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Richard Ford

Traduttore: R. Duranti, V. Mantovani
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 263 p. , Brossura
  • EAN: 9788807721267

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    Giuseppe Russo

    16/11/2015 16.12.39

    Questa raccolta di due racconti lunghi ambientati in una Parigi abbastanza stilizzata e uno breve ambientato invece in Montana non è fra le cose migliori scritte da Richard Ford. Si nota un eccessivo compiacimento verso quelle frequenze basse nelle relazioni interpersonali che permettono di parlare di "minimalismo" in uno scrittore che è qualcosa in più di questa etichetta. Si indulge troppo sulla fragilità e le debolezze, anche di soggetti ormai adulti e (presumibilmente) abituati all'impatto con le difficoltà della vita. Non che le persone deboli abbiano un destino segnato, ma nemmeno dovrebbero cullarsi nelle loro debolezze e coltivarle come se fossero gemme preziose: in quel caso, la debolezza diventa un alibi.

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    paolo

    03/11/2009 23.10.20

    "Richard Ford è considerato uno dei più grandi scrittori americani contemporanei" si legge sulla quarta di copertina di questo "Donne e uomini". Difficile lasciarsi sfilare davanti i nomi dei grandi d'oltre oceano senza sceglierne almeno una dozzina di più originali, più visionari, più profondi e talentuosi di questo Ford, o almeno del Ford di questi tre racconti. Anche qui, come su molti autori americani dell'ultimo venti - trentennio, aleggia l'ombra di Carver, specie nel primo, "Il donnaiolo" in cui la spregevolezza dell'eroe-antieroe è attenuata soltanto dalla apparentemente inconsapevole leggerezza con la quale gestisce i rapporti umani. Il doppio malinteso di cui sarà vittima, un'illusione d'amore auto-imposta ed un'ingiusta accusa di aggressione ad un bambino, è forse una fin troppo tenera punizione per tanto impudico egoismo. In "Geloso", di gran lunga il migliore dei tre, a Carver si aggiunge un Mc Carthy meno feroce ma altrettanto livido: una giovane zia troppo spigliata e nervosa accompagna il nipote adolescente, introverso ma desideroso di esplorare la vita, a trovare la madre di lui. L'incontro imprevisto con il pericolo e con la morte farà calare un drappo scuro sul loro rapporto, che ne uscirà meno giocoso ma più profondo. Il terzo, "Occidentali" è l'ennesimo racconto, che sarebbe stato già trito cinquant'anni fa, con l'aspirante scrittore americano che cerca se stesso a Parigi: bastaaaaaa! Ma forse voleva solo essere un omaggio, un po' maldestro, a Scott Fitzgerald o a Henry Miller, o a tutti e due e anche a tutti gli altri.

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