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Recensioni Due occhi azzurri

  • "La donna sospettosa e prudente che immagina cose fosche e cattive di tutti i suoi simili è fin troppo scaltra per lasciarsi raggirare da un uomo; sono gli esseri fiduciosi come Elfride, le donne che si perdono." Onestamente inizia molto lentamente...e sembra restare sospeso, fra tiepidi sentimenti e monotona routine. Poi gli eventi iniziano a crescere: si rivelano i personaggi nel loro reale spessore. Sono stati in grado di farmi emozionare e coinvolgere nelle loro azioni e nei loro pensieri, fino agli ultimi capitoli che tengono letteralmente incollati. Ho trovato Elfride somigliante in alcuni punti a Tess dei d'Urberville (che rimane il mio personaggio preferito insieme a Bathshiba create da Hardy). Elfride è molto giovane e ingenua e ammetto che in alcuni punti mi ha snervato un pò ma questo è una cosa mia personale avendo un punto di vista diverso dalla protagonista.

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    29/11/2019 13:34:52

    Due occhi azzurri è un romanzo fortemente simbolico per le altezze dei luoghi che tanto spesso richiamano i protagonisti ma anche fosco e ombroso come il blu degli occhi di Elfride. Molto bello.

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    19/09/2019 12:52:24

    Mi è piaciuta molto la storia di Elfride e del triangolo amoroso con Smith e Knight. Amore, gelosia, spettri del passato e poi i colpi di scena, la scrittura meravigliosa come anche le descrizioni.. Avrei preferito forse un finale diverso ma Hardy è sempre Hardy e anche questo libro merita assolutamente di essere letto.

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    25/06/2019 18:37:07

    Abituata alla Austen e alle Brönte mi aspettavo una narrazione più brillante e scorrevole. In realtà il libro risulta piuttosto “pesante” con interminabili descrizioni, panegirici infiniti su situazioni di poco conto e discorsi talvolta poco chiari. La trama e l’argomento trattato è piuttosto interessante, con accento al dramma finale che ho molto apprezzato. Una scrittura però troppo ridondante per i miei gusti.

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    23/05/2019 12:54:40

    Bellissimo romanzo. Una storia d'amore che come sempre, nell'epoca vittoriana, mette in risalto i vincoli e la prigione nevrotica che ne scaturisce nell'intrappolare ed angustiare i cuori coinvolti. Non voglio narrare la storia come molti fanno nelle recensioni. E' un romanzo di notevole bellezza nelle accurate descrizioni dell'animo di ogni personaggio - Hardy si riconferma profondo conoscitore dei recessi dell'anima, e soprattutto sa esprimere l'emapatia che prova nei confronti dell'universo femminile. La dolcezza spumeggiante e allo stesso tempo la fragilità di Elfriede, la vivace spontaneità con cui il personaggio esce dalle pagine cattura ogni cuore. Chi di noi, almeno nell'adolescenza, non si è mai sentita come lei, di fronte al nuovo, a una società severa e giudicante, all'altro, ai primi incontri con l'amore? Coinvolgenti e drammatiche anche le figure dei due pretendenti. Questo romanzo merita di raggiungere la popolarità di cui godono Tess e Via dalla pazza folla, anche se spero non ne facciano un film. Vivamente consigliato.

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    10/03/2019 07:08:12

    Si narra di un piccolo centro della Cornovaglia dove vivono un pastore anglicano e la sua la unica figlia, Elfride. La chiesa della parrocchia necessita di essere ristrutturata, perciò viene fatto arrivare dalla capitale il giovane Stephen Smith, un giovane architetto. La ragazza, vivendo isolata in campagna e con pochissime occasioni di vita mondana, si innamora di questo bel ragazzo e ne è ricambiata. Una tipica storia del'epoca vittoriana, scritta con passione da Hardy.

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    07/07/2018 15:48:39

    Bel romanzo di Hardy che ci proietta nella splendida campagna Inglese in un mondo in cui,a differenza di quello attuale,per le donne era facilissimo compromettersi ,ma in cui era molto facile giungere al matrimonio

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    26/12/2017 13:03:35

    Cosa hanno in comune William Turner (1775-1851) e Thomas Hardy (1840-1928) se non qualche anno di vita in comune su questo pianeta? Senza ombra di dubbio posso dire: i paesaggi. Il primo, con i colori ed il secondo con le parole, hanno saputo tramandarci una campagna inglese (e non solo) di straordinaria bellezza. Hardy, con questo libro "Due occhi azzurri", sonda nel profondo il mondo dell'animo umano con le gelosie e i dubbi. Un mondo inesorabilmente classista e maschilista, in cui l'arrogante narcisismo maschile riesce a spezzare un "io" femminile ancora fragile e insicuro. Un libro che stimola talvolta incredulità (eppure ci sono ancora donne vittime), ribellione e infine compassione per le vittime di atteggiamenti maschili così profondamente sbagliati. Un libro che fa riflettere.Consigliato.

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    24/10/2017 13:55:02

    Ancora un'opera importante di Hardy, non molto famosa, ma di notevole interesse. La vicenda si sviluppa, in un'atmosfera di crescente tensione drammatica, attorno a tre soli personaggi, accuratamente caratterizzati: la protagonista, Elfride Swancourt, e i due uomini che si succedono nei suoi affetti, il giovane architetto Stephen Smith e il più anziano letterato Henry Knight. Elfride è dotata di una bellezza ammaliatrice, ha molte qualità, ma come dice lo stesso Hardy, è anche "una ragazza impulsiva e incoerente". Infatti abbandona il primo pretendente, poi nasconde al secondo - a costo di dolorose lotte interiori - la precedente relazione, di modo che, quando questo ne viene per caso a conoscenza, anche il nuovo rapporto si spezza. Dei due personaggi maschili, il primo è un giovane romantico, che nonostante tutto si mantiene fedele al suo amore incondizionato per la ragazza, il secondo è un carattere freddo, alquanto pieno di sè, in cui l'amore cresce lentamente e con fatica, per poi dissolversi rapidamente. Sarebbe nondimeno ingiusto considerare Elfride solo un carattere incostante e dominato da un'eccessiva inclinazione verso se stessa. Essa è anche una giovane donna che lotta invano per realizzarsi,poichè su di lei grava - come del resto sui suoi pretendenti -un destino avverso, che gli sviluppi finali della vicenda pienamente confermano. Dunque è un simbolo della condizione umana, imperfetta e soggiogata da forze superiori. Nel complesso l'opera non smentisce la straordinaria capacità dell'autore di scandagliare l'animo umano, di creare trame avvincenti e di immergere i personaggi in un paesaggio dall'intensa suggestione lirica.

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