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Recensioni Duecentosei ossa

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    17/05/2020 17:11:25

    Storia dalle atmosfere cupe e misteriose, a tratti claustrofobiche e drammatiche, in cui l'autrice non lesina dettagli cruenti e minuziosi nella descrizione dell'attività della protagonista. A me è piaciuto, ma lo sconsiglierei a chi non ha lo stomaco forte.

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    21/08/2013 08:14:55

    In una Montreal invernale (e in parte a Chicago), l'antropologa forense Temperance Brennan si barcamena tra corpi da identificare in base alle poche ossa ritrovate, un diffamatore che minaccia la sua credibilità sul posto di lavoro e le vicende personali, incasinate soprattutto da un caratterino nervosetto. È il primo romanzo della Reichs che leggo, spinta soprattutto dalla curiosità di paragonarlo alla serie tv Bones. La prima indicazione che mi sento di dare a un potenziale lettore ignaro è: in comune con il telefilm c'è solo il nome della protagonista ... tutto lì. Il libro, pur con qualche trovata interessante, procede senza 'infamia e senza lode', sorretto da una scrittura banale, a tratti troppo scientifica o troppo 'guida turistica' nelle descrizioni dei luoghi. Ci sono lunghe digressioni inutili e interi capitoli che non c'entrano nulla col fulcro della storia. Fino ben oltre la metà è sufficientemente noioso da far pensare di interromperne la lettura, poi 'decolla' ma senza raggiungere vette ragguardevoli. Deludente.

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    13/03/2012 10:44:33

    I cadaveri di alcune donne anziane vengono scoperti nei boschi vicino a Montreal; un militare, parente dell'ex marito di Tempe, è stato ucciso in una cava presso Chicago; un vagabondo trova le ossa di una famiglia scomparsa nel Lac S.Jean; una collega cerca di screditare professionalmente la dott. Brennan. Storie diverse, alcune forse autobiografiche, si incrociano in modo abbastanza confuso, i colpevoli sono troppi, il drammatico coinvolgimento personale di Tempe alquanto improbabile. Ancora una volta il provvidenziale Ryan arriva in extremis in aiuto dell'incauta protagonista: quante volte un uomo può salvare la vita alla stessa donna? Un personaggio seriale è come un matrimonio ventennale: collaudato, ma prevedibile. Il consueto cocktail della Reichs però, ½ giallo, ¼ nero, ¼ rosa nelle annotazioni di vita privata e sentimentale, è una bevanda piacevole e produce un racconto scorrevole e avvincente, se non si pretende che sia troppo credibile; del resto pochi gialli lo sono. La figura dell'assassino qui ha davvero poco spazio: forse la Reichs dedica più pagine alle vicende del gatto della protagonista.

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    25/05/2011 15:51:14

    premetto due cose:il genere a me non piace,sono un'amante di thriller ma non di questi in particolare basati sul lavoro di antropologa(non amo neanche patricia cornwell),e il libro mi è stato regalato..purtroppo!!Brutto ma veramente brutto..noioso,senza neanche mezzo colpo di scena,la protagonista è antipatica e superba e non so se sia colpa della traduzione ma la metà delle battute che diceva io non le capivo,e anzi me la rendevano ancora più antipatica..pagine di descrizioni inutili ,che ad un certo punto ho cominciato volutamente a saltare per arrivare il prima possibile al finale scontato e che mi ha lasciata completamente indifferente.Spero che questo romanzo sia stato un caso e che gli altri siano molto diversi,altrimenti non mi spiego il successo dell'autrice..ma di certo non sarò io a sincerarmene.per me questo è il primo e l'ultimo..

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    22/10/2010 12:38:12

    Anch'io da quando ho scoperto questa autrice leggo molto volentieri i suoi libri e credo che il personaggio di Tempe sia davvero ben riuscito. I libri della Reichs riescono molto bene a fondere e far coesistere momenti di suspence e tensione a considerazioni molto più leggere legate alla quotidianità dei personaggi o addirittura aspetti frivoli, ma sempre descritti con freschezza ed ironia. Inoltre in tutti i suoi racconti, e per me è un valore aggiunto, sono presenti descrizioni dettagliate della sua attività di antropologa forense, decisamente interessanti. Riguardo il finale devo dire che un pochino avevo intuito chi fosse il colpevole, ma in ogni caso il mio giudizio generale è senz'altro positivo, forse non è tra i migliori libri della Reichs ma rimane ad un elevato livello e si fa leggere volentieri.

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    29/07/2010 22:43:24

    Quarto libro che leggo dopo Carne e ossa , Skeleton e Le ossa del diavolo e devo dire che mi è piaciuto e l'ho trovato all'altezza dei precedenti romanzi letti. Non penso ci siano troppi dettagli tecnici (sono un profano ed ho trovato interessante l'argomento scientifico) nè polpettoni banali anzi una trama interessante e ben sviluppata con un colpo di scena finale difficilmente prevedibile. Voto assolutamente positivo.

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    26/07/2010 17:06:24

    Primo libro della Reichs che leggo e nuovo genere per me rispetto ai romanzi storici che sono la mia lettura abituale. Pur non considerando infondate buona parte delle osservazioni già fatte, come ad esempio un linguaggio un pò troppo tecnicistico e una conclusione non del tutto imprevedibile, devo dire che a me è piaciuto, permettendomi tra l'altro di scoprire quali e quante correlazioni possono essere fatte tra i reperti dei cadaveri esaminati e gli avvenimenti più significativi della loro vita e ovviamente della loro morte. Il modo di raccontare fatto in prima persona utilizzando un linguaggio molto diretto, talvolta con poche concise parole che cercano di trasmettere considerazioni e stato d'animo della protagonista anche con una discreta dose di autoironia, mi è sembrato appropriato al carattere del personaggio e tutto sommato simpatico.

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    08/04/2010 18:45:57

    Prolisso e con troppi dettagli tecnici, quest'ultimo libro di Kathy Reichs non decolla e ha un finale scontato e senza colpi di scena. Come la sua "collega" Kay Scarpetta nei romanzi di Patricia Cornwell, Temperance Brennan si trova al centro di una vicenda in cui tutti, anche lo stolto vicino di casa, tramano contro di lei, in un susseguirsi di eventi sempre prevedibili. I tempi de "Il villaggio degli innocenti" sono lontani ahimè, ma spero in cuor mio possano ritornare, perchè leggere un bel libro di Kathy Reichs è un vero piacere.

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    27/02/2010 09:49:39

    E’ un libro che consiglierei solo a chi voglia intraprendere la carriera di patologo, ortopedico o dentista poiché è troppo dettagliato nella scrittura …per gli altri comuni mortali come me che volevano solo rilassarsi davanti a un libro lo sconsiglio in quanto più di metà del libro si può tranquillamente non leggere o passarci sopra velocemente

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    12/12/2009 22:12:19

    E' il primo libro della scrittice che leggo. I personaggi sono brutti e bruttissimo e' lo stile di scrittura in prima persona. La trama scarna, praticamente inesistente, male sviluppata. Scritto male, senza passione, lento e noioso. Poca azione ma ricco di descrizioni noiose e tecniche che annoiano a morte. Troppe variabili in gioco che non e' stata in grado di gestire e lo si vede nel finale stupido e banale. Si fatica a continuare a leggere, banale e pieno di frasette corte. Non lo consiglio

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    12/12/2009 16:26:54

    Primo libro che leggo che è anche l'ultimo, del 2009, il titolo non l'hanno modificato per una volta ed è 206 Bones anche quello originale. La trama non è particolarmente complessa o intricata e si capisce abbastanza come andrà a finire ma il plot non credo sia l'unico motivo per leggerlo, nel senso che è proprio ben scritto ed interessante, penso che recupererò anche gli altri libri.

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    20/09/2009 22:22:36

    sono solo a metà del libro e già mi dispiace finirlo!non sono d'accordo con chi l'ha valutato male;in effeti è un pò prevedilibe e molte cose credo di averle capite ancor prima di finirlo ma questo non vuol dire che il libro sia scadente o che lei non sia la migliore scrittrice di sempre del thriller!! Non delude mai!

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    04/09/2009 10:30:22

    Non è uno dei migliori dell'autrice, che seguo ormai da parecchio, ma non posso parlare di vera e propria "delusione". Diciamo che sa un pò di minestra riscaldata e spero che il prossimo si discosti dai suoi recenti libri quel tanto che basta per riavviare l'interesse dei lettori.

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    29/08/2009 14:29:03

    Quest'ultimo libro di kathy reichs mi è piaciuto un sacco...come del resto quasi tutti i suoi romanzi. Dei suoi libri mi piace il fatto che non descrive solo il lato d'indagine e scientifico (che comunque è spettaolo) ma anche la sua vita.

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    26/08/2009 18:16:14

    Una gran delusiome anche per quanto mi riguarda.Non c'è nulla nella trama che non fosse prevedibile.Peccato ,ho sempre atteso i suoi libri con trepidazione.

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    25/08/2009 09:18:38

    Delusione.Sono andato a colpo sicuro avendo letto i Romanzi precedenti ma per me, questo e' stato pessimo.Niente coinvolgimenti di trama,le pagine scorrono lente e si cede alla tentazione di saltare avanti per vedere se succede qualcosa..Peccato.

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    15/07/2009 21:46:54

    Ho divorato il libro in pochi giorni.Credo che sia uno dei più belli che Katy Raich abbia mai scritto. Forse si mette sempre nei guai la Dott.ssa Brennann ma il suo personaggio è sviluppato molto bene. Da una parte la Dottoressa Brennann impeccabile,sicura e "drogata" di lavoro e dall'altra parte la donna Brennan, madre apprensiva (come tutte le madri) e amante ferita dalla storia conclusa con Ryan. Katy Reichs è riuscita a creare un personaggio che oltre all'intelligenza ha soprattuto un'anima credo che sia questo il segreto del successo dei suoi libri.

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    ARA
    26/06/2009 12:19:26

    personalmente penso che rispetta agli altri suoi scritti questo sia il peggiore, mal scritto con battute (troppe) che tradotte probabilmente non danno il senso che dovrebbero. Brutto, ostico da leggere, non lineare come gli altri....insomma buttato li.

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