro non mette in luce con obiettività nè i problemi che ci sono, nè le prospettive belle e positive che si aprono. Aspettiamo un altro libro prima di stroncare la comunque brava giornalista, purchè il prezzo sia adeguato!

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    pia

    29/02/2008 16.53.34

    Non amo questo genere di letture, ma credo sia un buon libro.è vergognoso da parte di una persona appartenente ad una società civile credere di potersi arrovellare il diritto di calpestare la dignità altrui. Io sono italiana, e nn ho paura di dire che viviamo in una società alquanto bigotta e arrogante,dove si usano eventi di pubblico linciaggio per elargire una velata propaganda antisemitica.Perchè credo che di questo si tratti. senza mezzi termini.per chi è abituato alla "democrazia" italiana questo libro risulterà scandaloso forse. Perchè Rula Jebreal parla senza veli di temi scottanti, non dei diritti degli immigrati perchè tali,ma di quei diritti che non dovrebbero essere negati a nessun uomo o donna in una società civile. Una critica però bisogna farla:il prezzo è troppo alto.

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    Paola

    01/02/2008 00.29.45

    Diritti, diritti e solo diritti. Di questo parla questo libro. Diritti in capo agli immigrati, ma di doveri nemmeno l'ombra! Anzi, doveri in capo ai soli italiani! Come si può pretendere e sperare in un'integrazione con punti di vista simili a quelli dell'autrice? A noi italiani emigrati nei secoli in Belgio, Svizzera, USA, Francia, Germania, Svezia, Canada hanno garantito diritti e una vita spesso migliore ma ci hanno imposto (GIUSTAMENTE) anche dei doveri. Impliciti ed espliciti. Impliciti: accettare la cultura locale, imparare la lingua, mantenere le nostre usanze rispettando le altre, inserire i figli nell'ottica di un nuovo paese. Espliciti: pagare le tasse, fedeltà allo Stato, rispetto delle leggi. L'autrice vede la realtà coi paraocchi, purtroppo. Critica in maniera aperta l'Italia e gli italiani ( avolte giustamente a volte no!) e difende sempre e comunque l'immigrato che sembra portato a delinquere a causa dell'italiano cattivo...Come hanno già detto, mi sorprende la totale demonizzazione dell'italiano e del sistema italiano (Leggi, TV, polizia, uffici...) e la consacrazione e sacralizzazione dell'immigrato, sempre e comunque. Si citano solo politici chiaramente conservatori (ci sono in tutti gli Stati democratici cara Jebreal! Qui c'è il pluralismo di idee!) e quasi solamente esperienze brutte e terrificanti di immigrati trattati male. opera monovisiva. Opera monodirezionale. Per questo motivo l'opera è pessima e non la consiglio. Tralaltro non posso che confermare come gli altri hanno detto che il rapporto qualità prezzo è decisamente imbarazzante! 17 Euro!!! Mah! Un'opera avventurosa, azzardata, superficiale che come tale si è rivelata un gran bel pastrocchio...

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    Adrea

    22/01/2008 19.13.46

    Libro davvero penoso, sia dal punto di vista dell'esposizione che dei contenuti. non lo consiglio affatto. Anche perché è super costoso!!!! Basti pensare che l'autrice si meraviglia che un immigrato che non sappia la lingua italiana fatichi a inserirsi e a trovare lavoro! Vengono minimizzati i numerosi estremisti islamici e condannati gli italiani un po' per tutto ciò che fanno e non fanno! Anch'io sottolineo che ha usato la Costituzione a suo piacimento, senza riportare i doveri che questa sancisce. L'autrice, poi, non accenna nemmeno al fatto che uno straniero debba assolutamente integrarsi nella società italiana, accogliere i nostri costumi(seppur non dimenticando i suoi) e imparare le nostre leggi, il nostro vivere e la nostra lingua! Tutti hanno fatto così, anche noi italiani che siamo emigrati all'estero! Non abbiamo mai trovato nessuno che imparasse l'italiano per aiutarci e ci permettesse di non imparare la lignua locale! Non abbiamo mai trovato accoglienza se non ci si inserisce e si accetta la cultura locale! Tutto questo è ELEMENTARE! Altro è l'estremismo, il radicalismo e la voglia di non vedere la realtà! Il libro si inserisce in quest'ultima ottica. Anch'io lo immaginavo migliore.

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    Ezequiel

    20/01/2008 23.39.45

    Premetto che sono un immigrato da pochi anni in Italia. giudico il libro pessimo. E molto costoso se rapportato ai contenuti elementari e privi di un vero lavoro intellettuale. il libro è una raccolta di interviste a degli immigrati. E la autrice fa sembrare che questi possano essere i portavoce dei 3.000.000 di immigrati in Italia. Mah! naturalemente sono le situazioni negative a prevalere! Viene condannata la polizia, i media, la gente italiana in genere, il legislatore... non rappresenta la realtà ma solo (forse!) una piccolissima particella di essa. non aiuta nemmeno gli italiani a capire chi siamo e di cosa abbiamo bisogno. Fa dare l'idea che pretendiamo solo senza dare e che gli italiani siano solo razzisti e sospettosi. niente di più falso! Sembra una frettoloso collage di interviste fatte qua e là a chissa chi... Ci sono i buoni e i cattivi daperttutto. Siano essi italiani, argentini, senegalesi o tedeschi! Il libro sembra dire che i razzisti e i cattivi siano solo gli italiani. Concludo: il libro non lo consiglio perché costa molto è noioso e dai contenuti molto banali.

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    Me

    20/01/2008 23.19.53

    non mi è piaciuto un gran che. E non è piaciuto nemmeno ad un mio amico immigrato... Molto superficiale, molto di parte, molto estremista. Si tratta semplicemente di una raccolta di interviste fatte ad una manciata di immigrati (selezionati con quale criterio?)... il prezzo per un volume così è assai elevato! Il libro tende, inoltre, a fare di tutta l'erba un fascio e a vittimizzare a priori l'immigrato in Italia... viene criticata qualsiasi cosa ci sia in Italia (Polizia, Tv, trasmissioni come alle Falde del Kilimangiaro!, giornali, datori di lavoro, clienti italiani di bar e negozi, ecc...). Si parla solo di cosa debbono fare gli italiani ma non si parla mai di cosa c'è di positivo in Italia per l'immigrato e soprattutto cosa l'immigrato debba fare per potersi integrarsi al meglio. Si ricorre a citazione della Costituzione nei soli casi in cui c'è da attribuire un diritto (sacrosanto) all'immigrato, ma non nel caso in cui ci sia da attrbuire un dovere (altrettanto sacrosanto)! Un libro monodirezionale, dai contenuti scontati. L'avrei immaginato migliore, anche nei contenuti. Una semplice raccolta di interviste è assai sterile! Non lo consiglio.

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    loki

    20/01/2008 16.29.24

    Probabilmente il peggior libro che abbia mai letto nel 2007. Anzitutto partiamo dal prezzo: 17 euro! 17 euro per un libro che per metà manco è stato scritto da lei ma ha riportato racconti di altre persone. (una decina di immigrati, su 3.000 000... non può certo far fede quanto scritto nel libro!) Il resto del libro è un susseguirsi di noiose scontatezze, discorsi triti e ritriti ai quali non si danno però risposte a chi potrebbe sollevare argomentazioni opposte. Un continuo utilizzo della parola DIRITTI ma mai della parola DOVERI! Questo credo sia una pesante pecca, anche alla luce del dettato Costituzionale (spesso dall'autrice richiamato "a suo comodo").Il testo è una sorta di demonizzazione della società italiana e una mitizzazione e vitimizzazione degli immigrati. Vengono prese posizioni spesso molto discutibili e azzardate. Anche le situazione piacevoli vengono comunque strumentalizzate e condotte ad una demonizzazione della società italiana. Una manciata di immigrati non possono certo rappresentare l'idea e l'esperienza di 3.000.000 e passa di stranieri in Italia! Libro comunque facile da leggere, molto leggero, superfluo, pressapochista e farfallone. L'autrice si improvvisa, coi suoi commenti, sociologa, economista, giurista, teologa. Mi aspettavo un libro meno di parte, più coerente e meno superficiale e scontato. Peccato, buttati al vento 17 euro.

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