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Stephen King

Traduttore: G. Arduino
Collana: Pandora
Anno edizione: 2014
Pagine: 516 p. , Rilegato

60 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Narrativa horror

  • EAN: 9788820055684

L’Overlook Hotel non esiste più. Raso al suolo da un incendio causato da una caldaia difettosa, l’albergo più inquietante della storia letteraria e cinematografica di tutti i tempi è ora soltanto un cumulo di cenere e macerie.
In tre sono sopravvissuti al disastro: la moglie e il figlioletto del custode ubriacone Jack Torrance e il cuoco dell’albergo, Richard Halloran. In seguito all’esplosione i due adulti hanno riportato gravi ferite, mentre il bambino, illeso fisicamente, si è ritrovato con una psiche completamente devastata.
Doctor Sleep racconta cosa è accaduto dopo quell’esperienza terribile e narra la storia di Dan, il piccolo bambino che nel film di Kubrick vagava, smarrito, per i corridoi dell’Overlook, cercando di sfuggire alla furia di Jack.
L’idea del romanzo è venuta a King dopo aver lanciato nei mesi scorsi un sondaggio dal proprio sito in cui chiedeva ai lettori se avessero preferito il sequel di Shinning oppure un nuovo libro della serie Dark Tower. L’esito non ha lasciato dubbi: tutti aspettavano di conoscere la sorte del povero Dan. Da queste premesse nasce Doctor Sleep
Nel sequel ritroviamo il bambino che, salvatosi dalla pazzia del padre, combatte ancora con i demoni della sua mente: i maledetti fantasmi dell’Overlook che continuano a tormentarlo fino a farlo cadere nell’alcool e a imprigionarlo in una forma di depressione acuta.
Questa sorta di autodistruzione si conclude quando, all’alba dei quarant’anni, Dan chiede aiuto agli alcolisti anonimi che lentamente lo riportano alla vita. In quegli anni il ragazzo decide di sfruttare il dono dello shinning per curare, insieme ad un gatto dai poteri paranormali, i malati terminali di un ospizio: è il Doctor Sleep di cui parla il titolo.
Nel frattempo incontra Abra, l’altra grande protagonista del libro, una ragazzina dotata dello stesso potere di Dan, la luccicanza, e per questo inseguita da una banda di malvagi: i True Knot, vampiri dello shining alla ricerca dei bambini con questo dono per poterli uccidere e assorbirne il potere.
Non è necessario aver letto Shining per farsi inquietare dalla lettura di Doctor Sleep, questo nuovo romanzo vive da sé grazie ai diversi temi che affronta: è soprattutto un libro sulla sensibilità che diventa condanna e sulle dipendenze, famiglia in primis.
L’autore torna a parlarci dei sogni che generano mostri: Danny è costretto a fronteggiare da una parte i demoni della stanza 217 dell’Overlook Hotel, e dall’altra gli spietati True Knot. La scrittura di King è sempre avvincente e anche quando tende troppo alla suspense o al paranormale non perde mai di vista il pathos e l’aspetto umano.
La storia, che si risolve nella lotta epica tra il Bene e il Male, si sviluppa attraverso registri narrativi che fondono insieme realismo e fantasia. Alla fine della lettura il romanzo ci restituisce la sensazione che è impossibile sfuggire ai propri demoni e la consapevolezza, in parte nichilista, che nessuno è davvero innocente, nessuno si salva davvero e nemmeno al piccolo bambino che vagava con il triciclo è concesso avere una vita ordinaria.

Recensioni dei clienti

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    Cico

    05/10/2016 12.02.05

    Non è facile formulare un giudizio su questo libro. Che King sia lontano anni luce dalle vette narrative toccate con Shining o IT è fuori di dubbio. Che a causa di questo il libro non sia bello è assolutamente ingeneroso. La trama si dipana bene, scorre, i personaggi sono ben delineati. Gli spunti interessanti non sono da trascurare. Il Dottor Sonno, il "Vapore" che emanano le persone dotate di luccicanza, la caduta nell'abisso dell'alcol da parte di Danny, la sua "resurrezione" grazie ad Abra. C'è molta carne al fuoco. A voler trovare il pelo nell'uovo, il tutto si risolve un po' troppo agevolmente e banalmente per i protagonisti. Sembra piu una storia da film interattivo, quei videogames moderni dove il giocatore si trova ad impersonare uno o piu' personaggi nell'ambito di una sorta di avventura grafica giocata stile film. In sostanza quindi un libro godibile ma non indimenticabile, che testimonia una svolta decisamente piu' commerciale da parte del Re, a discapito della sua proverbiale didascalicità e delle atomosfere a cui da sempre ci aveva abituato per aiutarci ad immedesimarci nella vicenda.

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    C.D.Bartimeus

    10/08/2016 18.59.05

    Non mi aspettavo un capolavoro, ma neppure un simile squallore. Uno dei punti più bassi toccati dal Re negli ultimi tempi, quasi come Joyland (che per lo meno aveva il pregio della brevità). Dan e Abra protagonisti poco convincenti, per cui non ho provato un minimo di empatia, specie per Abra, antipaticissima e sbruffona, non credibile neppure quando mostra un briciolo di debolezza. I personaggi di contorno sono poco più che ombre con nome e cognome, mentre un tempo nei libri di King anche le comparse sprizzavano energia vitale. Sui Cattivi (Cilindro, Zecca, Sozzone... ma si può?) meglio stendere un velo pietoso. Il Lettore sa che i Buoni alla fine vincono (succede 9 volte su 10) ma almeno deve avere l'impressione che i nemici siano monumentali per poi chiedersi: Cosa escogiteranno i Buoni per sconfiggerli? Qui invece l'unica domanda è: Quando si decideranno i Buoni a polverizzarli? dacché i seguaci del Nodo partono battuti in partenza, talmente abissale la loro inferiorità. Il legame tra Dan e Lucy poi è roba da soap opera, ce lo poteva risparmiare dato che non incide nella storia. E mi si è annodato lo stomaco quando, nella postfazione, ho letto King che diceva: volevo scrivere una storia formidabile. Purtroppo continua il riciclo di eroi dal passato, cosa che puzza di manovra commerciale come il riferimento a Charlie Manx (personaggio di un romanzo scritto dal figlio Joe). Dopo Dan e Roland, cosa ci aspetta? Un sequel sui Perdenti? Paul Sheldon? Alan Pangborn? Donna Trenton? Susan Snell? Non Ben Mears (nella Torre Nera si accenna al suo funerale) ma potrebbe toccarci Mark Petrie. Sarebbe il modo migliore per rovinare la memoria di personaggi (per me) immortali, perché il riciclato non è mai all'altezza dell'originale. Caro King, certe porte chiuse non andrebbero riaperte e visto che sei già ricco sfondato (come non perdi occasione di ricordarci) se ti manca l'ispirazione, invece di riciclare personaggi perché non ti metti a coltivare un bel campicello?

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    furetto60

    08/08/2016 10.27.40

    Il seguito di Shining è un romanzo che si può leggere anche autonomamente ed è, se non migliore, certamente diverso dall'opera che l'ha preceduto. La chiave di lettura, per quanto ovvia, la fornisce SK stesso: in oltre trent'anni lo scrittore è cambiato (invecchiato), ha visto la morte in faccia, inevitabile che inizi porsi domande e questo caratterizza tutte le opere dell'ultimo periodo. Il motivo di tanti e insistiti confronti non lo capisco, né quello con il film che, non fosse per la maschera di Nicholson, navigherebbe nelle acque della mediocrità. Oltre a Shining, c'è un riferimento anche a Il miglio verde (lo? scherzetto finale di Dan, l'arma segreta). Traduzione: Arduino sarà pure bravo, ma lo "stortata" di pag. 411 (pur non essendo un errore) è orribile.

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    nefelai

    11/01/2016 16.34.50

    Sono d'accordo con le tante recensioni fatte dai lettori storici del Re. Sembra che abbia perso la sua vena creativa. Forse sembrerà una cattiveria, ma King scriveva meglio quando beveva. Non amo questa nuova strada che ha intrapreso. E' diventato davvero commerciale. Le sue storie stanno perdendo il fascino e la capacità di tenere incollato il lettore, di emozionarlo e di trasportarlo negli orrori della mente umana. Shining non andrebbe nemmeno citato e censurerei chi osa definirlo "il seguito di Shining". Storia ben scritta come al solito, ma insulsa. Dan Torrance è stato rovinato dal suo stesso creatore. E' bella la favola di doctor sleep che accompagna gli anziani della casa di riposo nel loro ultimo viaggio. Ma non me l'aspetteri da King. Vampiri moderni che viaggiano in caravan e che vengono sconfitti con un nonnulla... aspetto ancora che torni lo scrittore che seguo da più di 20 anni. La Torre Nera temo che sia stata il suo ultimo capolavoro.

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    Fra_paga

    06/11/2015 17.38.42

    Prodotto (inevitabilmente) schiavo del suo predecessore. Vive all'ombra di Shining, cerca di assumere un'identità propria ma gli unici momenti di passione si possono trovare solo scavando nel ricordo. E, ahimè, è proprio con il ricordo che ne esce inevitabilmente sconfitto. E, se il ricordo in questione, è quello cinematografico (ossessione di King, tanto che ritroviamo la sua disputa, persa in partenza, nelle pagine d'appendice) quest'opera non può che risultare mediocre. La psiche in tutto il libro è solo abbozzata. Si scava in quella di Dan, troppo autobiografica e alla fine scontata per chi conosce anche solo approssimativamente King, ma si tralascia totalmente quella di tutti gli altri personaggi compresa la protagonista. Quando dopo oltre 400 pagine di discreto ritmo (l'unica nota positiva) qualcosa di interessante sembra saltar fuori, siamo ormai alla fine del libro. E non è un male. Voto 5.

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    cristina

    04/08/2015 10.49.12

    Mi accodo ai tanti delusi dal Re; questo libro non è proprio all'altezza delle sue capacità, poteva risparmiarselo. Tirare in ballo "Shining" non è stata una buona idea: con quel romanzo, e con il grande film di Kubrick (che comunque King rinnega, per invidia credo) non ha niente a che fare. La trama è abbastanza debole, questa volta i "cattivi" sono poco caratterizzati e lo scontro finale è di una pochezza disarmante. Non c'è suspense e non c'è pathos, non c'è coinvolgimento emotivo. Non so neanche se tale romanzo possa servire alla causa degli Alcolisti Anonimi! Speriamo in un prossimo romanzo più interessante e coinvolgente (e meno commerciale).

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    stefano

    08/05/2015 17.04.14

    ibro scritto bene, King sempre scrive bene, e il libro tutto sommato é scorrevole e si legge facilmente... peró non é nessun capolavoro, la storia quasi banale, poche emozioni, di paura nessuna traccia. Il mio voto: un 3, perche sono un grande fan del Re

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    serena

    27/04/2015 12.30.30

    Come titolo non c'è che dire ti attira subito ,sopratutto quando leggi la trama cominci a captare che cè qualcosa di interessante... devo dire ,però, la sincera verità: NE HA SCRITTI DI MIGLIORI ,perchè,in certi punti l' ho trovato molto noioso , e troppo incentrato nei particolari ; però nell' insieme non è stato malaccio, visto che è il seguito di Shining,spero di vedere almeno il film che riassume il tutto .

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    Paolo56

    17/11/2014 16.46.44

    Il RE è tornato. Questo romanzo si legge tutto d'un fiato. Ti prende e ti sorprende sempre, in ogni pagina e vorresti che non finisse mai. Ho letto tutto di King. Qualche volta non ci ha preso in pieno. Ma con questo libro è tornato ai livelli dei grandi capolavori. Davvero consigliabile e imperdibile per chi ama le trame appassionanti di questo insuperabile scrittore. Un vero maestro della letteratura mondiale.

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    Tiziana

    14/11/2014 11.12.11

    Meraviglioso, memorabile, congegnato magistralmente. Uno tra i migliori thriller di King (ma io li trovo tutti eccezionali, anche solo per lo stile e la scelta delle parole). Non c'è molto altro da aggiungere, a parte che non c'è un solo vocabolo fuori posto o superfluo. Davvero mitico! Grazie Stephen, continua così.

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    Sara

    07/11/2014 12.06.34

    Onestamente non sono rimasta così tanto delusa da questo libro. Sarà forse che non avevo le aspettative che può suscitare il seguito di un libro come Shining, e forse questa è stata la chiave per gradire la lettura di questo volume.

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    Umberto75

    18/10/2014 11.48.01

    Forse se avessi 20 anni di meno, ovvero l'età in cui ho letto Shining, il giudizio sarebbe diverso. Oggi come oggi libri come questo, se pur ben scritti, toccano corde che non sono più le mie. Mettiamoci pure il fatto che l'inevitabile confronto con il libro di cui è il seguito e soprattutto il meraviglioso film del maestro Kubrick, ed il gioco è fatto.

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    Valentina

    12/10/2014 14.24.47

    Mi dispiace scriverlo, dato che sono una lettrice di King da 20 anni e che i suoi libri hanno segnato delle tappe nella mia vita, ma Doctor Sleep è stato davvero un colpo basso. Ovvio che non si possa pretendere un capolavoro dopo l'altro, ovvio che la carriera di uno scrittore (o qualsiasi altra carriera) abbia degli alti e bassi, ma questo libro è davvero illegibile. Non mi aspettavo il seguito di Shining, questo no, ma comunque una storia avvincente, leggibile. Il personaggio di Danny alla fin fine mi è sembrato solo un escamotage pubblicitario, il suo ruolo non è nè indispensabile nè insostituibile, Abra semplicemente odiosa, una classica stronzetta viziata, i cattivi ridicoli ma quello che più mi ha infastidito è che non c'è proprio storia, dove sarebbe lo scontro? I cattivi vengono annientati con una facilità disarmante, non viene neanche da chiedersi chi vincerà, e le storia accessorie sul gatto e sull'alcolismo sono carine, sì, ma sono solo il contorno di una storia che alla fin fine non c'è. Questa, King, potevi risparmiartela, spero davvero meglio per il futuro perchè so che puoi fare e hai fatto molto ma molto di meglio.

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    Fabio

    05/10/2014 17.50.28

    Dignitoso seguito di Shining......insomma i miei preferiti rimangono It, Il miglio verde e 22/11/63.

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    Fabio 57

    05/09/2014 12.06.39

    Premesso che sono un grande fan di Stephen King devo dire che ho trovato molto deludente quest'opera, che sembra uscita dalla penna di qualcun altro. Non so se la sua vena è esaurita ma di questo seguito se ne poteva fare tranquillamente a meno, splendido invece il suo romanzo precedente, ispirato all'omicidio di Kennedy. Peccato un'occasione mancata.

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    Very

    25/08/2014 16.54.08

    Non metto la votazione più bassa solo per "premiare" l'idea che mi sembrava abbastanza buona, leggendo la trama. Non ha assolutamente nulla a che vedere con Shining, è un "insulto" indicarlo come il seguito. Avendo letto diversi altri libri di King, posso dire con sicurezza che in questo l'autore non si è impegnato per niente. Classico romanzo a fini commerciali. Psicologia dei personaggi pari a zero (ma come? Eppure King è davvero bravo nel delineare i personaggi dei suoi romanzi...), storia che procede lenta e senza colpi di scena, persino le morti dei cattivi sono assolutamente banali e così veloci che nemmeno ci si rende bene conto di che cosa sia successo. Soprattutto: nessuno spavento. Anzi, tanti, tanti sbadigli di noia. Le ultime 100 pagine non sono riuscita a concluderle, e sono passati già alcuni mesi da quando l'ho iniziato. Sconsigliato.

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    achi53

    02/08/2014 16.56.53

    Un buon romanzo, certo non può essere paragonato a shining che rimane un indiscusso capolavoro di King. Non condivido tutte le critiche che ha ricevuto, soprattutto da alcuni che non hanno neanche letto shining ma solo visto il film (peraltro molto bello)

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    henry il grigio

    27/07/2014 11.20.13

    Ho letto un pò di recensioni prima di scrivere la mia e devo dire che alcuni di voi siete stati particolarmente feroci nelle vostre critiche. Trovo che "doctor Sleep" non sia uno dei migliori libri del Maestro,ma non così orribile.Chi ha letto e amato Shining, non può non aver avuto piacere di leggere di Dan e della sua vita da quel tragico momento,e questo è forse il migliore dei personaggi anche di questo romanzo. Non è invece all'altezza dei cattivi di King, la Rose del vero nodo.Il maestro ci ha abituato meglio.Comunque un libro da leggere per chi ama la scrittura di King,consigliato.

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    paola

    19/07/2014 20.17.22

    Non mi è piaciuto per nulla, anche se avevo seguito con molto interesse Shining , peccato, troppo prolisso e confusionario

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    DAVIDE INCHIERCHIA

    18/07/2014 18.11.38

    Da molto tempo Stephen King ci ha a abituato all'alternanza fra storie "macrocosmiche", complesse, dove il narratore guarda dall'alto un mondo brulicante di innumerevoli personaggi - come nei monumentali capolavori "It" e "L'ombra dello scorpione" o, in questi ultimi anni, nel visionario "The Dome" - e storie "microcosmiche", spesso quasi autobiografiche, dove la vicenda personale di uno o due personaggi è narrata attraverso i loro stessi occhi - come ne "La zona morta" e in "Misery", altri due capolavori indiscussi, o più di recente nel semplice ma suggestivo "Joyland". Che dire dell'ultima fatica, "Doctor Sleep"? Apparentemente promette di raccontare da vicino le avventure di Daniel Torrance, l'ex piccolo Danny di "Shining", ora cresciuto ma ancora perseguitato dai demoni del passato. Tuttavia la scelta di seguire, da una parte, la storia non certo ordinaria di Torrance - scampato agli spettri dell'Overlook Hotel e a quelli dell'alcolismo di ascendenza paterna - da qualche anno impegnato a usare il suo oscuro potere per accompagnare dolcemente alla morte pazienti in fin di vita di un ospizio; dall'altra parte la storia del Vero Nodo, tribù di moderni vampiri che si nutrono non di sangue ma della "luccicanza", fino all'inevitabile scontro con Daniel: ebbene, questa scelta di intrecciare punto di vista micro e macro non sembra tra le più felici dell'autore. A chi (come il sottoscritto) non si è perso neanche un titolo dispiace, per esempio, non aver potuto assistere - se non di sfuggita - al mistero kinghiano annunciato in copertina: il "Dottor Sonno" e la sua capacità di sostare tra qui e l'aldilà (il gatto Azrael? Occasione mancata). Ma anche Rose Cilindro, col suo solitario dente affilato, non basta a chi ha visto il vero volto del terrore negli occhi di Annie Wilkes; e persino Abra con i suoi cucchiai sospesi non può competere col ricordo di Carrie White...Certo lo stile del Re nell'arte del racconto è sempre magistrale e, nonostante tutto, si fa apprezzare.

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