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Stephen Vizinczey

Traduttore: M. G. Castagnone
Editore: Marsilio
Anno edizione: 2003
Pagine: 206 p. , Rilegato
  • EAN: 9788831782555

Recensioni dei clienti

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    Luciano

    23/02/2010 09.35.04

    Libro delizioso, intenso e mai banale, che ti trasporta nei segreti intimi dell'amore e del sesso senza essere volgare. Ripercorre con impareggiabile maestria gli anni della guerra e quelli bui del dopoguerra in Ungheria, facendoci vivere pagine intense di storia. Complimenti all'autore, che non conoscevo, che va apprezzato ancora di più, perche' ci svela aspetti non proprio evidenti delle donne. Se poi sono mature ancora meglio.

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    baton

    02/01/2008 07.42.14

    ci sa fare con le donne ma anche con la penna non scherza. questo romanzo ha il respiro di un "classico". o quasi.

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    Eva Kant in ottavo

    25/03/2005 13.06.30

    il campo della psichiatria, le signore agée, le donne che non saprebbero assaporare, i grigi sognatori... che recensioni, signori. non sarà mica che, siccome la scrittura è politica e il sesso pure, allora la storia è proprio lì e non c'è che tirarci su le maniche e metterci mano, o dalla parte della scrittura o dalla parte della politica? (o del sesso)? e che ce n'è sempre troppo pochi come Stendhal, che Visse Scrisse Amò (nell'ordine)?

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    lettorecomune

    08/02/2005 13.55.12

    Le pagine centrali dell’Elogio delle donne mature sono dedicate alla storia dell’Ungheria nei secoli, un inaspettato controcanto alla brevità con cui si consumano gli amori di András-Stephen Vizinczey, una storia di perdita e di resistenza che, più dei momenti di trionfo, - dice l'autore, costretto a fuggire dall'occupazione russa nel 1956 - alimenta l’orgoglio popolare. Perché gli ungheresi “si vantano di essere sopravvissuti all’invasione dei tartari(1241), all’occupazione turca(1526-1700), all’occupazione austriaca(1711-1918) e all’occupazione tedesca(1944-45). Le popolazioni delle grandi potenze tendono a credere che le vittorie siano eterne; gli ungheresi, invece, si interessano soprattutto al declino del potere, all’inevitabile caduta dei vincitori e alla rinascita dei vinti”. Così, velocemente, András passa in rassegna gli eroi di questa storia di resistenza, i vincitori come János Hunyadi e il figlio Mattia Corvino, e i vinti, come Gyorgy Dozsa, Miklos Zrinyi, Ferenc Rakoczi e Lajos Kossuth. Anche i vinti con un’allure di vincitori. Dopo aver sedotto molte donne, Stephen Vizinczey, seduce con la sua storia e rende, nonostante i complicatissimi nomi, seducente anche la storia così poco nota dell’Ungheria.

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    Attilio

    21/11/2004 10.28.06

    Nascosto tra le pieghe di una biografia movimentata e fuori dal (nostro) tempo, ecco un vero, intenso manifesto che cattura l'essenza più profonda di quell'attrazione reciproca, irresistibile, ineluttabile, carnale ed intellettuale, edipica e vecchia quanto il mondo tra giovane uomo e donna matura. Imperdibile per ogni uomo che si sappia riconoscere nel protagonista, incline a perdersi nell'estasiata, dannunziana ammirazione estetica di un corpo femminile maturo, morbidamente elegante ed intrigantemente rubensiano, che come il Partenone si staglia invitto nonostante i segni del tempo e sfida, spazzandole via in un sol colpo dalla scena, le "modernità" senza storia e senz'anima, veline e letterine ed altre insipide, acerbe sciacquette. Lettura propedeutica consigliatissima anche a tutte le signore agée che ancora oscillano tra la noia dei coetanei frequentati compulsivamente per conformismo sociale, ed il dolore di una sensualità matura ed esplosiva, tecnicamente perfetta, che rimane inespressa, sospesa, sprecata, lontana da chi realmente anela a coglierla e valorizzarla.

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    Fausto Fiscina

    25/02/2004 16.08.55

    E' la storia di una separazione dalla propria patria dopo i fatti di Ungheria del 1956, è la storia malinconica di un abbandono mai ripagato da una completa integrazione nel nuovo mondo del successo personale e della totale libertà acquisita (leggasi università del Canada e degli Stati Uniti). La storia di cui sopra è mostrata in un gioco di luci e di rimandi che costituiscono lo sfondo su cui si staglia più marcatamente il susseguirsi di amplessi con donne amate, possedute, violate, scoperte e studiate. Ottima scrittura, lettura consigliata ai soli uomini, le donne non potrebbero assaporare in profondità il fortissimo sentimento di invidia che la storia vissuta trasmette nell'animo e nel mondo di ogni grigio borghesuccio sognatore.

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    luciano

    26/11/2003 13.36.18

    è la cronaca dei primi 35 anni di un giovane che nell'Est europeo cuccava alla stragrande ed ha continuato a farlo quando ha passato la cortina di ferro. Come insegnano i libri di Piero Chiara e Memorie di un gigolò di Giovani Rovai, non c'è niente di più erotico del raccontare cosa succede semplicemente e veramente tra un uomo e una donna. I cosiddetti romanzi erotici (Emmanuele, Histoire d'O ecc.) fanno solo addormentare il lettore normale. Se invece è un depravato e vuole vedere scudisciate e torture, beh, allora siamo nel campo della psichiatria.

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