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Traduttore: V. Verdiani
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788807882197
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Recensioni dei clienti

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    ugrass

    04/04/2017 12.37.22

    Per conoscere l'Africa, la sua storia recente ed il suo spirito è quanto di meglio si possa leggere. L'autore ci porta con se nei suoi viaggi da un angolo all'altro del continente ed il misto di piacere e disagio che si prova alla fine di ogni capitolo vi accompagnerà per giorni.

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    Luigi

    22/08/2016 11.32.22

    L'autore e' un gironalista che per molti anni si aggira per l'africa cercando di conoscerla. Fa molta fatica e addirittura prende la malaria. Non e' un romanzo, ma un buon reportage del suo lungo viaggio. In alcuni punti (pochi) ho fatto fatica in quanto il libro si appensativa con storiografia locale. Forse a gente piu' erudita su questi temi specifici puo' essere interessante, per un neofita un po meno. Grande esperienza di vita dell'autore

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    AdrianaT.

    04/01/2016 10.00.09

    Un polacco in Africa, tormentato dalla malaria e dalla tisi, ma attaccato a quel continente con la determinazione, la testardaggine e l'incoscienza da malato di una terza malattia: il mal d'Africa. Un'Africa senza libri, la cui storia, tramandata oralmente che "libera dal peso degli archivi e dal rigore dei dati, raggiunge la sua forma più pura e cristallina: quella del mito." Il libro dona momenti forti ed intrattiene con avventure al limite della sopravvivenza, denotando notevole coraggio e genuino spirito di adattamento da parte di chi scrive, portandoti in posti incredibili come San Lalibelà. Ma ciò che ha di più bello è la luce che riporta di quel continente; la luce che tutto inonda che ti catalizza fin dalle prime righe. Certo, la scrittura non è indimenticabile, ma è, come dire, sensibile, discreta e rispettosa di ciò che tratta: l'universo africano filtrato attraverso gli occhi di un Bianco che ne descrive i lati crudi e soavi con delicata sobrietà ed intelligenza; che osserva, riporta ma non giudica.

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    Persefone

    25/09/2015 10.37.39

    Un libro che ti lascia dentro un sapore amaro. In alcuni momento ho avuto difficoltà ad andare avanti per la crudeltà che traspare da ogni capitolo. Un'Africa difficile, sanguinaria, debole, arretrata e assetata di potere oltre ogni aspettativa. Di tanto in tanto fanno capolino le sue bellezze paesaggistiche e umane: un popolo che in molti casi apprezza il valore delle piccole cose, di cui il vivere sempre in collettività è un piacere ma sopratutto un'esigenza. Ammiro Ryszard per il coraggio avuto nell'affrontare avventure ai limiti del possibile e apprezzo la lucidità con la quale le ha raccontate. Per chi vuole conoscere il vero volto di quest'Africa frantumata, consigliatissimo!

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    Vincenzo

    31/07/2015 10.28.08

    Percepire gli odori, i colori, i climi che avvolgono i diversi luoghi di cui è composto il variopinto continente africano e trasmettere le stesse sensazioni che l'autore ha provato nei suoi viaggi-incontri in Africa ...tutto questo è Ebano di Kapuscinski.

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    matteo

    09/07/2014 23.28.17

    Imprescindibile.

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    ugo

    09/10/2013 12.07.30

    Libro semplicemente perfetto

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    Marcello Zanna

    04/10/2013 11.48.01

    UN LIBRO PER CHI VUOLE CAPIRE L'AFRICA E I SUOI PROFUGHI. Un grande reportage di un grande Giornalista, di quelli con la G maiuscola, che ha vissuto la sua vita in Africa, gomito a gomito con le sue tragedie...

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    luigi fraddi

    14/04/2010 09.58.23

    Chissà cosa lega l' Africa e la Polonia, Kapuscinski e Conrad. Se considero "Ebano" una testimonianza, prima ancora che un diario di viaggio, un modello di reportage scritto con un' insolita capacità narrativa, credo che in molti sarebbero d' accordo. Personalmente credo che Kapuscinski, come e in modo diverso da Conrad in Cuore di tenebra, descriva in modo chiaro la "crudeltà della disperazione" che emerge quando l' uomo rimane solo, abbandonato e schiavizzato. Soprattutto, quando la schiavitù è imposta dal potere, ma anche quando è generata dalle nostre debolezze. Una riflessione imparziale sull' Africa e sull' Europa coloniale di ieri e di oggi.

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    renntiger

    10/09/2008 13.51.55

    L’Africa "Africa", così vera e così diversa da quella dei safari e delle spiagge bianche delle guide turistiche, l’Africa della TBC, della malaria, del caldo che ti scioglie e che non ti permette nemmeno di pensare, l’Africa del razzismo nero, dei signori della guerra, dei bambini soldato. Da non perdere per chiunque voglia capire per davvero l'Africa.

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    francesca

    11/11/2005 22.32.16

    magnifico libro. Storie cariche di umanità. Trovo riduttivo definire Kapuscinski un reporter, un giornalista. E' un grande narratore. Leggetelo.

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    marta

    15/07/2005 17.37.00

    La semplicità con cui ho ritrovato le stesse domande, le stesse inquietudini, le stesse descrizioni è stata disarmante, soprattutto perché a farlo è un uomo del calibro di Kapuscinski. Eppure sembrava me semplice visitatrice di un'Africa che è il tutto e il contrario di tutto. un libro per chi sa che in Africa non ci andrà mai... per chi ci andrà, un libro da leggere dopo, per rivivere ancora in qualche modo l'Africa e le sue inquietudini, per avere una sorta di diario di ciò che si è visto.

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    eminenti goffredo

    10/12/2001 03.01.58

    Bello, bellissimo, da leggere anche a chi non può farlo. Uno dei libri di letteratura di viaggio più belli che abbia letto.

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    Laura

    13/11/2001 11.41.52

    Anche a me questo libro e' piaciuto molto, in effetti non ho molto da aggiungere alle recensioni precedenti, tranne la sottolineatura che non e' un libro di facile lettura, non e' un romanzo, e' scritto da un giornalista, un libro di viaggio con numerosi resoconti storici, notevole per chi, come me, subisce il fascino e la curiosita' dell'Africa e delle sue genti.

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    gianluca

    12/11/2001 00.22.58

    Ho letto con grande passione questo insieme di reportage, che mi ha insegnato tanto della cultura africana e di come purtroppo, tanta ricchezza, sia stata e sia tuttora in mano a pessimi appartenenti del genere umano. Per chi vuole conoscere, scoprire, amare l'Africa e gli africani, grazie al più grande reporter vivente.

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    saverio

    22/01/2001 22.29.36

    Un ottimo libro che vorresti non finire di leggere e quindi da rileggere ancora. Insuperabile la descrizione della morte del serpente,i ragionamenti ,le descrizioni.Kapuscinski rara,inteliggente voce che permette di sapere di gente che muore e di cui nessuno parla.

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    marco carnazza

    30/10/2000 18.16.27

    E un libro di grande interesse, di quelli che non si dimenticano; direi una fotografia di parti dell'africa attuale che ci rivela una realtà locale ben diversa da come la dipingono gli altri media. L'autore deve essere una persona umanamente ricca e simpatica. Unico neo, se posso esprimere il mio parere, un confuso e quasi doveroso addossare al colonialismo le colpe di ogni problema africano. Malgrado egli nella sua onestà dimostri nell'arco di quasi tutto il libro esattamente il contrario. Stimolante!

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