Elogio della matrigna

Mario Vargas Llosa

Traduttore: A. Morino
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 162 p.
  • EAN: 9788806151676
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Recensioni dei clienti

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    maria cristina aschieri

    22/06/2010 16:25:37

    Solo chi ne ha avuta una, può capire il valore della matrigna. E’ la nuova sposa di papà, quella che gli ha restituito il buon umore e la gioia di vivere, la ragione per uscire ogni mattina e recarsi al lavoro, reggere gli impegni e su di lei concentrare tutta la propria attenzione per i prossimi anni, almeno fin quando la luna di miele non avrà il suo naturale epilogo. Meno tempo quindi per stare alle calcagna dei figli. Generalmente i secondi matrimoni hanno più probabilità di essere duraturi rispetto al precedente, vuoi per merito delle esperienze di cui si è fatto tesoro, vuoi per l’età più adulta, e ciò comporta anche per la prole una prospettiva di maggiore stabilità e continuità di intenti rispetto a prima. Se poi questa continuità sarà pacifica o belligerante, bisognerà verificarlo caso per caso. Spesso l'arduo compito viene assunto dai figli stessi, che ne fanno arma di sopravvivenza a modo loro, secondo regole individuali, creatività e predisposizioni. C'è chi finirà per anestetizzare il legame in un rapporto di appiattimento emozionale, chi si renderà diabolico persecutore della coppia, chi se ne andrà di casa sbattendo la porta. Riuscire ad ipotizzare con ottimismo una stabile, idilliaca serenità è quasi sempre pura utopia. Vegas Llosa ci racconta una delle tante storie possibili, col suo modo sofisticato che qui sconfina in raffinato virtuosismo dal sapore un po' decadente, quasi dannunziano. Innocenza e corruzione si intrecciano in modo conturbante in pagine di rara efficacia stilistica, che non mancheranno di urtare (miratamente) la suscettibilità morale ed estetica dei più sensibili. Interessante e geniale la trovata di inserire una galleria virtuale di quadri illustrati, rivisitati per l'occasione dall'autore come allegorie delle vicende raccontate. Una sfida letteraria consigliata agli amanti delle chicche e a chi sia cultore della buona scrittura. Sconsigliata invece a generalisti, bigotti e … un pubblico immaturo.

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    Cristiana

    02/11/2009 12:40:05

    Che noia l'erotismo sofisticato dei vecchi. Don Rigoberto, le sue abluzioni e i suoi deliri amatori appaiono ridicoli e falsi. ... Piuttosto rileggetevi Boccaccio o se siete raffinati e con un po' di puzza sotto il naso ....Sade! Voglia di buona letteratura e bassi istini saranno meglio soddisfatti.

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    mari

    27/06/2006 17:57:51

    non è possibile che con un solo euro e 50, e soprattutto dalle bancarelle, io abbia assaporato il piacere di una splendida lettura, quando poi ho speso molto di più per letture non altrettanto soddisfacenti! sicuramente un autore sottovalutato. mari

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    Serena

    28/04/2005 13:48:47

    Una storia sensuale e sottilmente perfida. L'affascinante e matura matrigna attratta dal bellissimo e giovanissimo figliastro, bello come un angelo cattivo. Il passaggio del desiderio che alimenta e distrugge i personaggi di questo romanzo é descritto con uno stile elegante ed originale. La corrente del desiderio passa dal marito, quasi posseduto dal piacere del possesso dei "volumi" della moglie, alla matrigna, appunto, che lo riversa sul bellissimo e diabolico figliastro il quale chiude la linea di erotismo serpeggiante amputandola con un atto di assoluta perfidia senza mai perdere la sua aura d'ingenuo candore. Da leggere sicuramente.

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    Andrea

    17/06/2004 17:51:36

    Elogio della matrigna è scritto bene e particolare è la trovata dei "quadri" che irrompono nel racconto, senza mai però disturbarlo. Don Rigoberto è personaggio quasi donchisciottesco. Peccato per Fonchito, troppo adolescente demoniaco per risultare anche solo verosimile, e che finisce per togliere quasi del tutto il piacere dei sogni erotici che Donna Lucrecia, affascinante e sensuale, accende.

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    Manuela

    14/02/2004 09:34:23

    Fonchito è il magistrale burattinaio delle vite della matrigna Donna Lucrezia e del padre Don Rigoberto; il suo "diabolico" piano verra'svelasto solo nell'ultimo capitolo. Llosa intercala nella trama del romanzo cinque "storie-racconto" che sono precedute da cinque quadri. Idea originale, dove lo scrittore esprime il meglio di se'. Llosa scrive "da grande",l'erotisno con lui diventa un genere rivisitato e reinventato, sdrammatizzato. Il libro è scorrevole e gradevole.

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