Categorie

Dacia Maraini

Collana: Superbur
Formato: Tascabile
Pagine: 185 p.
  • EAN: 9788817118514

Una donna matura e giramondo scrive per sette anni a una bambina, sua giovanissima amica, raccontandole esperienze, evocando i ricordi del suo amore per un giovane violinista, descrivendo viaggi, concerti, aneddoti familiari.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    27/09/2005 11.26.39

    Dacia Maraini, sulla scia dei grandi classici (I dolori del giovane Werther di Goethe, Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo) o forse di più recenti best-sellers (Va dove ti porta il cuore della Tamaro) ripropone il genere del romanzo epistolare: una drammaturga di mezza età che inizia una corrispondenza con una bambina, nipote del suo compagno, scegliendola come confidente a cui consegnare le sue riflessioni, i suoi aneddoti, i suoi ricordi. Proprio il titolo del romanzo riprende un verso delle Ricordanze di Leopardi («Dolce per sé; ma con dolor sottentra il pensier del presente, un van desio del passato») quasi ad anticipare quel tono lieve che, sul filo della memoria, percorre tutto il libro. Perché di un lungo ricordare si tratta, anche se episodico, frammentario senza un rigido filo logico-narrativo. E forse qui sta il difetto maggiore del libro: nell'eccessiva partizione narrativa, nei troppi episodi che non si legano fra loro. Si sente alla fine la mancanza di un'organicità, di un'unità che dia corpo all'essenza del romanzo. Non esiste una trama (forse solo un filamento) e la storia sembra cominciare già a metà per finire un po' più in là senza un preciso svolgimento. Verrebbe da definire Dolce per sé con un aggettivo solitamente usato per i poemi medievali: enciclopedico-didascalico. I tanti frammenti dell'opera infatti riportano storie, aneddoti personali, sentimenti, analisi di brani letterari e musicali, personaggi che ogni volta illuminano un particolare fatto o fenomeno della realtà. Ne risulta una sensazione piacevole e stuzzicante come di scoperta di piccole verità che ogni giorno, senza accorgercene, ci ritroviamo sotto gli occhi. Il tutto narrato con delicate metafore, in tono semplice e familiare (non dimentichiamo che le lettere sono indirizzate a una bambina) che piano piano ti avvolge nel caldo abbraccio delle associazioni analogiche che delicatamente si snodano una dopo l'altra. Tono familiare ho detto, a volte però un po' "troppo" familiare. Ci sono numerosi termini quotidiani

Scrivi una recensione