Due occhi azzurri

Thomas Hardy

Traduttore: M. F. Melchiorri
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 13/07/2017
Pagine: 428 p., Brossura
  • EAN: 9788893252249
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    Meena

    26/12/2017 13:03:35

    Cosa hanno in comune William Turner (1775-1851) e Thomas Hardy (1840-1928) se non qualche anno di vita in comune su questo pianeta? Senza ombra di dubbio posso dire: i paesaggi. Il primo, con i colori ed il secondo con le parole, hanno saputo tramandarci una campagna inglese (e non solo) di straordinaria bellezza. Hardy, con questo libro "Due occhi azzurri", sonda nel profondo il mondo dell'animo umano con le gelosie e i dubbi. Un mondo inesorabilmente classista e maschilista, in cui l'arrogante narcisismo maschile riesce a spezzare un "io" femminile ancora fragile e insicuro. Un libro che stimola talvolta incredulità (eppure ci sono ancora donne vittime), ribellione e infine compassione per le vittime di atteggiamenti maschili così profondamente sbagliati. Un libro che fa riflettere.Consigliato.

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    Lorenzo

    24/10/2017 13:55:02

    Ancora un'opera importante di Hardy, non molto famosa, ma di notevole interesse. La vicenda si sviluppa, in un'atmosfera di crescente tensione drammatica, attorno a tre soli personaggi, accuratamente caratterizzati: la protagonista, Elfride Swancourt, e i due uomini che si succedono nei suoi affetti, il giovane architetto Stephen Smith e il più anziano letterato Henry Knight. Elfride è dotata di una bellezza ammaliatrice, ha molte qualità, ma come dice lo stesso Hardy, è anche "una ragazza impulsiva e incoerente". Infatti abbandona il primo pretendente, poi nasconde al secondo - a costo di dolorose lotte interiori - la precedente relazione, di modo che, quando questo ne viene per caso a conoscenza, anche il nuovo rapporto si spezza. Dei due personaggi maschili, il primo è un giovane romantico, che nonostante tutto si mantiene fedele al suo amore incondizionato per la ragazza, il secondo è un carattere freddo, alquanto pieno di sè, in cui l'amore cresce lentamente e con fatica, per poi dissolversi rapidamente. Sarebbe nondimeno ingiusto considerare Elfride solo un carattere incostante e dominato da un'eccessiva inclinazione verso se stessa. Essa è anche una giovane donna che lotta invano per realizzarsi,poichè su di lei grava - come del resto sui suoi pretendenti -un destino avverso, che gli sviluppi finali della vicenda pienamente confermano. Dunque è un simbolo della condizione umana, imperfetta e soggiogata da forze superiori. Nel complesso l'opera non smentisce la straordinaria capacità dell'autore di scandagliare l'animo umano, di creare trame avvincenti e di immergere i personaggi in un paesaggio dall'intensa suggestione lirica.

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