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    Adriana

    24/06/2012 10:40:51

    Veramente fresco, vivace, ironico. Originale l'impianto. Anche se il salto costante dei personaggi, (azzeccatissimi fra l'altro), frammenta un po', la dimensione del racconto è talmente giusta che non fa in tempo a stancare. Fruttero aveva una mente giovane, frizzante. Approdo tardi a questo scrittore ma recupererò - anche la produzione in coppia con Lucentini.

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    maresa paoli

    31/08/2011 23:04:29

    il divertissement di un grande vecchio della letteratura italiana: chapeau!

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    Mario

    20/01/2011 12:06:27

    Bello, scritto dalla parte femminile, con personaggi al femminile, con la vittima femmina. L'ho bruciato, leggendolo tutto in un pomeriggio ..

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    lettore4

    12/12/2010 19:32:49

    In realtà il voto è 2,5: riuscito a metà, cioé. Libro piacevolissimo, grande tecnica dell'autore (chi l'ha trovato sgrammaticato credo non abbia inteso bene la scelta linguistica adottata volutamente per rendere la parlata), ma...Oltre alla previdibilità del finale (non si può parlare di un vero giallo), c'è, come qualcuno ha fatto notare, una certa uguaglianza nei modi di parlare dei personaggi che non riesce a renderli distinguibili (la figlia e l'amica hanno lo stesso, identico registro linguistico, nonostante la differenza d'età e di esperienze ; la volontaria conosce il latino perfettamente, mentre sarebbe stato più realistico immettere qualche errore, giusto per portare due esempi). Una gradevole lettura di un paio di ore.

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    Maria

    04/09/2010 12:31:24

    Premesso che forse l'età avanzata del simpaticissimo Carlo mi condiziona, il libro si fa apprezzare. L'idea è originale e sfugge alla solita trama da giallo. La cosa che mi ha deluso leggermente è il linguaggio delle otto donne: sempretroppo simile se si considera che parlano trentenni e donne mature insieme.Per il resto mi colpisce e commuove il modo in cui in signore di quasi 90 anni si cali nella realtà attuale.

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    LAURA

    02/09/2009 14:56:15

    Questa storia sono le donne. Otto personaggi femminili che raccontano, ciascuno dal proprio punto di vista, la vicenda della bellissima Milena, trovata senza vita in un fosso alla periferia di Torino. Chi l’ha uccisa? E’ una storia semplice e scorrevole, ma brillante e intelligente ; l’ho trovato molto originale, poichè non ho mai letto un romanzo in cui i personaggi principali sono così numerosi. Leggetelo!

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    fabio

    24/06/2009 16:37:47

    E' la prima volta che mi metto alla lettura di Fruttero e sinceramente il libri non mi è piaciuto, mi sembra una macchina con problemi di accensione...non riesce a partire speriamo di incontrare l'autore su qualcosa di più completo

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    mauroarcobaleno

    05/06/2009 00:20:37

    Una scrittura fresca, viva, vera, che porta il lettore nella realtà dei fatti con naturalezza e immediatezza. Una storia raccontata attraverso il punto di vista di diverse donne a vario titolo protagoniste del romanzo: ogni capitolo è il punto di vista, gli umori, la visione di una di queste donne e unendo questi pezzi alla fine otteniamo il puzzle di un romanzo giallo pallido interessante più nel suo dipanarsi e nei dettagli che nel suo epilogo (intuibile) o nell'insieme (un po' dispersivo). La prima metà, superiore a mio modo di vedere alla seconda, è quella che ci trasporta nel fatto facendoci arrivare al cuore della vicenda partendo ogni volta da un'angolazione diversa: la somma dei diversi punti di vista puntualizza e precisa il quadro d'insieme, rendendolo ricco di sfaccettature e di contraddizioni, proprio come la realtà sempre si presenta ai nostri occhi. La lingua usata da Fruttero è perfettamente funzionale a questo scopo: povera di punteggiatura, fluida, conferisce verità e realtà alla storia, le dà colore e sapore, la rende intrigante fin dalle prime battute. E se alla fine la soluzione del mistero non è probabilmente una sopresa assoluta per il lettore, resta comunque il ricordo di un bel romanzo, ben scritto, costruito con sapienza mista a leggerezza e scorrevolezza; ecco, sì, la scorrevolezza è senza dubbio un'altra dote della narrazione di "Donne informate sui fatti".

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    Trinity

    22/02/2009 11:23:22

    premetto che è il 1 che leggo di Frutteto e che questo non è il mio genere... ma leggo comunque un po di tutto.. Questo libro l'ho trovato di una noia mortale, il modo in cui è scritto non mi piace x niente, sono arrivata alla fine giusto x sapere il colpevole, ma saltando tanti di quei paragrafi inutili....

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    Sarah

    29/10/2008 20:58:39

    un bel giallo, senza sangue, incisioni a y e roba simile, ben costruito, assolutamente originale soprattutto se si pensa che è scritto da un uomo e i pergonaggi son tutte donne, geniale il capitolo della contessa, da leggere al posto di tanti altri gialli moderni

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    Roberto

    25/06/2008 14:16:21

    Giallo godibilissimo che rifugge dai canoni di tragicità tipici di questo genere. La trama è costruita ottimamente e si avvale del punto di vista di alcune donne coinvolte nella vicenda. L'autore riesce con ironia e profondità, al tempo stesso, a consegnare lentamente al lettore l'intreccio del romanzo e lo fa attraverso l'arguto punto di vista di personaggi rigorosamente femminili. La maestria di Carlo Fruttero gli consente di fare due lavori in uno: tracciare una storia avvincente e consegnarci un simpatico scorcio di universo femminile.

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    rikred

    18/03/2008 09:23:24

    buon libro questo di fruttero. scorrevole, ben scritto e piacevole alla lettura. la trama scomposta in otto diversi punti di vista tutti al femminile e tutti quasi slegati tra loro è originale ben riuscita. di giallo c'è ben poco visto che a metà già si capisce come sono andate le cose. comunque si legge molto bene.

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    Robi

    28/11/2007 19:08:41

    Bel libro,idea originale, iniziato ( e quasi finito) in un viaggio in treno. La trama scorre, i personaggi non annoiano, riesci a capire i caratteri, le idee e le reazioni delle otto donne che partecipano alla vicenda. Non è un libro indimenticabile, ma è un libro da leggere.

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    Elena

    24/11/2007 13:40:20

    Non ci ho trovato nulla di entusiasmante; un lbro che passa inosservato.

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    mauro

    22/11/2007 12:43:34

    Leggibile e simpatico come idea, ma non certo indimenticabile.

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    Silvia

    01/11/2007 16:52:56

    Ho letto con gusto questo romanzo che mi incuriosiva da tempo per la sua struttura. A mio avviso la narrazione scorre rapidamente proprio attraverso l'espediente degli otto punti di vista che mi hanno impedito di scoprire il volto dell'assassino fino alle ultime pagine. Per me un libro ben riuscito e gradevole (forte è stata la tentazione di portarlo al lavoro per continuare la lettura durante le pause) e trovo alquanto impietosi ed esagerati certi giudizi presenti su questa pagina. Dare dello sgrammaticato a Fruttero mi sembra davvero il colmo!

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    pasquale

    26/09/2007 00:07:27

    Originalissimo questo giallo di Fruttero. Personaggi ben delineati psicologicamente e trama che si snoda benissimo attraverso le 8 donne. Anche io a meta' libro ero arrivato ad una parte del finale. Voto 4.

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    camilla

    13/06/2007 13:32:42

    Molto bello e ben scritto, incalzante, attuale, con personaggi ben delineati e analisi psicologiche pennellate con maestria e nonchalance; l'unico punto di demerito è che l'ho trovato prevedibile: insomma a metà libro avevo intuìto la fine.

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    Clutcher

    27/05/2007 18:31:06

    Riassumo i commenti precedenti con "ce ne fosse". Gli unici difetti sono che è corto e non è ruffiano, spesso ostico, difficile da apprezzare appieno per chi è più giovane. Ma rimane godibilissimo, se fosse scritto da un gggiovane griderebbero al miracolo.

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    nadya

    03/05/2007 14:51:52

    Solo adesso, appena terminato il libro, ho cercato le recensioni dei lettori per ritrovarvi il mio entusiasmo e condividere il piacere provato nella sua lettura. Sono rimasta non poco sorpresa dai pessimi giudizi di alcuni lettori (lettrici): "RITMO LENTO" = le pagine si divorano, la fine arriva... troppo presto! "LESSICO DISCUTIBILE" e "ITALIANO SGRAMMATICATO" = gradevoli e originali, danno un'immagine quasi fotografica delle varie donne, imperdibili soprattutto le pagine della vecchia contessa. Hanno senso quei libri dove i personaggi hanno tutti il linguaggio di una relazione finale ad un master o di un'arringa in Cassazione? E vorrei proprio un elenco di titoli "validi" per gli autori delle recensioni citate... Un GRAZIE enorme a Carlo Fruttero per quest'opera, al di fuori dei soliti banali schemi e ... linguaggi!

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In principio era Diderot. La molla principale della trama di questo giallo, quel grande lettore che è Carlo Fruttero è andato a pescarla nell'episodio secondario di un suo romanzo; poi, da sapientissimo bricoleur, intorno a quella minuscola molla settecentesca ha costruito un grande orologio, come quelli che – a Strasburgo, a Monaco o a Praga – mettono in moto allo scoccare dell'ora una processione circolare di personaggi variamente tipici, tra i quali spicca, irrinunciabile, la morte con la falce. Mi guarderò dall'indicare esplicitamente la fonte della piccola molla segreta, che rischierebbe di sciupare agli amanti della suspense quel piacere della sorpresa che è tra gli ingredienti più apprezzati di un intreccio accattivante.
Ma non è solo per aver fornito l'ispirazione iniziale della macchina narrativa che Diderot si può considerare il nume tutelare di Donne informate sui fatti: l'accavallarsi di voci narrative eterogenee, l'andamento frammentario e sussultante del racconto, l'ironia implicita ma onnipresente dell'invisibile autore, tutto, in questo poliziesco attentissimo alla realtà sociale del XXI secolo, rimanda a quella singolare zona del nostro passato in cui Sterne e Diderot (l'ha ricordato spesso Maria Rosa Mancuso) inventarono il romanzo postmoderno ben prima che i canoni del moderno si profilassero all'orizzonte.
È a una serie di voci femminili che Fruttero affida il racconto di un fatto di cronaca nera apparentemente banalissimo: l'assassinio di una giovane prostituta rumena, Milena, che viene trovata strangolata in un fosso, tra i prati della collina torinese. Il caso, però, è molto meno semplice di quel che sembra: il lettore lo capisce quando alle voci narranti dei primi capitoli – la barista che per prima ha visto il cadavere, la bidella che ha lanciato l'allarme, la giovane carabiniera scrupolosa che conduce l'indagine – cominciano a intrecciarsi voci che appartengono a un ambiente molto diverso, vale a dire alla Torino bene delle ville ottocentesche, dei castelli con frutteto (anzi, "pomario") nel Monferrato, delle vacanze in Sardegna e dei campionati di golf. Grazie a un'organizzazione religiosa, Milena proprio in questo mondo privilegiato aveva trovato prima un lavoro, poi un destino ancora più fortunato: quale intrigo l'ha riportata al punto di partenza e a una morte atroce?
La risposta emerge dalle voci, tutte di narratrici-testimoni, che si intrecciano, si giustappongono, si contraddicono. Ed è nella loro caratterizzazione il maggior punto di forza del romanzo: dalla barista che incalza il fidanzato con il linguaggio fitto di abbreviazioni degli sms, alla giornalista di una tv locale specializzata in "pubblicità di pentolame, mobili e fattucchiere", sino alla gran dama a suo agio tra castelli e abbazie, ma con tante amiche "impegnate nel sociale", ogni figura che prende la parola in Donne informate sui fatti ha una sua fisionomia linguistica precisa, colta con quell'"immaginazione sociologica" che è tra i più preziosi attrezzi del mestiere del narratore realista. Resta priva di voce, come la Sirenetta, soltanto la vittima, Milena, di cui non scorgiamo che il mite e rassegnato sorriso: nel silenzio che l'avvolge è concentrata tutta la pietas del romanziere, la sua sola deroga a un acre e taglientissimo disincanto.
  Mariolina Bertini
Note legali