Traduttore: P. Frada K. Vincke
Collana: Il castello
Anno edizione: 1992
In commercio dal: 27 aprile 1992
Pagine: 146 p.
  • EAN: 9788838907968
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 9,66

€ 11,36

Risparmi € 1,70 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 


scheda di Cerrato, O., L'Indice 1993, n. 8

Dopo la lettura del romanzo "L'Armada", Leonardo Sciascia rimase affascinato dal suo pressoché ignoto autore, il tedesco Franz Zeise (1896-?), e auspicò calorosamente l'edizione del presente volume: "sarebbe da ricercare, questo romanzo sul mito di Don Giovanni, nella speranza che sia della visionaria forza di cui l'autore aveva dato prova ne "L'Armada"". Il libro adesso è qui: mito e storia, amori e avventure cavalleresche si alternano veloci nella memoria visiva del protagonista-narratore. "Sono don Juan Tenorio avo e archetipo di tutti i bellimbusti che portano il mio nome", si presenta il singolare personaggio, che incarna però anche una precisa realtà storico-politica: "Pur essendo amico di un tiranno sono rimasto sempre un signore e sono stato l'ultimo cavaliere di Spagna". Siamo nel 1350, e il tiranno è re Pietro il Crudele, unico figlio legittimo di Alfonso XI, in lotta coi fratellastri per il trono di Castiglia. Si possono individuare, al di là degli sfolgoranti giochi cromatici che avvolgono i personaggi e le scene, riferimenti precisi alla realtà politica tedesca del 1942, anno di nascita del romanzo? Certo l'autore si compiace di calare la narrazione nella fitta nebbia del mistero, e trasforma il racconto in una vorticosa sequenza di immagml oniriche. Come nei sogni, le donne amate o comunque possedute da don Juan si fondono l'una nell'altra, e spesso paiono esistere soltanto in quanto materia per gli scontri tra il cavaliere e il tiranno. La scena finale, nella quale il fantasma di don Juan, morto in circostanze misteriose, riemerge improvvisamente dall'oscurità per vendicare sé e il suo popolo uccidendo il sovrano, suggella mirabilmente questo "strano" prodigio di una fantasia esuberante, che certo non deluderebbe le aspettative di Sciascia.