Dulle Griet

Compositore: Giovanni Verrando
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Aeon
Data di pubblicazione: 19 febbraio 2013
  • EAN: 3760058360286
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    C.M.

    16/04/2014 08:50:13

    VERSO IL BALBETTIO Il sanremese G.Verrando appartiene a quella generazione- ora di mezza età- formatasi con i compositori della Neoavanguardia italiana: Castiglioni, Manzoni e Donatoni. Tuttavia, gran parte della sua formazione è dovuta agli influssi francesi (Scuola Spettrale) da un lato, e tedeschi (sforzo verso il suono inedito di Lachenmann) dall'altro. Per accostarsi all'ascolto di questo CD, che contiene una vasta parte della produzione dell'Autore, bisogna anzitutto partire dalle dichiarazioni di poetica fornite dal compositore nei (pochi) scritti saggistici pubblicati sul suo sito (giovanniverrando.net), il più recente dei quali data 2004. Citiamo, appunto dall'ultimo, "La musica come esperienza estetica inattuale", nel quale il musicista sintetizza un passaggio del Calvino delle "Lezioni americane": "A vent'anni dalla redazione di quel testo, sorprende come i valori da salvare elencati da Calvino siano effettivamente diventati elementi caratteristici della cultura contemporanea. Visibilità, rapidità, molteplice quantità di messaggi, descrivono il paradigma della comunicazione massmediologica, così come si è sviluppata in questi ultimi anni. Nel tentativo di individuare quella soglia che caratterizza l'orizzonte culturale contemporaneo, possiamo aggiungere ai punti descritti da Calvino le qualità della semplificazione e dell'intelleggibilità. In un contesto comunicativo rapido, molteplice e manifesto, appare infatti utile ed inevitabile un'operazione di semplificazione dei messaggi, in modo da renderli intelleggibili." Il compositore scrive evidentemente "intelleggibili" per "intelligibili", ma ciò che importa è come la contraddizione fra questa musica, che tenta l'esplorazione dello spettro acustico inarmonico, e le categorie sopra menzionate non costituiscano sintesi intelligibile, ma tentativo di giustificare una poetica balbettante, non incisiva, dove anche i titoli sono quasi didascalie, verso una "battaglia" che forse non è chiara nemmeno all'Autore.

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