Dizionario dei personaggi letterari

Editore: UTET
Anno edizione: 2003
Pagine: 3 voll., 2210 p., Rilegato
  • EAN: 9788802056999
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In attesa che qualcuno - o più probabilmente "qualcosa" (un computer, per esempio) - decida di scrivere una monumentale "Storia della letteratura mondiale" che passi in rassegna tutte le letterature che si sono succedute dall'antichità a oggi, si può approfittare di questo Dizionario dei personaggi letterari, che raccoglie tutti i personaggi creati dalla fantasia degli autori di ogni tempo, da Abba, Giuseppe Cesare (protagonista del romanzo autobiografico Da Quarto al Volturno che racconta la spedizione garibaldina) a Zvanì (il contadino dal nome pascoliano del personaggio principale di un romanzo di Alfredo Panzini).

Il filo d'Arianna che permette di orientarsi in mezzo a questa folla di facce e di nomi è il criterio astratto dell'ordine alfabetico. Questa disposizione - stratagemma concreto a puro vantaggio di chi consulta l'opera - permette peraltro di capire quanto sia davvero astratto il termine ("letteratura") che tutti noi usiamo per definire che un insieme di manifestazioni artistiche molto diverse tra loro (poesia e prosa, teatro e narrativa, romanzo storico e poliziesco, fiaba e fantascienza ecc.).

Per capirlo basta partire dai due personaggi della metafora labirintica: Arianna, la sfortunata figlia del re cretese Minosse e di sua moglie Pasifae, si trova collocata tra Arialda Repossi (la protagonista della "tragedia plebea" di Giovanni Testori) e Ariel (lo spirito dell'aria della Tempesta shakespeariana); l'eroe ateniese Teseo precede Tess Durbeyfield, l'eroina del romanzo di Thomas Hardy Tess dei D'Urberville. Per un mero accidente del caso, quindi, uno dei miti più famosi della cultura greca si trova a stretto contatto di gomito con due capolavori della letteratura inglese e con uno dei testi più significativi di uno degli autori italiani più controversi del secolo scorso; come se ciò non bastasse, la figura del seduttore Teseo è curiosamente accoppiata dalla sorte alla sedotta e abbandonata Tess.

L'opera è ricca di simili coincidenze, che dimostrano come all'interno della "letteratura" non ci siano limiti invalicabili. Pescando un po' a caso, si nota che a fianco di una pietra miliare della nostra letteratura come Boccaccio sta con piena dignità un autore popolare come A.J. Cronin (Andreuccio da Perugia precede il dottor Manson, il protagonista del romanzo La cittadella che tutti ricordiamo con le sembianze di Alberto Lupo o, per chi guarda ancora la televisione, di Massimo Ghini); la passionale popolana Becchina amata dal poeta maudit senese Cecco Angiolieri divide la pagina con l'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, protagonista del dramma di T.S. Eliot; assieme ai due personaggi danteschi Bonaventura Orbicciani e San Bonaventura da Bagnoregio, si trova l'agente 007 James Bond; lo stesso foglio ospita sul recto il self made man per eccellenza (il "grande" Gatsby di Francis Scott Fitzgerald) e sul verso uno dei tanti animali delle favole (il gatto con gli stivali di Perrault); il diabolico Woland del capolavoro di Bulgakov Il Maestro e Margherita sta colonna a colonna con il corpulento investigatore Nero Wolfe.

Su questa falsariga si potrebbe naturalmente continuare all'infinito, scoprendo accostamenti singolari: dal Mahabharata alla commedia dell'arte (Arjuna, Arlecchino), dal nonsense di Ionesco al superuomo dannunziano (La Cantatrice calva, Claudio Cantelmo), dal più grande eroe dell'epica spagnola al fortunato giocatore di dadi del musical Bulli e pupe (Il Cid Campeador, "Cielo" Masterson), dall'eroina eponima di uno dei romanzi della Comédie humaine a due comprimari dell'Odissea (Eugénie Grandet, il porcaro Eumeo e la nutrice Euriclea), dalla sfortunata protagonista delle Ricordanze leopardiane al più famigerato imperatore romano (Nerina, Nerone), dal profeta di Nietzsche alla ragazzina di Queneau (Zarathustra, Zazie).

Ancora più affascinanti risultano alcune serie di nomi, che permettono di compiere vere e proprie cavalcate nell'affollato cosmo della letteratura mondiale: da Shakespeare - con Dante l'autore più citato - si arriva a Calvino, passando per Puzo, Pavese, Pratolini, Salgari e Victor Hugo (Coriolano, Don Vito Corleone, il Corrado alter ego di Pavese nel romanzo La casa in collina e il Corrado detto Maciste di Cronache di poveri amanti, il Corsaro nero, Cosette e Cosimo Piovasco di Rondò).

Per quanto riguarda la struttura delle singole voci, se i romanzi che sono presentati solo sotto la voce del protagonista hanno una trattazione più ampia e, di solito, monolitica, basata principalmente sulla trama (cfr. Frédéric Moreau per L'educazione sentimentale di Flaubert o Hans Castorp per La montagna incantata di Thomas Mann), quelli suddivisi in più voci mostrano una maggiore cura riguardo alla personalità delle singole figure (cfr. La lettera scarlatta di Hawthorne, ripartita in ben sei voci). Ad alcuni personaggi sono dedicate schede molto ampie, che tengono conto delle numerose raffigurazioni che ne sono state date nel corso dei secoli (la voce Ulisse, curata da Piero Boitani, non si limita alla triade Omero-Dante-Joyce, ma si spinge fino a Derek Walcott); alcune voci presentano invece insieme più personaggi presenti nella stessa opera, come Bouvard e Pécuchet, Don Chischiotte e Sancho Panza, le due coppie simmetriche di Aspettando Godot (Vladimiro ed Estragone, Pozzo e Lucky), il quartetto di Finale di partita (Hamm, Clov, Nell, Negg).

A testimoniare l'estrema cura del lavoro, va detto che in questo repertorio di nomi si trovano anche i personaggi anonimi: tra le due voci dedicati a Narciso (l'innamorato della propria immagine e l'amico di Boccadoro) e quella che racconta la storia di Nastagio degli Onesti, l'aristocratico ravennate innamorato della bella e sdegnosa Bianca Traversari, ci sono ben venti voci di "narratori" e "narratrici" (tra le quali molti anonimi io narranti di romanzi e racconti italiani del secolo scorso, Il mio Carso di Slataper e Le stelle fredde di Piovene, La stanza del vescovo di Chiara e Diceria dell'untore di Bufalino, Un giorno di fuoco di Fenoglio e La vita agra di Bianciardi).

Tutte le voci (che si concludono con una sintetica bibliografia) comprendono spesso un rapido accenno ad altre raffigurazioni del personaggio non propriamente letterarie, dalle versioni musicali/operistiche a quelle cinematografiche/televisive. Particolarmente curati gli elenchi degli investigatori: dieci gli attori che hanno prestato il loro volto al commissario Maigret (compresi Jean Gabin e Gino Cervi), altrettanti quelli che hanno interpretato Philo Vance (anche se a questa long list si sarebbe dovuto aggiungere Giorgio Albertazzi, che indossò i panni raffinati dell'investigatore newyorkese in tre sceneggiati televisivi trasmessi nel 1974). La voce dedicata a Sherlock Holmes (a proposito: c'è anche quella del dottor Watson) è una storia in miniatura delle sue avventure cinematografiche, che va da una pellicola muta di 49 secondi datata 1902 (Sherlock Holmes Baffled) alla versione disneyana a cartoni animati del 1986 (Basil l'investigatopo).