Traduttore: L. Sgarioto
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 maggio 2007
Pagine: 200 p., Brossura
  • EAN: 9788845921582
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Descrizione
È il destino, ancora una volta, a dare le carte: proprio al giudice Kristóf Kómives, cittadino integerrimo, tocca sciogliere dal vincolo matrimoniale Imre Greiner, un medico che è stato suo compagno di collegio e Anna Fazekas, che Komives aveva incontrato qualche volta, molti anni prima. Ma la sera che precede l'udienza Kómives, rincasando a tarda ora, trova ad aspettarlo Greiner, e da lui apprende che un evento atroce è sopravvenuto a rendere inutile la sentenza. Nel corso di un tormentato faccia a faccia Greiner racconterà a Kómives la sua storia con Anna e soprattutto pretenderà da lui una risposta, prima che sia tutto finito. A sua volta Kómives scoprirà le verità che i sogni della notte svelano e le luci del giorno occultano.

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Recensioni dei clienti

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    angelo

    01/07/2017 14:58:35

    Ingredienti: un giudice 38enne conservatore e ligio al dovere, un medico coetaneo innamorato ma in attesa di divorzio, pochi eventi di una sola giornata ungherese, una resa dei conti finale di un amore impossibile da giudicare e curare. Consigliato: a chi cerca un romanzo di conflitti tra anima e corpo, vita e morte, sogno e realtà, a chi vuol farsi condurre in un flusso di coscienza che attraversa società, amore e nevrosi moderne.

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    AdrianaT.

    09/10/2016 12:15:56

    Fine capitolo 10: "...bene! Ora vorrei, che dopo un prologo di 113 pagine succedesse qualcosa, perché siamo già a metà libro. Ottima la panoramica, l'analisi e la descrizione dei personaggi e del contesto storico/sociale, gli attacchi di panico di Kristóf e le sue inquietudini che vanno via via macinando; qualcosa sta per succedere, pure il cane Teddy manifesta disturbi del comportamento. Si sente una tensione crescente, dentro e fuori di lui, ma tutto rimane ancora in sospensione: è ora che scoppi la bomba, anche soltanto in senso metaforico..." E in effetti la deflagrazione avviene, anche se attutita e ammortizzata dalla superba dialettica dei monologhi e delle elucubrazioni che si snocciolano fra adorazione e ossessione amorosa, in un'escalation drammatica rompendo schemi e rigidi protocolli. Prolisso, analitico e greve, Márai non smentisce, nemmeno qui, la sua straordinaria capacità di interpretazione del mondo delle relazioni e dei sentimenti. Non fra le sue letture che mi hanno dato di più, comunque intenso; molto denso e intenso.

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    karen

    05/07/2016 22:06:17

    Splendida lettura, un gioiello.

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    Emilio Berra

    27/12/2013 17:59:19

    Bel romanzo rappresentativo dell'autore, grandissimo scrittore ungherese. Lo stile è senza alcuna caduta: alto e implacabile. Il contenuto tende a smascherare la superficie delle cose (e dei rapporti interpersonali), per insinuarsi nelle profondità e nei meandri dell'animo umano. Si tratta di un'indagine per capire "di che cosa parliamo quando parliamo d'amore". Unico lieve appunto: un po' di lentezza nella prima parte.

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    elisabetta

    30/10/2010 11:25:53

    divorzio a buda è veramente ben scritto da marai, che qui si esprime a livelli eccezionali. ho apprezzato in modo particolare la parte finale nel dialogo tra i due uomini. il libro può essere visto, in un certo senso, come la risposta che non viene data nel finale delle braci, scritto successivamente dallo scrittore. poetico!!!

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    Francesca

    12/05/2009 16:17:09

    Si apprezza pienamente Màrai solo leggendolo in solitudine,dopo aver raccolto tutte le energie necessarie per concentrarsi sul testo estraniandosi dal mondo, e assaporare così, come si sorseggia un ottimo vino d'annata, ogni parola, ogni costrutto, ogni periodo di quella prosa incalzante e sorniona,incisiva e vaga,meravigliosamente ammaliatrice, propria di tutti i suoi scritti. Non di meno il contenuto trabocca di significato, di verità, di sostanza. E'quanto accade anche in quest'opera, dopo un preambolo che va avanti per oltre metà libro, avente l'"ingrato",ma fondamentale, compito di descriverci situazioni e personaggi, con quel suo inconfondibile tetro spirito d'osservazione e con quell'ormai familiare cadenza oltremodo laboriosa e densa,ma sorprendentemente avvincente. La fase successiva è quella che più ci affascina ed emoziona. Lì c'è dinamica, ritmo, i pensieri hanno voce ed urlano,attraverso i dialoghi, o meglio,i monologhi dei suoi personaggi, tutte le verità più recondite,inaspettate ma attese, incredibili eppur scontate, dei moti dell'animo umano..e non solo. Urlano le verità della vita, del destino, dell'oscuro disegno che ci rende tali anzichè tal'altri..che c'impone gli eventi e muove la nostra vita riservandole momenti e percorsi in nessun modo scongiurabili. E tutto è legato alle più bizzarre circostanze,al caso beffardo che si burla di tutto il nostro vano affanno,la nostra cieca ambizione, la nostra stolta solerzia. Inutile porsi domande sul senso di tutto questo.L'unico modo per uscire salvi dal cataclisma che annienta, strada facendo, tutte le nostre certezze, è una pacata rassegnazione.E la sola possibilità di redenzione sta nel salvaguardare la dignità della nostra miserrima condizione umana.Nell'assumersi le responsabilità senza svicolare vilmente, nell'adempiere ai nostri doveri con sollecitudine e zelo.Nell'uscire dal palcoscenico, una volta calato il sipario, mantenendo intatto il rispetto per se stessi e per gli altri, nel tentativo di lasciare un buon ricordo.

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    Claudia Voigt

    08/03/2008 10:42:26

    Si tratta del primo libro che ho letto di Marai, dopodichè mi sono buttata su tutti gli altri che ha scritto. Per me rimane comunque il più emozionante. Sopratutto le ultime 20 pagine. Come in tutti i suoi libri traspare il piacere dell'autore per la scrittura, cosa che può risultare a volte un pò pesante, se non fosse per le pillole di saggezza che regala qua e là e che incuriosiscono il lettore e lo invogliano ad andare avanti nella lettura. Un libro che sembra una piece musicale, che inizia piano e si sviluppa lentamente in un crescendo di emozioni. Con un finale molto intenso. Se vi lasciate trasportare dalla melodia delle parole non rimarrete delusi dal finale.

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    Isabella

    21/06/2005 09:23:37

    mi è piaciuto abbastanza. credo che la parte più bella sia il dialogo dei due protagonisti, che ricorda molto il bellissimo LE BRACI

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    Massimo

    31/03/2005 13:48:57

    Ma come si fa a dire che è un libro noioso questo? Come si fa a non apprezzare la scrittura deliziosa di Marai? Io faccio un azzardo e dico che questo libro è bello quanto "Le braci"

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    biagio rocchetti

    10/12/2004 11:09:58

    capolavoro mitteleuropeo squisita sensibilita' fantasmagoria approfondimenti dei personaggi riusciti quasi a livello della donna giusta compratelo

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    Roberto

    02/09/2003 23:19:24

    Abbastanza deludente. Alla fine del libro ho provato un senso di insoddisfazione, probabilmente dovuta alla conclusione non particolarmente riuscita.

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    anna

    11/03/2003 22:13:49

    A me è piaciuto tantissimo forse perche è stato il primo libro che ho letto di Màrai...lo consiglio a tutti

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    Dida

    20/10/2002 16:46:30

    Noioso, tetro, inutile.

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    titti

    25/09/2002 11:03:11

    Come spesso accade dopo aver letto un capolavoro, si rimane sempre un po' delusi dalle opere successive. E' quanto mi è successo leggendo quest'ultimo libro di Marai che, a dire la verità, mi ha un po' annoiato. Certo, lo stile e, soprattutto, la capacità di descrivere le sensazioni e i sentimenti più profondi dell'animo umano di questo scrittore sono innegabili .... ma quello che ti rimane dentro dopo aver letto l'ultima pagina di "Le braci" credo sia difficilmente ripetibile.

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    Donatella

    18/09/2002 12:48:48

    Da leggere, ma assolutamente carente del pathos di "Le braci"

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    clara

    12/09/2002 16:18:21

    sono dispiaciuta per non essere dello stesso parere di chi mi ha preceduto ma ho trovato il libro discretamente noioso.L'inizio è promettente con un' atmosfera di altri tempi un pò polverosa e saccente che avvince,ma poi tante elocubrazioni distraggono ,si affollano troppe parole.

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    minou

    06/09/2002 14:23:06

    Intenso ed emotivamente coinvolgente, la prosa di Marai tiene avvinti anche in questo libro fino all'ultimo pagina. Dopo aver letto Le Braci, che resta comunque il libro migliore, Divorzio a Buda riesce ancora a far apprezzare lo scrittore e a trasferire spunti di riflessione. Da leggere.

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    DANIELE68

    05/09/2002 17:13:49

    Marai, che scoperta ! Poderoso, senza tempo, e' un libro non facile nei primi passaggi, incute quasi soggezione la prosa ampia dello scrittore ungherese, . Poi ci si lascia andare, presi nelle atmosfere e nei ritmi sopiti di Budapest e ne viene fuori un ritratto che coinvolge te stesso, nelle tue emozioni, nei tuoi segreti piu' interi. Altre recensioni mi dicono LE BRACI sia ancora emotivamente coinvolgente, non manchera' certamente nella mia personalissima biblioteca !

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    EDOARDO

    04/09/2002 23:37:10

    Ricalca in gran parte lo schema di "le braci". Ritroviamo la triangolazione di 2 uomini e una donna, la grande attesa, la rivelazione, e le 2 domande finali in tutto e per tutto le stesse presenti ne "le braci". Sicuramente un libro di alta fattura che si colloca forse un gradino al di sotto del suo predecessore ma resta comunque di ottimo livello. Imparagonabile il modo con cui Marai descrive le sensazioni, i pensieri e i ricordi che riaffiorano dal passato. Il talento narrativo di Marai è fuori discussione.

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    sara

    02/09/2002 15:54:35

    Romanzo che si rivela interessante e fedele allo stile che ritroviamo in Le braci o in L'eredità di Ezter solo quasi verso la fine ( attorno a pagina 120...) Bello comunque , decisamente molto di piu' che non l'ultimo " I ribelli" assolutamente noioso . Il migliore rimane sembre Le Braci !

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