(? 1370 ca - Batres, Toledo, 1460) scrittore spagnolo. Nipote del cancelliere Pedro López de Ayala e zio del marchese di Santillana, fu attivo alla corte di Giovanni II; dopo la battaglia di Higuerela (1431), cui partecipò, fu imprigionato sotto l’accusa di tradimento al re di Castiglia. Liberato per intercessione del papa, si ritirò nel suo castello di Batres per dedicarsi alla letteratura. Scrisse testi poetici, tra cui Lodi agli uomini illustri di Spagna (Loores de los claros varones de España), e sue poesie furono inserite nel Cancionero general (1511); ma fu noto per la sua attività di storico e biografo su imperatori, principi e santi (Mare di storie, Mar de historias, ispirato al Mare historiarum di Giovanni da Colonna). La sua opera migliore è Generazioni e ritratti (Generaciones y semblanzas, postumo, 1513): si tratta di una raccolta di 34 biografie di re e personaggi di corte, tratteggiate con acutezza e meditata imparzialità, e con una scrittura giudicata un «modello eccelso della prosa cortigiana» del sec. XV.