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Nuto Revelli

Curatore: M. Calandri
Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 2003
Pagine: XV-191 p.
  • EAN: 9788806164522

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    matteo85

    14/10/2003 16.01.12

    L'ultima opera di Nuto Revelli tratta in maniera chiara e sintetica quale fosse la vita dei giovani sotto il regime del Duce. Si comincia con il parlare delle prime infami squadracce formate principalmente da borghesucci benpensanti timorosi di una nuova rivoluzione bolscevica anche in Italia e da contadini ignoranti reclutati con un po' di demagogia populista e addirittura un contadino intervistato da Revelli, caposquadra a Vinadio non sapeva di esser stato fascista! Si procede parlando delle violenze subite dai socialisti e dai comunisti unici avversari abbastanza decisi di questo nuovo movimento politico. Andando avanti Nuto parla di un suo amico, Peano, che vedendolo vestito da avanguardista gli disse "quando la smetti di vestirti da scemo?". Poi gli anni dell'impero, gli infami massacri della popolazione etiopica per mezzo di gas tossici, vietati dalle convenzioni internazionali, le infami leggi razziali, ma soprattutto l'enorme indifferenza della popolazione rincretinita dall'enorme culto della personalità del Duce etimorosa di ritorsioni sui propri familiari (peraltro già attuate ai tempi di casa Savoia prima dell'inizio della Prima guerra mondiale) poi la guerra in Francia, i francesi che risparmino gli italiani "per pena", l'inadeguato equipaggiamento dei poveri soldati contadini, fino alla tremenda offensiva contro la Russia, la bontà dei russi e la crudeltà della Wehrmacht l'infame imboscamento dei fascisti che tentano di schivare le loro immense responsabilità storiche. Al ritorno in Italia l'ex ufficiale Nuto Revelli fonda' insime ad altri le Brigate GL (Giustizia e Libertà) e si trova a combattere contro i nazisti specializzati nella guerriglia anti partigiana (ma che non disdegnavano le rappresaglie sulla popolazione) e contro i fascisti, incapaci combattenti specializzati nell'infierire sugli inermi. Dopo la Liberazione e la codardissima fuga dei fascisti e dei nazisti, Revelli combatte contro gli infami congressi neofascisti del MSI e dimostra la superiorità dei partigiani sui fascisti salvando a

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    flavio

    23/08/2003 21.52.59

    Come ribadisce ogni volta Revelli, i suoi libri sono pubblicati anche per mandare un messaggio alle generazioni future e di adesso, per non dimenticare quei giorni terribili che hanno lasciato il segno nella storia. Spero che altri ragazzi ventenni come me leggano questo libro e lo apprezzino.

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    massimo gustapane

    30/05/2003 14.26.35

    Si tratta di alcuni resoconti di vita dell'autore durante il ventennio fascista. La narrazione è più interessante quando l'autore parla di sue esperienze, però tutto il libro è appesantito da una lunghissima sebbene precisa serie di date e di puntualizzazioni che ne rendono pesante e poco agile la lettura. Più che un libro in cui si narrano dei fatti personali, si tratta di un'affidabilissima opera storica.

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    Agnese Palma

    30/04/2003 11.02.51

    Si tratta di un breve ciclo di lezioni che ripercorrono il ventennio fascista, la guerra ed il riscatto della guerra partigiana, attraverso i ricordi e l’esperienza di Revelli. E’ un libro breve che, senza avere la pretesa di approfondite analisi storiche, riesce a centrare la sostanza degli avvenimenti, i sentimenti e lo smarrimento dei giovani allevati nel fascismo, le disillusioni, la reazione dei più sani. Revelli, il narratore dei protagonisti semplici della guerra, di quelli che hanno subito, dimostra come sempre una grandissima umanità e chiarezza. La riservatezza ed una certa dose di pudore con cui inserisce le sue esperienze e vicende personali negli avvenimenti storici dovrebbe servire di lezione a quanti, oggi ed in passato, si mettono in mostra e si ritengono protagonisti della “Storia” innalzando i propri giudizi a valore universale. Mi riferisco ad esempio alla sig.ra Fallaci quando parla dei liberatori americani in Toscana, in cui una tavoletta di cioccolata offerta dal simpatico milite americano ad una bambina (lei) la porta ad attribuire all’intervento alleato in Italia molti più meriti di quanti ne siano veri storicamente. Nel dopoguerra molti ex fascisti (ex si fa per dire) furono presto rimessi in sella ed ancora oggi i loro eredi tentano di equiparare i combattenti di Salò agli altri combattenti sul fronte opposto. Pur con tutta la comprensione verso i “repubblichini” giovanissimi e confusi arruolati anche con la minaccia della fucilazione, e giustamente Revelli ci ricorda che molti di questi poi disertarono e passarono nelle file partigiane, non si deve dimenticare che la collaborazione con gli occupanti tedeschi fu una pagina vergognosa della storia d’Italia, che produsse stragi e violenze sulla popolazione civile del Nord Italia. Questo libro dovrebbe essere adottato come lettura indispensabile nelle scuole, anche per la sua chiarezza e semplicità.

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