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Hans Blumenberg, Carl Schmitt

Curatore: A. Schmitz, M. Lepper
Traduttore: M. Di Serio, O. Nicolini
Editore: Laterza
Anno edizione: 2012
Pagine: VIII-227 p. , Brossura
  • EAN: 9788842088905
Oltre a una significativa porzione del carteggio tra Schmitt e Blumenberg, il volume raccoglie documenti vari sotto forma di appunti, tra cui alcuni sinora rimasti del tutto inediti. Attraverso tali documenti è possibile ripercorrere le fasi salienti e, al contempo, risalire agli argomenti fondamentali dell'intensa controversia che, a partire dal 1969 e quindi all'indomani della pubblicazione di Die Legitimität der Neuzeit (1967), divise i due tedeschi in rapporto al tema della secolarizzazione e, più in generale, in rapporto alla fondazione e giustificazione del mondo moderno e delle sue pretese di conoscenza. La polemica, avente per oggetto le questioni sollevate da Blumenberg tra le pagine di Die Legitimität der Neuzeit, non scorre lungo binari meramente accademici e specialistici, ma, al contrario, rimanda al presente storico dei due corrispondenti. Con Blumenberg da un lato e Schmitt dall'altro si fronteggiano infatti non solo due diverse generazioni (il primo è più giovane di quasi trent'anni) e due diversi itinerari biografico-intellettuali. Nel 1970, succedendo a Joachim Ritter, il primo è nel pieno della propria carriera, mentre l'altro è da venticinque anni "persona non gradita" nell'ambito delle istituzioni accademiche ufficiali, pur continuando a esservi presente a livello informale, ma è soprattutto un corresponsabile della politica nazionalsocialista. Da qui deriva, a dispetto del tono formalmente cortese e quasi estraniante dello scambio, l'intransigenza delle rispettive argomentazioni e contro-argomentazioni, a riprova della piena consapevolezza da parte di entrambi degli abissi concettuali e politici implicitamente evocati da quella disputa. Federico Trocini