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Dan Kavanagh

Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
Pagine: 179 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806224288

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    luciano

    09/03/2016 22.31.05

    Duffy è un ex poliziotto che si mette, per sbarcare il lunario, a fare l'investigatore privato e per questo viene a trovarsi in guai seri. Pesta, infatti, i piedi al boss-criminale, Salvatore, che controlla il quartiere a luci rosse di Soho, ampiamente descritto, con grande senso dell'umorismo, dall'autore. Per Salvatore " la conoscenza è potere...e i grandi uomini hanno sempre grandi biblioteche, perché conoscono il segreto del potere". E la biblioteca del boss è formata da fascicoli, cassette, filmini, polaroid. Tutto questo materiale, sulla vita privata di personaggi importanti o meno importanti, viene utilizzato, da Salvatore, per ricattarli; ciò innesca un flusso inarrestabile di corruzione che pervade la cosa pubblica: politici, forze dell'ordine, semplici cittadini...Un po' come succede ai nostri giorni. Il nostro Daffy, che per certi versi ricorda Sanantonio, se la sa sbrogliare bene. Il libro è un vero e proprio spasso. Divertimento garantito. Non mancano battute esilaranti. Una per tutte: il nostro detective sessualmente non disdice né le donne e né gli uomini, per cui di Daffy si può dire che " a lui piace fare sia da spina che da presa. E non ha bisogno del trasformatore".

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    Massimo F.

    01/03/2016 10.29.41

    Lettura veramente piacevole questo demi-noir all'inglese: storia accattivante, trama tesa quanto basta, ironia leggera e diffusa, stile agile. E poi alcune trovate decisamente creative. Da leggere, senza dubbio.

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    jane

    17/02/2016 15.59.54

    L'avvio è folgorante, l' ironia in certe situazioni rasenta la parodia del genere hard-boiled, la Soho anni 70 dominata dalla mala sembra l'America in mano ai gangster. Che si chiami Kavanagh o Barnes la scrittura è sempre la sua, ironica, leggera e disinvolta o, se vogliamo, disinibita.

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    Alberto

    22/01/2016 09.25.41

    Una piacevole sorpresa questo J. Barnes che si diverte a scrivere alla Chandler. Ottimo risultato. Ha saputo dosare l'hard, in tutti i sensi e modi declinabili, allo humor. Il clichè non è proprio il solito, però questo Duffy, con i suoi tic (gioco di parole, chi leggerà il romanzo lo potrà capire fin da subito), con il suo modo di essere messo in crisi dal tiro mancino giocatogli da chi l'ha incastrato è attendibile. Romanzo noir ma anche romanzo introspettivo con un risultato non facile da raggiungere, ma che il grande scrittore J.B. ottiene con la soddisfazione del lettore.

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    LucaMilano

    20/11/2015 23.36.37

    Che si chiami col suo vero nome, Julian Barnes, o con lo pseudonimo di Dan Kavanagh, siamo al cospetto di un numero uno, qui alle prese con un divertissement letterario in puro hardboiled School, anche se la location non è Los Angeles, ma Londra e piu precisamente le mille luci di Soho. "Duffy" è un concentrato di dialoghi avvincenti e tosti tipicamente di genere, ritmi serrati e qualche nuova trovata rispetto al cliché della detective story. Un libro breve, leggero ma non scontato dove un investigatore particolare (diciamo "diverso"), radiato dalla polizia, indaga in un golden mile affascinate e peccaminoso su incarico di un imprenditore ricattato dal dubbio passato. Un duro, un pò sui generis, ma comunque un duro il buon Duffy, un detective solitario senza trench ma con l'orecchino, che si muove a suo agio fra locali ambigui, poliziotti corrotti, criminali affaristi, balordi maldestri e puttane. Ad impreziosire il libro, una lucidissima analisi sulla piscologia della corruzione.

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