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Donatella

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Paese: Italia
Anno: 1956
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Serva povera in un lussuoso appartamento romano, una giovane decide che è meglio la vita dei suoi padroni, così lascia il modesto fidanzato per sposare un avvocato che non ama.
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    Andrea

    26/07/2017 09:33:40

    Un film leggero che merita però di essere visto, anche come caposcuola di tanti altri, magari più famosi, che tuttavia da lì hanno tratto.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Cinekult, 2010
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 104 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Elsa Martinelli Cover

    Attrice italiana. Altera ed elegante, mannequin affermata ancor prima dei vent’anni, incarna, in un epoca di generose maggiorate dall’accento dialettale, un peculiare tipo di femminilità esclusiva e discreta che le aprirà subito le porte di Hollywood. Dopo aver esordito con C. Autant-Lara in una particina in L’uomo e il diavolo (1954), K. Douglas la nota su una foto e la vuole accanto a sé in Cacciatore di indiani (1954) di A. De Toth. È poi M. Monicelli ad affidarle la parte sbarazzina di Donatella (1955), quindi R. Vadim, regista delle belle donne, ne fa la protagonista vampira di Il sangue e la rosa (1960). Oltreoceano lavora fra gli altri anche in Hatari! (1962) di H. Hawks e gira diversi film in Francia in particolare diretta da A. Cayatte e J. Aurel. Con gli anni ’70 subisce l’avvento... Approfondisci
  • Gabriele Ferzetti Cover

    "Nome d'arte di Pasquale F., attore italiano. Dopo un precoce esordio in Via delle Cinque lune (1942) di L. Chiarini, interpreta ruoli secondari sia nel cinema sia in teatro. Il suo trampolino di lancio è il Nastro d’argento ottenuto per il ruolo del marito tradito da G. Lollobrigida in La provinciale (1953) di M. Soldati. Nel corso degli anni ’50 si divide ancora fra teatro e cinema. Attore dalle notevoli capacità espressive, si sente a suo agio nei ruoli più disparati: è in grado di impersonare Puccini (nel film omonimo di C. Gallone, 1953) o l’arido borghese (in Camilla, 1954, di L. Emmer) o ancora il grande dongiovanni (in Le avventure di Giacomo Casanova, 1955, di Steno). La sua versatilità seduce anche M. Antonioni, che lo dirige in Le amiche (1955) e L’avventura (1960), rarefatti ritratti... Approfondisci
  • Walter Chiari Cover

    Propr. W. Annichiarico, attore italiano. Protagonista dei teatri di rivista per oltre vent'anni e di molti show televisivi, in monologhi torrenziali esibisce una vena comica sapida e a volte surreale. Dal debutto nel 1946 appare come protagonista o comprimario in oltre cento film, in alcuni dei quali – girati anche con registi di rango – non manca di lasciare una traccia incisiva. Primo fra tutti La rimpatriata (1963) di D. Damiani, in cui interpreta un quasi quarantenne cassiere di cinema, stravagante, sradicato, anticonformista, incerto tra la maturazione dell'età adulta e l'eterna trasgressione giovanilistica. Pencolante tra osterie da vecchia bohème e deserti viali di periferia, si produce in una nottata balorda con vecchi amici che si conclude con l'amara consapevolezza del proprio fallimento.... Approfondisci
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