Recensioni Don Chisciotte della Mancia

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    11/06/2020 09:40:24

    Un superclassico, sì. E come tutti i classici, o lo ami o lo odi. Io non posso dire di averlo amato. Lungo, arzigogolato e soporifero, soprattutto nella prima parte. Il romanzo porta con sè un messaggio molto bello, ma che a volte rischia di perdersi nei meandri delle pagine piene di parole, digressioni e subordinate. Vista anche la mole, una lettura per lettori abili e allenati.

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    17/05/2020 19:29:53

    All'inizio ho dovuto resistere alla tentazione di abbandonare la lettura. Mi sembrava troppo pesante.. invece ha saputo farmi ridere fino alle lacrime almeno un paio di volte e mi ha accompagnata con spunti e riflessioni fino all'ultima pagina. Lo consiglio a tutti.

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    eds
    15/05/2020 18:53:17

    Neanche da commentare. Un testo senza tempo. Un classico come questo non ha bisogno di ulteriori commenti. 10/10

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    12/05/2020 16:46:30

    Una volta mi chiesero chi pensassi fosse in realtà don Chisciotte della Mancia. Senza esitazione risposi: l'ultimo dei sognatori, colui che ha scelto di vedere il mondo attraverso i propri occhi e i propri valori, chi sceglie di seguire un sentiero del tutto personale, un superuomo nietzschiano, quasi, chi ancora crede nell'amore squisitamente pervasivo, chi si mostra leale in un mondo sleale e sceglie di combattere per contribuire a creare il mondo che vorrebbe. Se mi facessero oggi la stessa domanda, credo risponderei allo stesso modo.

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    24/09/2019 20:39:23

    In questo capolavoro di Cervantes, inseguiamo per svariate pagine l'hidalgo impazzito, sorridendo spesso dei personaggi così vividi, così veri. La celebre avventura dei mulini a vento è una delle prime e non, a mio avviso, la più significativa. Le donzelle sono tutte leggiadre, ma Dulcinea è incomparabile, e Don Chisciotte è felice, finché è pazzo, tanto che alla fine, quando rinsavisce, viene da chiedersi se non sia da preferire una felice e (almeno in parte) innocua follia a una ragione che ci inchioda a un cortile e una vita priva di giganti, principesse e avventure e con la quale non riusciamo più a vedere un castello in un'osteria.

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    19/09/2019 21:01:12

    Ho letto vari classici nell'arco della mia vita, ma credo che nessuno potrà mai eguagliare Cervantes con il suo Don Chisciotte della Mancia. E' un libro che appartiene a più generi, dentro troviamo amore, guerra, viaggio, a tratti ricorda anche i romanzi picareschi di cui Cervantes sembra essere stato un precursore. Può essere letto ai giorni nostri con la stessa facilità delle nuove saghe Young Adult. Lo rileggerei altre mille volte!

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    26/10/2018 14:54:10

    Libro romantico. Letto in età adolescenziale, consigliato

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    20/09/2018 13:39:09

    Ho iniziato a leggere questo libro per gioco. E' stata una lettura impegnativa, questo non si può negare, ma d'altra parte, leggere uno dei più grandi classici della letteratura europea non poteva certamente essere semplice... Ad ogni modo ho assolutamente adorato questo romanzo apprezzando non solo l'originalità dimostrata dall'autore nell'ideare delle avventure così stravaganti e divertenti, ma soprattutto la caratterizzazione di ciascun personaggio e in particolare ovviamente del protagonista, il grande Don Chisciotte. La sua follia, la convinzione di essere un cavaliere e la volontà di comportarsi come tale lo rende unico in tutta la letteratura di ogni epoca. Uno dei concetti fondamentali che ho potuto apprendere dalla lettura del libro è che ognuno di noi ha così tante sfaccettature che non è possibile alcuna generalizzazione, così come un uomo che si crede cavaliere non deve essere esclusivamente definito folle, un preconcetto che spesso possediamo quando ci troviamo di fronte a quest'opera. Un libro da studiare e un personaggio che tutti, in fondo, teniamo chiuso da qualche parte dentro di noi.

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    19/09/2018 13:34:38

    Don Chisciotte è il simbolo del romanticismo e della speranza che sopravvive nonostante la realtà, o rappresenta la sconfitta degli ideali di fronte alla nefandezza della vita? Io propendo per la prima ipotesi, ma comunque la si veda, leggere questo romanzo è necessario in un'epoca in cui gli ideali sembrano sempre più scomparire, e se siete in dubbio, sappiate che questo classico è una satira che sbeffeggia gli stilemi dei classici romanzi cavallereschi e che quindi vi farà ridere come non immaginereste, e ciò porta a leggerlo facilmente nonostante la mole.

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    25/09/2009 16:12:39

    Quello che è considerato il capolavoro della letteratura spagnola è uno di quei libri a più livelli di lettura. Lo si può apprezzare per il suo bel stile e per la simpatia che suscitano i due protagonisti Don Chisciotte e Sancio Panza grazie alle loro peripezie oppure lo si può leggere come cartina al tornasole sulla società spagnola nel periodo post-conquista del nuovo mondo. Lo splendido romanzo di Cervantes, che aveva partecipato alla battaglia di Lepanto e ne aveva passate di tutti i colori sino alla perdita di una mano per poi capire l'inutilià della guerra, è un monito sulle illusioni della vita (amore, onore, guerra) che nasce dal connubio della letteratura picaresca e cavalleresca che imperversarono per tutto il '500 in Spagna. Don Chisciotte è un lettore accanito di libri cavallereschi dove si narra di eroi che combattono contro draghi e maghi per amore della propria donna. Così tenterà di fare anche lui incamminandosi per le terre della Mancha ma con esiti ben diversi in una Spagna che vide il proprio splendore economico e politico con la conquista dell'America ma era in preda alle illusioni e alla povertà così ben descritte nel capolavoro cervantino. Il Don Chisciotte è anche, però, un esempio di letteratura a incastro dove realtà e finzione si intrecciano. Nella seconda parte del romanzo, infatti, Don Chisciotte sa che si è parlato delle sue avventure (scritte da Cervantes) ed esce per nuove avventure e in una di queste incontra addirittura un personaggio di un romanzo scritto su di lui da un altro autore del tempo di Cervantes, che si chiamava Avellaneda, e Don Chisciotte dice che è lui il vero Don Chisciotte e non quello dell'altro romanzo: insomma è un continuo intrecciarsi di realtà e finzione. Da non dimenticare, poi, sia nei sonetti iniziali che nelle vicende del protagonista, i riferimenti ad altri personaggi cavallereschi come Amadigi e Orlando o a vicende sempre cavalleresche del passato come quella dell'elmo di Mambrino. Se potete leggerlo in spagnolo come ho fatto io è ancora meglio.

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    05/05/2009 15:49:43

    L'ho letto tanto tempo fa, ma ne serbo un bel ricordo.

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    21/01/2009 11:50:37

    Un librone, ma ne vale la pena!! E' un susseguirsi di avventure di un Don Chisciotte ubriaco di fantasie cavalleresche, seguito fedelmente, o quasi, dal suo scudiero Sancio Panza che in fatto di fantasia non è da meno. Sono due personaggi davvero singolari: Don Chisciotte, ormai con il cervello fritto a furia di leggere storie di cavalleria, decide di diventare lui stesso un cavaliere e diventare nemico delle ingiustizie facendosi onore con le sue gesta e esaltando con tutti la bellezza e l'onore della sua tanto amata Dulcinea del Toboso. Allo stesso tempo dimostra a tutti coloro che incontra lungo il suo cammino una singolare intelligenza tanto da lasciarli affascinati e un po' stupiti da quanto pazzia e intelligenza possano bene fondersi tra loro. Sancio Panza, suo scudiero e compagno delle sue avventure, possiede una gran furbizia soprattutto con il suo padrone il quale, non molto in sè, non fatica a credere alle sue storielle raccontate per ricavarne un qualche vantaggio. Allo stesso tempo è lui il primo a prendersi legnate ogni qualvolta se ne presenti l'occasione lungo la strada e a credere ai giochetti organizzati da chi decide per divertimento di burlarsi di questi due strani personaggi. Un libro assolutamente esilarante e affascinante.

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