Elogio dei giudici scritto da un avvocato

Piero Calamandrei

Collana: Saggi
Edizione: 2
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 2 luglio 1999
Pagine: XXXVI-406 p., Brossura
  • EAN: 9788879284684
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Recensioni dei clienti

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    07/06/2011 21:38:06

    Non c'è bisogno di essere addetti ai lavori per cogliere la delicatezza della scrittura di Calamandrei, né per coglierne l'arguzia, l'ironia garbata, gli accenti d'amarezza. Ma più di tutto colpisce l'attualità di certi pensieri.

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    AB

    30/08/2010 11:07:32

    E' un libro commovente, frutto di anni d'esperienza forense e di consuetudine con gli ambienti giudiziari. Come tale, dovrebbe essere letto e meditato da tutti i cultori del diritto. Tuttavia, questo testo è anche una appassionata riflessione personale, segnata da un sorriso un po' malinconico, sul concetto di giustizia. "L'elogio" è una piccolo gioiello di sensibilità e di arte letteraria che non può non essere vivamente consigliato.

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    Marko

    23/07/2009 23:04:06

    Splendido! Profondo, toccante, fa riflettere e ti lascia davvero qualcosa dentro. Chiunque abbia intrapreso gli studi giuridici deve assolutamente dedicare un po' del suo tempo alla lettura di questa perla. Al giurista sensibile quest'opera non passerà inosservata e la leggereà con passione e curiosità. Un vero capolavoro del grande giurista e padre costituente Piero Calamandrei.

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    Clarita Ziniti

    14/11/2007 12:34:35

    ALTRO CHE"TOGHE ROTTE"! "QUESTO"! è UN LIBRO CHE FA"CAPIRE"! "CHI"! SIANO"VERAMENTE" I "COSIDDETTI" "GIUDICI",CHE INVECE NELL'ACCEZZIONE CORRETTA DEL TERMINE DEVONO ESSERE CHIAMATI"MAGISTRATI"."GIUDICE" INFATTI,è UN"GRADO"UNA"FUNZIONE".E SOLO IN INGLESE I MAGISTRATI SI CHIAMANO"JUDGES".STAVO DICENDO:QUI IN QUESTO LIBRO SI "CAPISCE" "CHI" SIANO I MAGISTRATI,MA "ANCHE" "COME" "DOVREBBE" ESSERE UN "GRANDE AVVOCATO",COME APPUNTO è CALAMANDREI. PURTROPPO DI"AVVOCATI" COSì "OBIETTIVI" E "SERENI"NEI CONFRONTI DEI "MAGISTRATI" NE SONO RIMASTI POCHI! GRAZIE "AVVOCATO" CON LA "A" MAIUSCOLA! CALAMANDREI!

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    schlemil

    29/12/2005 10:52:51

    è una elegantissima perla da parte di uno dei nostri più grandi Giuristi.

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    Marcelo Alves

    20/10/2001 05:08:33

    Sono un avvocato brasiliano e ho letto la traduzione portoghese fatta da Eduardo Brandão, edizione Martins Fontes. Comunque, vorrei dire que questo libro è simplicemente meraviglioso. Dovrebbe essere letto per tutti gli avvocati, giudici, ecc. È veramente una lezione di vita!

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(scheda pubblicata per l'edizione del 1989)
scheda di Dalmotto, E., L'Indice 1991, n. 6

Principi processuali, aneddoti, ambiente e vita giudiziaria si trovano in questo nobile libro di Piero Calamandrei, che ritorna nelle librerie con la gradevole veste della quarta edizione, apparsa nel 1959, di cui riproduce anche i contenuti. Come in un caleidoscopio, incalzano vivide scenette. Attualissime discussioni si accendono tra fautori del collegio e fautori del giudice unico. Seguono considerazioni dissacranti, secondo cui, molte volte, il cliente dovrebbe ringraziare della vittoria non il proprio ma l'avvocato dell'avversario. Intercalati, compaiono ritrattini di giudici fin troppo assorti nel proprio magistero, tanto da ignorare la vitale realtà che tumultua (magari a sproposito) fuori dalla camera di consiglio. Divertentissimo, potremmo qualificare il tutto. Senonché, il superlativo non entra nel ricco vocabolario di Calamandrei: per senso della misura, certamente; tuttavia, anche per mestiere. Già Francesco Carnelutti avvertiva tra le pagine un poco di malinconia, esponendosi così alla replica dell'autore, il quale gli contrapponeva un ragionato ottimismo. indice (se non proprio di allegria) di serenità. Invero, il sentimento di dolorosa consapevolezza sembra una costante delle migliori riflessioni del mondo della giustizia su se stesso. Il pensiero corre ad un altro malinconico e bello scritto: il "Diario di un giudice", di Dante Troisi, edito nei tipi della Einaudi, per il quale auspichiamo una pronta ristampa.