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Le due guerre. Guerra fascista e guerra partigiana

Nuto Revelli

Curatore: M. Calandri
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XV-191 p., Brossura
  • EAN: 9788806174705
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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    29/08/2016 19.48.43

    Questo libro ha una strana origine, in quanto nasce dai testi preparatori e dalle lezioni tenute presso l'Università di Torino comprese nel corso 1985 - 1986 di Storia contemporanea tenuto dal professor Giorgio Rochat, con il tema "L'Italia nella Seconda guerra mondiale". In tale ambito, su invito del cattedratico, Nuto Revelli ha tenuto una serie di lezioni sulla base dell'esperienza acquisita e con lo scopo di far conoscere ai giovani studenti che cosa fosse il fascismo nel ventennio. E lo scrittore piemontese era più che qualificato per tenerle, con il suo passato di fascista, come erano tutti gli italiani senza sapere cosa fosse il fascismo. Seguiamo così la sua personale storia, da fascista inconsapevole e anche orgoglioso di esserlo, come può essere un giovane cresciuto a libro e moschetto, alla tragica realtà della nostra avventura in Russia nel corso della seconda guerra mondiale che aprirà gli occhi a moltissimi. Si svelano in quel tragico teatro bellico le menzogne del regime: il nostro esercito é il più organizzato del mondo (e invece la disorganizzazione era la regola), la nostra aviazione é la più forte di tutte (e invece faceva pena), il nostro armamento è insuperabile ( e si combatteva con fucili progettati nel 1891 e con la preda bellica della Grande Guerra). L'autore rivive i tragici giorni della ritirata, il ritorno in Italia, lo sconforto per chi non crede più in un sistema e non ha al momento alternative. Queste verranno, dopo il 25 luglio 1943 e, soprattutto, dopo l'8 settembre dello stesso anno. La ribellione, prima ancora che un atto politico, è un atto intimo, è la presa di coscienza che è indispensabile ripensare la propria vita.

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    alessandro

    28/05/2012 20.22.04

    Un libro estremamente educativo. Revelli con la semplicità ed essenzialità tipica dei grandi narratori del novecento ci fa rivivere un pezzo cruciale della nostra storia. Da leggere e far leggere nelle scuole.

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    Francesco

    25/09/2006 11.41.06

    Che dire di Nuto Revelli? E' uno dei più grandi scrittori del nostro tempo? Banale. Questo libro ripercorre con pungente esattezza ed una micidiale sintesi, gli anni che segnarono la caduta del fascismo. Un racconto emozionantissimo, a volte addirittura ironico, su un argomento così delicato. Certo Revelli poteva permetterselo, ad un altro certo non lo avremmo perdonato. Precisione e molta attenzione alle fonti prima, cura dei dettagli nei racconti di esperienza diretta nella seconda parte del libro. Eccezionale, ogni italiano dovrebbe assolutamente leggerlo. 10 e lode

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    Agnese

    23/09/2005 10.56.02

    Si tratta di un breve ciclo di lezioni che ripercorrono il ventennio fascista, la guerra ed il riscatto della guerra partigiana, attraverso i ricordi e l’esperienza di Revelli. E’ un libro breve che, senza avere la pretesa di approfondite analisi storiche, riesce a centrare la sostanza degli avvenimenti, i sentimenti e lo smarrimento dei giovani allevati nel fascismo, le disillusioni, la reazione dei più sani. Revelli, il narratore dei protagonisti semplici della guerra, di quelli che hanno subito, dimostra come sempre una grandissima umanità e chiarezza. La riservatezza ed una certa dose di pudore con cui inserisce le sue esperienze e vicende personali negli avvenimenti storici dovrebbe servire di lezione a quanti, oggi ed in passato, si mettono in mostra e si ritengono protagonisti della “Storia” innalzando i propri giudizi a valore universale. Mi riferisco ad esempio alla sig.ra Fallaci quando parla dei liberatori americani in Toscana, in cui una tavoletta di cioccolata offerta dal simpatico milite americano ad una bambina (lei) la porta ad attribuire all’intervento alleato in Italia molti più meriti di quanti ne siano veri storicamente. Nel dopoguerra molti ex fascisti (ex si fa per dire) furono presto rimessi in sella ed ancora oggi i loro eredi tentano di equiparare i combattenti di Salò agli altri combattenti sul fronte opposto. Pur con tutta la comprensione verso i “repubblichini” giovanissimi e confusi arruolati anche con la minaccia della fucilazione, e giustamente Revelli ci ricorda che molti di questi poi disertarono e passarono nelle file partigiane, non si deve dimenticare che la collaborazione con gli occupanti tedeschi fu una pagina vergognosa della storia d’Italia, che produsse stragi e violenze sulla popolazione civile del Nord Italia. Questo libro dovrebbe essere adottato come lettura indispensabile nelle scuole, anche per la sua chiarezza e semplicità.

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    matteo85

    14/10/2003 16.01.12

    L'ultima opera di Nuto Revelli tratta in maniera chiara e sintetica quale fosse la vita dei giovani sotto il regime del Duce. Si comincia con il parlare delle prime infami squadracce formate principalmente da borghesucci benpensanti timorosi di una nuova rivoluzione bolscevica anche in Italia e da contadini ignoranti reclutati con un po' di demagogia populista e addirittura un contadino intervistato da Revelli, caposquadra a Vinadio non sapeva di esser stato fascista! Si procede parlando delle violenze subite dai socialisti e dai comunisti unici avversari abbastanza decisi di questo nuovo movimento politico. Andando avanti Nuto parla di un suo amico, Peano, che vedendolo vestito da avanguardista gli disse "quando la smetti di vestirti da scemo?". Poi gli anni dell'impero, gli infami massacri della popolazione etiopica per mezzo di gas tossici, vietati dalle convenzioni internazionali, le infami leggi razziali, ma soprattutto l'enorme indifferenza della popolazione rincretinita dall'enorme culto della personalità del Duce etimorosa di ritorsioni sui propri familiari (peraltro già attuate ai tempi di casa Savoia prima dell'inizio della Prima guerra mondiale) poi la guerra in Francia, i francesi che risparmino gli italiani "per pena", l'inadeguato equipaggiamento dei poveri soldati contadini, fino alla tremenda offensiva contro la Russia, la bontà dei russi e la crudeltà della Wehrmacht l'infame imboscamento dei fascisti che tentano di schivare le loro immense responsabilità storiche. Al ritorno in Italia l'ex ufficiale Nuto Revelli fonda' insime ad altri le Brigate GL (Giustizia e Libertà) e si trova a combattere contro i nazisti specializzati nella guerriglia anti partigiana (ma che non disdegnavano le rappresaglie sulla popolazione) e contro i fascisti, incapaci combattenti specializzati nell'infierire sugli inermi. Dopo la Liberazione e la codardissima fuga dei fascisti e dei nazisti, Revelli combatte contro gli infami congressi neofascisti del MSI e dimostra la superiorità dei partigiani sui fascisti salvando a

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    flavio

    23/08/2003 21.52.59

    Come ribadisce ogni volta Revelli, i suoi libri sono pubblicati anche per mandare un messaggio alle generazioni future e di adesso, per non dimenticare quei giorni terribili che hanno lasciato il segno nella storia. Spero che altri ragazzi ventenni come me leggano questo libro e lo apprezzino.

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    massimo gustapane

    30/05/2003 14.26.35

    Si tratta di alcuni resoconti di vita dell'autore durante il ventennio fascista. La narrazione è più interessante quando l'autore parla di sue esperienze, però tutto il libro è appesantito da una lunghissima sebbene precisa serie di date e di puntualizzazioni che ne rendono pesante e poco agile la lettura. Più che un libro in cui si narrano dei fatti personali, si tratta di un'affidabilissima opera storica.

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    Agnese Palma

    30/04/2003 11.02.51

    Si tratta di un breve ciclo di lezioni che ripercorrono il ventennio fascista, la guerra ed il riscatto della guerra partigiana, attraverso i ricordi e l’esperienza di Revelli. E’ un libro breve che, senza avere la pretesa di approfondite analisi storiche, riesce a centrare la sostanza degli avvenimenti, i sentimenti e lo smarrimento dei giovani allevati nel fascismo, le disillusioni, la reazione dei più sani. Revelli, il narratore dei protagonisti semplici della guerra, di quelli che hanno subito, dimostra come sempre una grandissima umanità e chiarezza. La riservatezza ed una certa dose di pudore con cui inserisce le sue esperienze e vicende personali negli avvenimenti storici dovrebbe servire di lezione a quanti, oggi ed in passato, si mettono in mostra e si ritengono protagonisti della “Storia” innalzando i propri giudizi a valore universale. Mi riferisco ad esempio alla sig.ra Fallaci quando parla dei liberatori americani in Toscana, in cui una tavoletta di cioccolata offerta dal simpatico milite americano ad una bambina (lei) la porta ad attribuire all’intervento alleato in Italia molti più meriti di quanti ne siano veri storicamente. Nel dopoguerra molti ex fascisti (ex si fa per dire) furono presto rimessi in sella ed ancora oggi i loro eredi tentano di equiparare i combattenti di Salò agli altri combattenti sul fronte opposto. Pur con tutta la comprensione verso i “repubblichini” giovanissimi e confusi arruolati anche con la minaccia della fucilazione, e giustamente Revelli ci ricorda che molti di questi poi disertarono e passarono nelle file partigiane, non si deve dimenticare che la collaborazione con gli occupanti tedeschi fu una pagina vergognosa della storia d’Italia, che produsse stragi e violenze sulla popolazione civile del Nord Italia. Questo libro dovrebbe essere adottato come lettura indispensabile nelle scuole, anche per la sua chiarezza e semplicità.

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