La donna che scriveva racconti - Lucia Berlin - copertina

La donna che scriveva racconti

Lucia Berlin

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Traduttore: F. Aceto
Curatore: S. Emerson
Collana: Varianti
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 18 febbraio 2016
Pagine: 460 p., Brossura
  • EAN: 9788833926858
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La donna che scriveva racconti

Lucia Berlin

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"Un libro sontuoso, stracolmo di meraviglie, vale la pena tenerlo vicino al comodino e leggerlo lentamente, una storia ogni tanto. Centellinarlo come una cosa buonissima" - Elena Stancanelli

«Chi non ha ancora avuto la fortuna di conoscere la scrittura di Lucia Berlin si prepari a un piacere straordinario». - The Washington Post

Una donna molto bella che ha avuto una vita difficile e la racconta in tanti piccoli quadri: protagonista la narratrice onnisciente o vari personaggi secondari, diversissimi tra loro: un vecchio indiano americano incontrato in una lavanderia; una ragazza giovanissima che scappa da una clinica messicana di aborti per ricche americane; la suora di una scuola cattolica; un’insegnante gay. Ma soprattutto, una domestica che ritrae, lapidaria ma benevola, le «signore» (e anche qualche «signore») per cui lavora: una storia indimenticabile, che dà il titolo all’edizione americana del libro, «Manuale per donne delle pulizie». «Indimenticabile» è l’aggettivo che definisce il valore di una storia breve. Tutti ricordano la signora con il cagnolino di Cechov, o la famiglia Glass di Salinger, o l’anziana donna malata di Alzheimer che si innamora di un compagno di sventura, di Alice Munro. Più difficile è ricordare uno qualunque dei protagonisti dei racconti di Raymond Carver, tutti molto simili: uomini che traslocano continuamente per sopravvivere a una crisi economica non solo individuale. O quelli di Charles Bukowski, l’eterno disadattato che ama l’alcol e le donne. Non che sia possibile ricordare tutti i personaggi di Berlin, diversissimi, variegati per sesso, razza, colore e censo, ma di certo il tratto pittorico dell’autrice contribuisce a fissarli nella mente; complice una scrittura ingannevolmente semplice, chiara, essenziale, imprevedibile come la musica jazz ma altrettanto ipnotica. Una vita più che difficile, quella di Lucia Berlin, tormentata dalla scoliosi e dalle sue conseguenze, da un primo matrimonio sfortunato, dalla povertà, e dai lavori tipici degli americani senza radici: ma le esperienze di centralinista, domestica, insegnante precaria o infermiera, e di madre single, forniscono all’autrice un materiale prezioso e vastissimo, che usa per raccontare se stessa con eccentrico, personalissimo talento.
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    patriziab

    09/03/2019 14:33:35

    Impossibile non innamorarsi di questi racconti semi-autobiografici che prendono spunto dalla vita straordinariamente intensa, dolorosa ma anche ricca di emozioni, di una scrittrice formidabile. La Berlin ebbe 3 mariti e 4 figli, una vita costellata da diversi trasferimenti (dagli Stati Uniti al Messico al Cile), da un problema fisico, dall'alcolismo, dalla povertà e da mille lavori per poter andare avanti, in cui ha avuto modo di conoscere molte persone, da reietti come neri alcolizzati, indiani e detenuti, a donne borghesi, professionisti, artisti, ai propri parenti stretti, di cui abbiamo dei ritratti meravigliosi, spesso impietosi. La scrittura della Berlin è apparentemente semplice ed essenziale, ma ti cattura racconto dopo racconto i quali, come tessere di un puzzle, ricostruiscono senza alcuna pietà o indulgenza la vita complessa di una donna vista da diverse prospettive (spesso è quella femminile, ma non manca quella maschile), dall'infanzia alla senilità, attraverso l'amicizia, l'amore, la dedizione agli altri ed il legame con la sorella. Assolutamente consigliato e imperdibile per gli amanti dei racconti e della letteratura americana.

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    Lux

    16/11/2018 21:21:32

    Mai un libro di racconti si è rivelato così intenso e avvincente: la scrittura della Berlin,nella sua apparente semplicità e nudità, colpisce invece come un rasoio affilato che affonda nella carne viva...ogni racconto è un frammento di vita ed emozioni forti, di un'umanità spesso ai margini della società;eppure ogni episodio,anche il più crudo e tremendo,è raccontato con profondità , ma anche con lucidità e con un fondo di ironia che può avere solo chi ha attraversato la sofferenza più acuta e l'ha resa uno strumento di conoscenza di sé e un'opportunità di 'redenzione'. Semplicemente unico!!!

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    Manuel

    26/04/2018 15:17:05

    All’inizio pensavo si trattasse d’uno scherzo…, ma dopo quattro racconti ho capito che la scrittrice faceva sul serio. Chissà magari cosa mi sono perso… ma non ce l’ho fatta ad andare avanti e mi sono arreso. L’ho abbandonato! Come sempre quello che scoccia è la delusione di non leggere un libro che t’eri convinto fosse bello (l’avevo selezionato con cura, grazie alle recensioni lette qui !), il tempo perso e i soldi buttati. La lettura è composta sempre da piccole frasi, corte, che sembrano buttate lì a caso, una addosso all’altra, senza costrutto, a volte senza senso, spesso inutili e prive di interesse alcuno. Avverti l’intenzione, il desiderio, da parte dell’autore, di essere sagace o divertente o profondo o che so io, ma purtroppo inutilmente. Se si sorride, si sorride d’indulgenza. Il lettore attende sempre il decollo, un piccolo decollo che porti al compimento almeno di una paginetta… macché! Tutto s’interrompe, sempre e inevitabilmente, per ripartire con altre minuscole storielle, a volte di poche fastidiose righe, ed insieme alle storielle riparte la speranza del lettore, fino alla ... resa.

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    carlo

    23/01/2017 14:21:06

    chi ama la letteratura non puó non leggere questo libro di racconti. Se non ne ha il tempo almeno legga il racconto Mejito. Non tutti sono delle stesso livello, ma trasmettono un amore per la vita incredibile. Un misto di malinconia e di gioia cosí com'é la vita. Merita passare un po' di tempo con questi testi. Leggetelo, ne uscirete migliori!

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    rejectedfrogs

    24/11/2016 15:23:10

    Lucia Berlin non si vergognava di nulla. Né io avevo mai letto un'autobiografia scritta a episodi, alcuni assai brevi e singolari, molti vagamente romanzati, ma tutti pieni di una vita tempestosa, vissuta intensamente e narrata in modo freddo, quasi alla Richard Matheson. Dentro le storie di La donna che scriveva racconti ci sono tutte le tragedie che si possano immaginare: i tentativi di disintossicazione dall'alcool, alcuni dentro casa con i figli che le nascondono i soldi e altri in posti dimenticati da Dio e dall'uomo; un tentato aborto in Messico; l'aborto provocato dalle botte del compagno tossico; le molestie di un ricco rampollo pedofilo e del nonno; la chemioterapia della sorella; ma in questo volume, a condividere le tragedie della Berlin, ci sono anche tante persone indigenti e ignoranti. Forse la confessione più intima di Lucia riguarda l'incesto: ammette di essere stata gelosa della sorella minore quando questa è diventata l'oggetto delle attenzioni del nonno. Qui la Berlin tira fuori una verità scomoda e confessa che, da bambina, le molestie la rendevano gelosa ed eccitata; solo la mediazione dello zio adulto e, almeno da questo punto di vista, responsabile (ancorché alcolizzato), le fece capire che la violenza è tale anche quando suscita reazioni impreviste. Sono ormai pochi i libri che trovo irrinunciabili, ancora meno quelli che ritengo validi compagni di vita e casi eccezionali quelli che penso contengano insegnamenti utili a rendere meno traumatico l'approccio alla malattia, alla solitudine e alla tomba. Questo è uno di quei libri.

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    Lory

    12/10/2016 14:10:10

    Di solito non amo i racconti, l'ho letto solo su consiglio di persona fidata: aveva ragione, questi racconti sono come le ciliegie, uno tira l'altro! E senza rendersi conto ci si ritrova alla fine del libro. Bello!

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    saverio

    14/09/2016 15:04:00

    Una grande scrittrice. Racconti solo apparentamente semplici ma densi di significati.E'l'America più vera, senza clamori, piena di umanità. Grande stile. Peccato che sia stata scoperta tardi e solo dopo la morte. Da leggere un po' alla volta per gustarne la grande scrittura!

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    paolo

    12/06/2016 14:59:32

    Qualche 5 devo pur darlo, e questi racconti lo meritano in pieno. I personaggi, spesso gente del tipo di quella che speri non ti si avvicini, e non ti rivolga la parola mentre passeggi o prendi un caffè al bar, ricordano, si, quelli di Carver, ma il modo in cui vengono raccontati e' completamente diverso. Dove la' c'è più che altro descrizione antropologica senza partecipazione, qui l'autrice cerca la poesia nella sofferenza e nell'inadeguatezza di donne e uomini spinte ai margini non solo di una società sempre meno inclusiva, ma anche da famiglie spezzate, fatte letteralmente a brandelli dalla difficoltà a comunicare e a comprendersi. E l'alcol, il sesso, il tradimento, la fuga diventano, spesso, l'unico rimedio alla fondamentale solitudine in cui si dibattono.

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    Valentina

    10/06/2016 12:33:30

    Scritto benissimo. Bellissimo.

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    Carol

    17/04/2016 21:35:48

    Una scrittura semplice, potente e intima. Pezzi di vita raccontati spesso in prima persona, in presa diretta, senza filtri, senza commiserazione, a volte con una sottile ironia. L'autrice attinge da vita vera e si sente, racconta di persone reali, spesso incasinate, di famiglie disfunzionali, di alcolizzati (lo è stata lei stessa), di gente che vive ai margini della società, che stenta a vivere, di legami profondi e relazioni sbagliate. C'è l'America della periferia, degli emarginati, di quelli che sono rimasti fuori dal sogno americano. Nelle storie però non c'è quasi mai disperazione, ma uno spiraglio di luce, la possibilità di potersi redimere, di avere una seconda chance, di poter ricominciare. Ma ci sono anche sentimenti, affetti, relazioni vere, semplici e intricate allo stesso tempo. E quando arrivi all'ultimo racconto, vorresti che ce ne fossero altri, perché quest'autrice, come la Munro, crea dipendenza.

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La stampa internazionale

“Ho sempre creduto che tutti i migliori scrittori sarebbero arrivati – presto o tardi - là in cima, emergendo come panna sull’apice di una torta; diventando noti, amati, citati, insegnati, antologizzati, riconosciuti e trasposti dal cinema, dal teatro dalla musica in altre narrazioni”.
Non era ancora accaduto al lavoro di Lucia Berlin, che ora la critica accosta a Raymond Carver, Grace Paley, Alice Munro, William Carlos Williams e Don Delillo… Questo augurio di Lydia Davis è diventato realtà grazie a questa raccolta di 43 racconti che ne celebra infine il talento, e che ripropone più della metà di tutta la sua produzione.

«Una grande scrittrice americana» - The New York Times

«Una scrittura di altissimo livello, pulita, spesso telegrafica, ruvida… Il modello letterario è Cechov, quello non letterario l’assolo di jazz» - London Review of Books

«I racconti di Lucia Berlin sono uno dei segreti meglio conservati d’America. Non c’è dubbio» - Paul Metcalf

«Lucia Berlin possiede la capacità straordinaria di trasformare la rete di affetto e di risentimento che lega i membri di una famiglia in storie profonde, all’umorismo mai convenzionale… storie che posseggono una forza fuori dal comune». - Publishers Weekly

«La voce pulita e lo stile diretto, subito intimo, contraddistinguono i racconti della Berlin, capaci di catturare momenti di grazia e soffonderli di una luce pigra, indimenticabile. È sicuramente una delle nostre scrittrici migliori» - San Francisco Chronicle «Berlin stupisce di continuo i lettori con una sorprendente varietà di voci, personaggi, ambientazioni piene di cose da vedere e da ascoltare». «American Book Review»
  • Lucia Berlin Cover

    Lucia Berlin (Brown da nubile) nacque in Alaska nel 1936. Il padre lavorava nel settore minerario, così Lucia trascorse i suoi primi anni di vita tra cittadine e insediamenti minerari in Idaho, Montana e Washington. Nel 1941 il padre andò in guerra, e la madre portò Lucia e la sorella minore a El Paso, dove il nonno era un dentista eminente ma alcolizzato. Poco dopo la guerra, il padre trasferì la famiglia a Santiago, in Cile, e Lucia inaugurò quelli che sarebbero stati venticinque anni di vita piuttosto fastosi. A Santiago partecipò a balli e serate di gala, si fece accendere la prima sigaretta dal principe Ali Khan, terminò la scuola, e vestì i panni della padrona di casa agli eventi mondani del padre. Quasi ogni sera, la madre si ritirava... Approfondisci
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