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Elizabeth George

Traduttore: M. C. Pietri
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2009
Pagine: 572 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830423985
Usato su Libraccio.it € 10,04

Recensioni dei clienti

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    Luì

    15/02/2014 16.26.41

    Dopo aver letto quasi tutti i suoi libri, questa volta la cara "vecchia" George mi ha deluso terribilmente. Storia banale, ha distrutto i suoi personaggi migliori, sia Barbara, sia Thomas. Come si suol dire, siamo alla frutta. Bye, bye Elizabeth, questo, per me, sarà l'ultimo tuo romanzo.

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    zaffy

    28/07/2012 21.29.02

    Grande fatica all'inizio perché parte in sordina. Ben presto però cambia ritmo. I personaggi vengono descritti in maniera maniacale. Il finale non è scontato ma un po' deludente. Consigliato.

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    ferruccio

    26/06/2012 13.41.55

    Anche in questo romanzo la George conferma la sua non comune abilità nella descrizione accurata e dettagliata dei molteplici personaggi facenti parte del contesto narrativo all'interno dell'enigma per la soluzione del delitto. Fin dall'inizio si incontrano figure con variegata e complessa personalità psicologica che vengono descritte con dovizia di particolari; tutti possono essere indiziati e, quindi, colpevoli; tutti potrebbero avere un giusto e valido movente per l'omicidio...poi, grazie al trascinante stile narrativo, si susseguono vari episodi che via via indirizzano per dipanare il dubbio fino alla sua conclusione e risoluzione. Non mi è apparso per nulla scontato fino a poche decine di pagine dalla fine. Continuerò a leggere i romanzi di questa acuta e poliedrica scrittrice anche per la sua caratteristica di divulgazione, ancorché superficiale, di altre discipline.

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    Marco

    05/01/2012 18.37.31

    Finalmente! Dopo il lento calo degli ultimi volumi letti (piacevoli ma non appaganti), culminato con "Prima di ucciderla" (il primo 3/5 della serie) la George è tornata a scrivere un romanzo "costante". I più recenti, infatti, erano stati caratterizzati da storie intrecciate tra loro con notevoli zone "grigie". Ammetto che Lynley non sia stato caratterizzato in modo impeccabile (per l'idea che un po' tutti i lettori si sono fatti di lui), ma questo è senz'altro un piccolo neo rispetto alla linearità della storia, che a differenza di altri non ho trovato "fin troppo elementare" bensì, appunto, lineare e coerente. Ed ecco tornare un 4/5 pieno e strameritato dalla prima all'ultima pagina.

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    paola

    26/10/2011 13.57.49

    Mi ha deluso un po'. Il finale non l'ho trovato scontato, ma la storia in se l'ho trovata un po' noiosa. I personaggi sono ben caratterizzati, ma ho trovato un po' dispersivo l'intreccio narrativo.

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    Dj

    06/09/2010 18.47.36

    scritto bene ma la storia è davvero poco consistente....tante parole per poco e niente. una delusione....

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    nory

    02/05/2010 14.59.30

    e sempre ben scritto anche se e un po troppo tormentato.ma e lo stessp un piacere leggerlo

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    paola

    19/01/2010 19.46.10

    Discreto libro, buon giallo anche se non sono una ammiratrice dell'autrice bella la descrizione dei personaggi, buon thriller psicologico

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    Davide La Morella

    15/09/2009 15.00.39

    sono d'accordo con voi... visto che sinora tutti i libri della George sono stati bellissimi questo è una delusione anche per l'attesa spasmodica di noi lettori che eravamo rimasti senza parole per giorni dopo Nessun Testimone. Quello che mi sembra più improbabile non è la storia in sè, ma la figura di Linley: il patetico del libro si addice poco a Linley che piuttosto l'avrei visto come rancoroso.. anche il giallo non è il massimo: ho capito l'assassino dopo 100 pagine.. inoltre i personaggi sono meno belli di altre volte.. ho anch'io l'impressione che comunque Helen mancherà terribilmente alla George, come penso che Linley non gli sta molto simpatico (Agatha Christie "odiava" Poirot tanto che La scrittura di "Sipario" precede di trent'anni la reale pubblicazione perchè l'editore impeidva la morte dell'investigatore) e mi chiedo se anche Elizabeth George inizia a divertirsi a fare soffrire il suo "Linley" sadicamente.. segnalo a tutti che in facebook in mezzo a tanti gruppi inutili c'è un gruppo dedicato alla george (l'unico che frequento) dove si può parlare dei libri e delle impressioni...

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    Anya

    03/08/2009 13.15.57

    Ho letto tutti i precedenti lavori dell'autrice e devo dire che questo mi ha deluso....troppi personaggi e la storia un pò vaga...speriamo che sia solo un romanzo di passaggio e che nel prossimo ritrovi il suo stile e le sue atmosfere uniche.

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    serbet

    21/07/2009 08.29.03

    Premetto che a mio parere un libro della George comunque si compra, si legge e poi magari si critica. A tal proposito dico la mia rispettando le opinioni degli altri. L'ambientazione in Cornovaglia è affascinante ed ha una sua logica data la situazione di Linley (che ragisce a quello che gli è successo in modo realistico e comunque è difficile dire come dovrebbe altrimenti ragire )e se prima anche la James per non parlare della Du Maurier hanno ambientato lì non direi una copiatura ed i nomi strani ed i tanti personaggi sono anch'essi elemento di verità. Poi il sesso: ciascuno di noi gli dà l'importanza che crede ma è difficile dire che non muova le cose terrene, basti leggere i giornali e come dice un personaggio del libro da quelle parti d'inverno non c'è molto altro da fare. Non mi pare dunque esagerato, non so se avete presente la Vienna descritta da Freud nei suoi casi. Detto ciò anch'io ricordo con nostalgia i primi libri della George (con ancor più nostalgia il fatto che avessi dieci anni di meno...) ma nel panorama di scribacchini che cantano una sola estate resta una scrittrice eccellente.

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    brionytallis

    15/07/2009 21.37.29

    Se non fosse stato per qualche scorcio di Cornovaglia qua e là, la George perdeva pure l'ambientazione english. Sì perchè il povero Thomas e la sua storia d'amore sono stati relegati in un angolo da una nuova coppia di investigatori. Forse una pausa per smaltire il dolore era necessaria, ma speriamo che già dal prossimo episodio si possa leggere di meglio. Giudizio: crostata alla frutta... di tipo industriale.

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    Valeria

    09/07/2009 13.10.42

    L'eccessivo numero di personaggi e il conseguene sforzo mnemonico che deve fare il lettore per memorizzarli e collocarli nella storia rendono fticosa la lettura. La storia della famiglia di Deirdre, per esempio, appesantisce il racconto. Thomas Linley e' trattato come un depresso all'ultimo stadio che in situazione di necessita' reagisce come un poliziotto di razza e questo fa titubare un po', ma nel complesso il libro puo' essere letto.

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    Mauro

    26/06/2009 21.35.40

    Dopo aver letto tutti i libri precedenti ( bellissimi e mai banali ) questo é deludentissimo!! Pieno di personaggi e di storie che ruotano attaorno al nulla. Concordo con chi ha scritto che non sembra nemmeno scritto dall'autrice. Sconsiglio l'acquisto.

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    gabriella

    25/06/2009 17.22.15

    Veramente pessimo. L'ambientazione è copiata da P.D.James, e anche la trama non è originale. Non parliamo delle caratterizzazioni dei personaggi e dell'ossessione sessuale grottesca. Viene il dubbio che non l'abbia scritto lei, o comunque controvoglia, mettendo insieme un po' di ingredienti a caso.. Certo non aiuta la traduzione, incredibilmente scorretta.

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    giulia

    22/06/2009 13.19.01

    A me non è dispiaciuto, anzi credo che forse è stato il "giusto" modo per far rientrare il nostro Linley. Concordo sul fatto che ci sono troppi personaggi che poco servono alla trama (Tammy e il nonno, o la stessa Deidre), ma tutto sommato lo promuovo.

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    rossana d'alessandro

    22/06/2009 10.15.17

    Anche per me il libro è stata una solenne delusione. Fra i precedenti della serie Linley ce n'erano di molto godibili ma questo è un fiasco. Per prima cosa, questo libro conferma la mia teoria secondo la quale non è vero che oggi siamo liberi dal sesso: anzi ne siamo ossessionati.Qui la molla di tutto è il sesso, tutti si rototolano con tutti e il risultato è secondo me di una piattezza indescrivibile: senza contare che la protagonista negativa, Dellen, che si butta anche sui tredicenni, fa più ridere che altro.Inoltre i personaggi agiscono secondo una psicologia opinabile e sono quasi tutti antipatici, Linley compreso. Da che era un bruto puzzolente di sudore vagante per le brughiere, di colpo lo vediamo lavarsi, mettersi elegante e investigare, accantonando Helen e il suo dolore. Speriamo che in futuro la George ci dia un seguito migliore.

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    Anna60

    21/06/2009 20.39.03

    Sinceramente non è uno dei libri migliori della George, se consideriamo solo la trama " gialla "del libro. Devo dire, però, che tutta la mia attenzione era rivolta all'evolversi dei rapporti tra Lynley e Daidre..spero che la veterinaria non sia solo un'apparizione fugace, ma che si possa ritrovare nei prossimi libri della George.

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    Silvia

    21/06/2009 10.49.02

    Non è tra i miei preferiti, l'ho trovato tiepido, pieno di personaggi (a volte ho fatto fatica a capire chi era figlio di chi), che sono strambi e poco empatici. La proverbiale capacita' di introspezione è un pò calata e non basta l'enigmatica presenza di Tommy a bilanciarla. Chiaro che per disegnare bene tutti quei personaggi doveva scrivere Guerra e Pace, ma descriverli in maniera frettolosa non è da lei Inoltre ci sono molti stereotipi, molti eventi/personaggi che non hanno una presenza causale e io odio quando il particolare non spiega l'insieme. Se alla fine mi devo chiedere quello chi era e che significato aveva, allora il tutto manca di una linea guida. L'indagine è molto debole, i *cattivi* paiono piu' brillanti della polizia e il finale è assurdo. Addirittura quando l'ho finito continuavo a pensare che dovevo andare avanti nella lettura, perche' lasciato cosi' non ha molto senso. E' vero che lo si legge in fretta e non lo si può mettere giù, ma questo perchè ci si aspetta che la George si mantenga brillante come al suo solito, cosa che non accade. Inoltre la mancanza dei soliti legami da analizzare e approfondire ha tolto molto, soprattutto visto che la parte "gialla" non tiene.

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    alessandra

    15/06/2009 10.20.59

    l'avevo già letto in lingua originale, cosa che lo rende inevitabilmente migliore. A me è piaciuto, certo che dopo "nessun testimone" qualsiasi cosa appare più scialba, ma non dubito che la George ci riserverà ancora moltissime soddisfazione

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