La donna dai capelli rossi - Orhan Pamuk - copertina

La donna dai capelli rossi

Orhan Pamuk

Scrivi una recensione
Traduttore: B. La Rosa Salim
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 10 gennaio 2017
Pagine: 272 p., Rilegato
  • EAN: 9788806232115
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 16,58

€ 19,50
(-15%)

Venduto e spedito da IBS

17 punti Premium

Quantità:
LIBRO
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Con la storia di Cem, personale e universale allo stesso tempo, Orhan Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l'Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo più sorprendente e fulminante, capace, con i suoi colpi di scena, di togliere il fiato a ogni lettore

Pamuk fa con Istanbul quello che Joyce ha fatto con Dublino - The Washington Post

Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai più ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l'apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è li che Cem incontrerà l'attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l'ossessione erotica per questa donna più grande di lui si trasformerà in un'unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere più felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama.
4,4
di 5
Totale 10
5
5
4
4
3
1
2
0
1
0
  • User Icon

    Lucia

    09/03/2019 06:57:18

    L’autore turco, premio Nobel per la Letteratura, ci consegna un nuovo romanzo d’amore intenso, impregnato di passione e gelosia. La trama sviluppa le vicende di una donna stupenda, dai lunghi capelli rossi, che diventa oggetto di un’ossessione capace di cambiare il corso di un’intera esistenza. Cem, l’apprendista di mastro Mahmut, quando la vede per la prima volta ne rimane folgorato e non sa che il suo destino verrà segnato da quell’incontro. I periodi sono brevi, il linguaggio familiare ed efficace. Complessivamente, una lettura leggera ma appassionante.

  • User Icon

    filippo

    23/09/2018 12:37:07

    Orhan Pamuk con "La donna dai capelli rossi" scrive un capolavoro degno del Nobel vinto nel 2006. In poche pagine Pamuk scrive un'opera complessa, che fonde la storia dell'Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi, dando vita ad un romanzo molto particolare che richiede un'attenta lettura ed una certa conoscenza delle opere trattate. Non é sicuramente un romanzo semplice ma del resto nessun capolavoro letterario lo é. Da leggere e consigliare a chi ama il Romanzo d'autore.

  • User Icon

    emma

    19/09/2018 15:19:10

    Pamuk ci dona un romanzo complesso, per temi, protagonisti, tra realtà e finzione, storia e leggenda, tragedia e commedia. Come è solito fare, parte dai personaggi per addentrarsi lentamente nella storia, da loro raccontata e costruita in prima persona, con pazienza e particolari espressione di un senso preciso, nulla è lasciato al caso. La sua è anche denuncia e difesa della libertà di espressione e di pensiero, della dignità umana, dell' arte, in particolare della letteratura, forma espressiva universale che conserva la memoria e la tradizione di un popolo, perché pensieri e parole riguardano tutto il genere umano, incondizionatamente, senza preclusioni di parte, fanatismi ideologici e religiosi o tirannie dipinte di democrazia ( in riferimento alla Turchia odierna ). Il romanzo è costruito su una struttura narrativa ben riconoscibile, la narrazione acquisisce vivacità nella seconda parte, più fluida, i temi trattati si prestano a molteplici approfondimenti, storico, politici, letterari, sociologici, in chiave psicologica, i personaggi sono estremamente complessi e multiformi, e nascondono tracce e significati sottesi, da meditare e metabolizzare con lentezza e profondità.

  • User Icon

    massimo r.

    11/02/2018 10:08:20

    A parte alcune lungaggini e iterazioni che lo appesantiscono, mi è sembrato un buon romanzo, anche se non tra i migliori di Pamuk.

  • User Icon

    AdrianaT.

    15/11/2017 10:36:00

    Non c'è niente che non vada in questo Pamuk, tutt'altro, solo che non mi viene da dire molto in proposito. È solo una delle tante storie narrate e rinarrate che può stimolare una serie di importanti riflessioni e considerazioni a catena sui rapporti parentali, su cui però non ho avuto interesse a soffermarmi avendo, da tempo, archiviato la pratica. Così l'ho letto rimanendo in superficie, tenendo una certa distanza, ed è semplicemente una buona lettura sia di superficie sia di profondità.

  • User Icon

    alessandra

    18/06/2017 07:23:35

    Primo libro che leggo di Pamuk e non sarà l'ultimo. La storia mi è parsa originale e appassionante. Ed effettivamente si respira un po' un'aria da tragedia greca... Consigliato senza alcun dubbio...

  • User Icon

    Alinghi

    17/06/2017 09:37:35

    Pamuk non delude...dopo un inizio che mi ha riportato alla memoria il museo dell'innocenza e La stranezza che ho nella testa, il libro acquista sempre piu forza ed autonomia. Inutile dire ben scritto, profondo ma mai pesante, tratta con modernità argomenti esistiti da sempre. Sicuramente consigliato

  • User Icon

    Elena

    12/03/2017 11:48:09

    Romanzo eccellente che si caratterizza per la felicissima riproposizione della scansione, dei ritmi, della tensione drammatica tipici della tragedia greca, che viene reinterpretata e riscritta in chiave moderna riprendendone i temi e mostrandone l'universalità anche attraverso il costante confronto, meditato e sviscerato, con la tradizione persiana. Pamuk riesce a costruire, attraverso il fluire dei ricordi e delle interpretazioni degli eventi che lo stesso protagonista spesso offre, una climax ascendente di tensione, non priva di colpi di scena, fino al finale che lascia, comunque, nella miglior tradizione della drammaturgia greca, molta materia su cui riflettere. Una lettura decisamente consigliata!

  • User Icon

    fabrizio Monterosi

    04/02/2017 22:42:20

    Romanzo complesso , come del resto tutti i racconti di Pamuk, ma comunque degno di essere letto ed apprezzato.

  • User Icon

    enrico.s

    20/01/2017 10:36:31

    Semplicemente meraviglioso; come sempre... Pamuk è un vero mago della parola scritta e ogni sua nuova opera rinnova l'eterno sortilegio del romanzo. Libro colto, intelligente e incalzante nella sua rivisitazione di questioni eterne che da sempre accompagnano l'interrogarsi degli esseri umani attorno alla loro (alla nostra) natura e al loro (al nostro) destino. Più complesso, nella costruzione, e forse meno addentro ai sentimenti dei personaggi rispetto ad altri lavori, resta comunque una vera gioia per il lettore.

Vedi tutte le 10 recensioni cliente
Le prime righe del romanzo

Volevo fare lo scrittore. Ma, dopo i fatti che mi accingo a raccontare, sono diventato un geologo e un costruttore. Non credano i miei lettori che questi eventi siano morti e sepolti, che questi fatti appartengano al passato solo perché ho deciso finalmente di narrarli. Ogni volta che torno a pensarci, ogni volta, sento addosso il peso di quei momenti. Per questo sono sicuro che anche voi, come me, vi lascerete trascinare nella spirale dei misteri del rapporto tra padre e figlio.
Nel 1985 vivevamo in un appartamento vicino a Palazzo Ihlamur, alle spalle di Beþiktaþ. Mio padre aveva una piccola farmacia: il nome sull'insegna era Hayat, vita. Una volta alla settimana, quand'era di turno, teneva aperto fino al mattino dopo. In quelle notti ero io a portargli la cena. Era un bell'uomo, alto, magro...Mentre lui consumava il suo pasto accanto alla cassa, io mi lasciavo inebriare dall'odore dei medicinali. Ancora oggi, all'età di quarantacinque anni - ne sono trascorsi tranta da allora -, amo l'odore delle vecchie farmacie in legno.
L'Hayat non era molto frequentata. Quando restava aperta per ventiquattro ore di fila, mio padre passava il tempo a guardare un televisore portatile, tanto di moda in quegli anni. A volte venivano a trovarlo degli amici, attivisti politici. Li sentivo parlare a bassa voce, ma non appena notavano la mia presenza interrompevano i loro discorsi per dirmi che ero un bel ragazzo, proprio come mio padre, e finivano per farmi le solite domande: che classe fai? Ti piace studiare? Cosa vuoi fare da grande?

  • Orhan Pamuk Cover

    Scrittore turco, Premio Nobel per la letteratura nel 2006. Abbandonati gli studi di architettura, esordisce con il romanzo Il signor Cevdet e i suoi figli (1982), affresco di tre generazioni ambientato nel quartiere natio di Nisantasi, con il quale ottiene grande successo; cui sono seguiti La casa del silenzio (1983) e Il castello bianco (1985), nei quali l’incontro tra un giovane veneziano e uno studioso ottomano è pretesto per affrontare quello, problematico e conflittuale, tra Oriente e Occidente. Lo stesso tema ricorre, declinato in modi diversi, anche nei più recenti Il mio nome è rosso (1998, premio Grinzane) e Neve (2002), dai risvolti più marcatamente politici. Istanbul (2003) ha affascinato per l’abile tessitura che cuce... Approfondisci
| Vedi di più >
Note legali