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Mario Vargas Llosa

Traduttore: P. Collo
Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2011
Pagine: 34 p. , Brossura
  • EAN: 9788806208561

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    Becky

    04/12/2011 20.44.22

    Trentaquattro pagine di piacere e speranza. In questo discorso Mario Vargas Llosa ci regala un interessante punto di vista su letteratura e politica. Per uno che, come lui, iniziò a scrivere "in un paese con pochi lettori e tanti poveri", chiedendosi se non si stesse concedendo un "lusso solipsista", leggere, così come scrivere, diventa "protestare contro le ingiustizie della vita". "La vita così com'è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto".

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    alida airaghi

    28/06/2011 21.10.14

    Peruviano ma cittadino del mondo,il premio Nobel Mario Vargas Llosa in questo suo famoso discorso non si è risparmiato giudizi politici di largo respiro: dall'abbandono del marxismo alla fede nella democrazia liberale,dalla condanna di ogni terrorismo alla riprovazione per lo sfruttamento degli indios ancora in atto in tutta l'America latina, per finire con le sacrosante parole contro il nazionalismo:"perché trasforma in valore supremo,in privilegio morale e ontologico,la casuale circostanza del luogo di nascita.Assieme alla religione,il nazionalismo ha rappresentato la causa delle peggiori carneficine della storia." Viaggiatore instancabile,esploratore di mondi e società diverse,romanziere acclamato,giornalista, drammaturgo e persino attore,combattente in difesa di tutte le libertà,marito riconoscente di Patricia e padre di tre figli, Vargas Llosa non si è mai risparmiato,come uomo e come scrittore. E in questo breve scritto esprime tutta la sua gratitudine alla missione e all'ambizione della sua intera esistenza: la letteratura,"la maniera più efficace che abbiamo trovato per alleviare la nostra condizone mortale,per sconfiggere il tarlo del tempo e trasformare in possibile l'impossibile." Leggere ci aiuta a uscire dalla quotidianità spesso mortificante,a costruirci vite migliori,insegnandoci la riflessione, l'anticonformismo,l'inquietudine,la disubbidienza,la comprensione verso gli altri:a uscire da noi stessi e a moltiplicare le nostre esperienze umane.La lettura e la finzione sono necessità imprescindibili per proseguire nel progresso comune,ci risarciscono delle umiliazioni che patiamo,ci vaccinano contro stupidità,ignoranza,fanatismo,ci spingono a cercare nell'immaginazione quello che non abbiamo nella realtà.Per questo i dittatori sono diffidenti e cauti nei riguardi della letteratura,degli scrittori e dei lettori,come verso qualsiasi apertura della mente. Nei libri dobbiamo cercare i nostri maestri,per trasformare "il sogno in vita e la vita in sogno".

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