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La doppia vita di Vermeer - Luigi Guarnieri - copertina

La doppia vita di Vermeer

Luigi Guarnieri

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 settembre 2012
Pagine: 212 p., Brossura
  • EAN: 9788804549949
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La doppia vita di Vermeer

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"Cos'è la menzogna nell'arte? La risposta ce la offre la singolare vicenda di Han Van Meegeren, artista olandese bistrattato dalla critica che escogitò una geniale forma di vendetta contro i suoi detrattori: inventò un Vermeer "religioso" che non era mai esistito. Nacque così il Cristo a Emmaus, che nel 1937, alla sua apparizione, fu salutato dalla critica mondiale come "il capolavoro assoluto del maestro di Delft". Sarebbe stato necessario aspettare la caduta del Terzo Reich e la scoperta nella collezione di Hermann Gòring di alcuni falsi Vermeer, eseguiti anch'essi da Van Meegeren, perché l'incredibile truffa venisse scoperta dopo uno spettacolare processo. Luigi Guarnieri riscopre e racconta questa storia più vera del vero con una grazia assoluta, regalandoci pagine di un'emozione estetica rara e restituendo la letteratura al suo vero rango di forma d'arte."
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    moreno63

    10/03/2017 14:15:19

    otimo libro che, attraverso la rievocazione di una storia vera, fa riflettere sulle dinamiche dell'arte e degli artisti ( arrivando alla conclusione che, anche un falsario, può esserlo)

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    Cristiano Cant

    19/05/2014 19:48:19

    Ma in fondo, pensandoci bene, l'artista non è sempre e comunque un individuo che vendica la vita, la cattiva vita, l'ignoranza ,la protervia, il male, arrestandone il passo e le frequenze col suo istinto virtuoso, le sue ispirazioni, il suo genio, il suo dileggio? Maledizione e irriverenza, beffa e fedeltà al sè più autentico, qui siamo in una gigantesca stangata, una sublime messa in scena che va diritta nel solco del capolavoro. Un falsario immenso in grado di piegare nello stupore un'epoca intera e generare dalle proprie mani la festa e il trionfo di una mente a cui non si può non inchinare. Lodi a questo libro di Guarnieri, dove davvero il concetto di falso supera le facili barriere di un torto o di un errore e spinge verso un'ammirazione che invita alla più alta stima, all'applauso dell'intelligenza, al vertice dell'ammirazione.

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    Giovanni B.

    08/07/2009 09:17:51

    Bel libro. In qualche punto ci vuole un poco di pazienza nel seguire alcune vicende più storico-tecniche, ma basta saperlo prima e va bene così, visto che il romanzo è in buona parte basato su quanto si sa di storico e quindi va preso un poco anche come fosse un saggio storico. Peccato davvero non ci siano le riproduzioni dei quadri, che renderebbero il libro decisamente migliore. Ora andrò su internet a cercarmi queste opere..

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    effiopo

    29/11/2004 21:58:46

    Han van Meegeren nasce nel 1889, fu pittore fallito e frustrato, amante della tradizione nell’arte, appassionato di Vermeer fino all’assillo. In tutti i modi possedeva ingegno e risorse, e visse una avventura come falsario a ridosso della Seconda Guerra Mondiale che lo fece diventare ricco e, in modo rocambolesco, anche famoso. Poco prima del secondo grande conflitto realizzò un falso d’autore, dipinse cioè quello che si ritenne essere un Vermeer. Ad un primo quadro (che venne certificato dagli esperti come il capolavoro assoluto di Vermeer fintanto da assegnargli il posto d’onore al Boymans Museum di Rotterdam) fecero seguito altri clamorosi e silenziosi sabotaggi al mondo dell’arte, dei suoi studiosi, dei suoi mercanti, dei suoi acquirenti. VM mosse sfida a quel mondo per vendetta: mirava agli intellettuali, i quali determinarono il suo irrevocabile fallimento come pittore (ma visti i suoi quadri in fin dei conti non poterono fare altro che avallare l’evidenza dei fatti, che non era entusiasmante). La grandezza e il valore in un’opera d’arte sono pregi che navigano tra la meraviglia tecnica ed espressiva e la menzogna, l’opinione. Nel suo romanzo-informativo, Guarnieri fa asse su questo tema per raccontarci la vicenda di VM ricostruendola con un valido incastro di documentazioni riguardanti la figura di van Meegeren, le scarne conoscenze sul misterioso Jan Vermeer di Delft, critici e storici dell’arte quali Abraham Bredius, e Proust: famoso è il suo interesse per Vermeer, confluito poi in alcune delle pagine più suggestive della Recherche. Guarnieri ricorre ad alcuni brani di Proust per mostrarci com’è che un pittore del seicento per più di un secolo senza identità e valore di mercato – ma di una purezza stilistica seducente – precipiti nel nostro mondo per sbalordirlo, confonderlo e ossessionarlo. Per concludere diciamo che si rivelano gustosi e attenti i paragrafi in cui lo scrittore calabrese esamina le tecniche di lavorazione che VM ideò per realizzare i suoi “capolavori a termine”.

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    Amy79

    05/10/2004 12:00:49

    E’ un romanzo scritto benissimo, avvincente e del tutto originale quanto a trama narrata. Da evidenziare la precisione dei riferimenti dell'autore in materia di arte seicentesca. Un testo suggestivo e ambizioso, ma in alcuni punti anche macchinoso, dispersivo e farraginoso. Il voto non di eccellenza è determinato da due cose: la prima è che la vicenda descritta dovrebbe essere necessariamente accompagnata da fotografie raffiguranti le riproduzioni dei quadri di Van Megeeren. Non è facile per il lettore riuscire ad immaginare i particolari trattati senza un supporto visivo, magari in appendice. La seconda è il riferimento a Proust che appesantisce la trama e pare superfluo, nonostante bisogna ammettere che la fama di Vermeer crebbe a dismisura in breve tempo grazie all'ammirazione che il celebre Marcel Proust nutriva nei suoi confronti.

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    lettorecomune

    26/07/2004 19:30:30

    I destini di Vermeer, Proust, van Meegeren, Goering sono uniti -non solo nelle pagine del libro, nel quale il racconto della vita del falsario serve da cornice alla narrazione della vita di Vermeer, di una giornata di Proust, della morte di Goering - da una comune, esclusiva, passione per l’arte, una passione che si traduce nella ricerca della perfezione (della pennellata, della parola, dell’imitazione, del possesso..). Vermeer viveva nell’assoluto isolamento del suo studio: scavando negli archivi è stato possibile rintracciare anche banali dettagli della vita dei nonni, dei genitori, della moglie, della suocera, del fratellastro, ma di lui nulla, tranne la data del battesimo, del matrimonio, della morte e poco, molto poco di altro. Il suo sguardo era concentrato nella ricerca della perfezione di ogni singola pennellata. Proust era ossessionato dalla parola e, nell’ultimo giorno in cui la malattia gli consentì di uscire di casa, lasciò scialli e coperte per andare a vedere la Veduta di Delft, - il quadro perfetto - e domandarsi lì davanti, nonostante le vertigini, se avesse raggiunto anche lui, nel suo romanzo, la perfezione. Van Meegeren dedicò anni interi della sua vita allo studio per poter raggiungere, forse la gloria, forse la vendetta su chi non aveva creduto in lui, forse la ricchezza, certamente la perfezione. Voleva essere – non imitare – Vermeer. Goering voleva possederla, la perfezione, con qualsiasi mezzo, a qualsiasi prezzo. Con maniacale precisione creò una organizzazione in grado di rastrellare ovunque opere d’arte; tra tutte, un Vermeer (falso). Insomma, tutti e quattro i “personaggi” del romanzo, se di romanzo si tratta, si interrogano – ma ad interrogarsi è evidentemente l’autore, Luigi Guarnieri - sul senso della vita e sembrano, ciascuno ovviamente con la propria voce, trovarlo nella ricerca della perfezione. Una ricerca però che -questo è il paradosso- mentre si compie, consuma la vita. Un bellissimo libro.

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    Valeria

    19/04/2004 21:27:39

    Ho letto questo libro tutto di un fiato.Molti pensano che,spinti dall'onda emotiva di "La ragazza con l'orecchino di perla",questo libro,emulava un pò la storia.Invece no. E poi perchè scoprire Vermeer solo ora???Ha un fascino che toglie il fiato.Sono stata a Natale ad Amsterdam,e, per la seconda volta sono rimasta davanti al suo quadro "La Lattaia" per quasi un'ora. La cosa incredibile di questo libro,è il fatto di come sia potuto esistere un pittore così bravo da eguagliare il talento del maestro di Delft,e come mai nessuno lo aveva riconosciuto tale. Unico neo,anche per me,forse qualche foto dei falsi sarebbe stata una cosa interessante. Scrittura scorrevole e storia davvero avvincente. da leggere.

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    Maurizio Froldi

    11/04/2004 15:07:55

    Libro molto divertente, scritto con brio, anche se il riferimento a Proust pare superfluo e appesantente. Due cose. 1) Sorprende che non siano state allegate le riproduzioni dei quadri di Van Megeeren: è vero che su Internet si trovano facilmente, ma presentarle sul libro sarebbe stato molto più comodo, per il lettore... 2) Guarnieri scrive di non ricordare quando ha sentito parlare per la prima volta di Van Megeeren. Vista l'età, la prima volta potrebbe essere stata la lettura de IL CORRIERE DEI PICCOLI (forse già "DEI RAGAZZI") che negli Anni Settanta presentò, a fumetti, la vicenda dei falsi Vermeer.

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    mario

    13/03/2004 19:01:50

    Lo scrittore Guarnieri e' uno dei migliori del nostro tempo.I suoi libri sono perfetti,l'ultimo (la doppia vita di Vermeer) e' un capolavoro. Mario

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  • Luigi Guarnieri Cover

    Luigi Guarnieri si è laureato in lettere classiche all'Università di Pisa e si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È autore di testi radiofonici, teatrali e di romanzi, tra cui ricordiamo: Vita scriteriata di Cesare Lombroso (2000, premio Bagutta Opera Prima), Tenebre sul Congo (2001), La doppia vita di Vermeer (2004, premio Selezione Campiello), La sposa ebrea (2006, premio Pisa), I sentieri del cielo (2008, premio Grinzane Cavour), Una strana storia d’amore (2010), Il sosia di Hitler (2014), Forsennatamente Mr. Foscolo (La nave di Teseo 2018). Approfondisci
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