Eppure cadiamo felici

Enrico Galiano

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 18/04/2017
Pagine: 384 p., Rilegato
  • EAN: 9788811672319

35° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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    Chiara

    09/04/2018 13:21:14

    Ho cominciato il libro aspettandomi una storia poco consistente, prevedendo di dover abbandonare la lettura, invece non solo mi ha presa perché non è affatto scontato e melenso come temevo, ma mi è proprio piaciuto. Ci sono molti spunti riflessivi e agganci culturali e linguistici che non mi aspettavo. Un libro che consiglio vivamente e che accende una luce di speranza adolescenziale dentro.

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    Federica

    09/03/2018 13:02:58

    Scritto in modo semplice diretto ed emozionante, una storia che non può non coinvolgere. Si parla dei ragazzi di oggi ma anche di quelli di ieri, con le emozioni legate al primo amore, le dinamiche del mondo adolescenziale e la visione di un mondo adulto a volte troppo distante.

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    Fabio

    24/10/2017 19:28:19

    La storia è molto piacevole e godibile. Scritto bene con qualche spunto di riflessione ed alcune perle bellissime come la collezione di parole intraducibili. Da leggere dall'adolescenza in su.

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    Michela

    20/10/2017 16:23:50

    Un libro intenso, dolce, pieno di suspence. Gioia e Lo sono due adolescenti in cui è difficile non perdersi: perché hanno tratti di noi, delle persone che siamo stati quando eravamo adolescenti, di quelle che siamo diventate smussando gli angoli e superando le paure di quegli anni. Fragilità che fanno capolino in un'età difficile, insicurezze che si vincono pian piano. E i dubbi. I dubbi che il cuore non vuole assecondare ma per i quali la mente sa perfettamente trovare la via. Un libro bellissimo. Enrico Galiano, grazie

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    n.d.

    15/10/2017 20:08:22

    libro semplice ma che colpisce chi lo legge!

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    Lidia

    09/10/2017 09:05:26

    L'autore, essendo professore, sapeva bene di cosa scriveva: conosce gli adolescenti, sa cosa pensano e come prenderli. Un bel libro che nonostante il contenuto non è per niente scontato e banale. Sempre la solita storiella d'amore adolescenziale ma nasconde un risvolto intrigante. Affrontati bene tutti i temi presenti, personaggi ben descritti e scrittura scorrevole e adatta. Un bell'esordio.

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    Azzurra

    18/09/2017 07:28:05

    Diciamolo subito: i libri belli nascondono sempre delle fregature. La prima è che parlarne è un casino, figuriamoci provare a scriverne una recensione. Perché non basta dire: “Gran bel libro”, ci vorrebbe una parola, forse meglio un aggettivo, che dica: “Le ultime pagine le ho dovute rileggere perché avevo un lacrimone enorme per occhio che mi ha appannato la vista”. Eh, no, “commovente” non mi piace, vorrei una parola che si usi solo per le ultime pagine di un libro, che ci metta dentro l’attesa, la speranza, la tristezza e tutte le altre sensazioni che si accavallano proprio in quel momento lì. La seconda fregatura è che dopo quel momento, dopo che il libro lo hai chiuso, rigirato ancora un po’ tra le mani, posato in libreria (dopo avergli rimesso la sovracopertina), in realtà il libro è ancora lì, nella tua testa, che ti dice di smetterla di avere paura, di trovare colpe negli altri, di indossare maschere, di far finta di niente. Ecco, “Eppure cadiamo felici” di Enrico Galiano (Garzanti) è un libro BELLO. No, non mi è rimasto inserito il tasto con il catenaccio. Il maiuscolo era VOLUTO.

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    Paola

    07/09/2017 13:14:27

    Un romanzo dai toni noir, molto introspettivo, che parla con grande sensibilità e chiaroveggenza di adolescenti fragili, emarginati, incompresi, di dinamiche familiari e sociali malate, ma anche della forza rivoluzionaria dell'innamoramento, del viaggio alla scoperta di sè e del ruolo fondamentale della scuola, della forza salvifica di un docente che sappia amare e comprendere davvero i ragazzi. Galiano dev'essere uno così. Bravo prof!

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    Kiara88

    23/08/2017 19:57:43

    Un libro i cui protagonisti sono adolescenti. Ma si tratta di due adolescenti "atipici". Galiano prende le distanze da quell'universo adolescenziale caratterizzato da stereotipi e conformismo, e ci regala una bellissima storia vista dall'occhio di quell'adolescente "diverso, emarginato, isolato". Quell'adolescente distante dalle mode del momento e di conseguenza "a disagio". Un disagio che trova sollievo solo di fronte ad un'altra persona a lui simile. Così sono Gioia e Lo, due adolescenti soli, non compresi, ma la loro relazione va ben oltre i loro disagi, permettendogli quindi la felicità, la quale sembrerebbe però a breve termine. Un romanzo profondo e commovente, in grado di far emozionare anche chi adolescente non lo è più. Ottimo esordio per l'autore.

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    mariateresa

    20/07/2017 11:35:38

    Bellissimo libro, l'ho apprezzato molto. Il prof. Galiano certamente ben conosce gli adolescenti, e li vede nella veste forse più vera rispetto a quella che hanno con noi genitori. A proposito, mia figlia, appunto adolescente, ha trovato questo libro 'strabellissimo'.... nonostante non ami Moccia e non abbia neppur un social. Consiglio vivamente, magari letto con gli occhi dei ragazzi 2.0.

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    Vito

    07/07/2017 09:52:39

    Un capolavori di libro, una storia adolescenziale che rispecchia in se gli amori, le paure di non piacersi e di non essere compresi dal mondo circostante cercando una strada alternativa in cui primeggiare ed essere più veri e apprezzarsi per il bene proprio. Galiano un grande insegnante (da quanto ho letto) e un grande scrittore (dopo aver letto questo magnifico romanzo). Consigliatissimo.

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    Sandra B.

    05/07/2017 15:28:05

    La Garzanti evidentemente ha puntato su uno "scrittore da social" seguitissimo dagli studenti, ma che scrittore vero non è. La lingua in cui è scritto il romanzo è povera e banale, i personaggi non hanno vero spessore psicologico, e molti dettagli del romanzo stesso sono già stati visti e letti altrove; mediaticamente molto pompato, ma delude le aspettative. L'immagine che tratteggia degli adolescenti è quella stucchevole e mielosa già vista in Moccia e nel peggior D'Avenia. Peccato, un vero peccato.

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    Bruno Petrucci

    20/06/2017 14:53:08

    Bravo professore. Ho letto con enorme piacere e con sorpresa il suo libro. Lei ha scritto un libro bello, maturo, intelligente, che fa riflettere e che, cosa che riesce solo ai giallisti, ti fa smettere di leggere a malincuore. Lei mi ha fatto tornare con la memoria allo stesso perioso della mia vita che considero fondamentale per la mia crescita e nel quale sono nate le amicizie che tuttora esistono. Certo le condizioni sono molto diverse rispetto a quello che ricordo io,( ho 82 anni), ma i turbamenti, le paure, le emozioni, gli abbattimenti e le esaltazioni forse non sono troppo diverse. Ho passato subito il libro a mia moglie che lo sta divorando. Bravo davvero e il suo prof. Bove é impagabile. A quando il prossimo Libro? Complimenti di nuovo

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    Carmela

    31/05/2017 10:40:48

    E' un libro da spiaggia. Avevo aspettative diverse da un libro tanto pubblicizzato. Sicuramente una lettura piacevole, ma superficiale, priva di introspezioni...non ti lascia nulla, a parte l'idea di un bel racconto.

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    angelo

    23/05/2017 08:49:59

    Ingredienti: la solitudine di una 17enne che fotografa le persone di spalle, il mistero di un 18enne raccoglitore di sassi, una collezione di parole uniche e intraducibili di tutte le lingue del mondo, un incontro casuale che genera un amore delicato e sofferto. Consigliato: a chi insegue la felicità attraverso le strade meno battute (fughe, buchi neri, cadute e salite), a chi ricerca cause e conseguenze del disagio giovanile.

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    isabella'70

    15/05/2017 12:30:15

    Ho letto il libro tutto d'un fiato. Non ho potuto fare diversamente. Bello, diretto, coinvolgente, appassionante, emozionante, essenziale..... racconta l'incontro di due adolescenti di oggi e del mondo che gli gira intorno.....ma anche un adulto, ragazzo di ieri, può riconoscere le emozioni immutate del primo amore.

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    Ed è con la stessa semplicità con cui Gioia si affeziona a Lo, che io mi sono innamorata di questo libro, pieno di difficoltà, di giochi della mente, di persone che ti strappano un sorriso e di altre che ti fanno perdere la pazienza. Una storia triste come i bulli a scuola, intricata come l'espressione degli studenti che seguono una lezione del professor Bowe, magico come la consapevolezza che nasce in Gioia quando realizza di aver finalmente trovato una persona in grado di completarla.

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    Sesse

    26/04/2017 20:11:01

    Bello ma sopravvalutato. Ottime le intenzioni ma l'introspezione dei personaggi non è così riuscita

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    Loris 58

    24/04/2017 15:50:52

    Ottimo e basta. Personaggi drammatici e nel contempo ironici, bella trama. Splendido il professore di Filosofia. Ho letto l'intervista in appendice al libro dove l'autore dice di avere altre idee nel cassetto. Bè, amico mio, datti da fare che c'è bisogno di bei libri così.

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    Bruno Izzo

    23/04/2017 10:00:47

    La felicità spesso ci appare un miraggio, solo un’illusione, talora però ci si inciampa, e cadiamo felici. Questo è quanto accade alla giovane Gioia che “è una che non sorride tanto spesso, ma quando lo fa accende la luce”, la cui esistenza appare tutto il contrario del suo nome, fin quando non incontra il coetaneo Lo. Quell’incontro è un momento di amore, è il suo momento, è luce, è tutto quanto serve perché diventi intrinsecamente suo il verso di Rilke “Quando la felicità è qualcosa che cade”. Un bel libro, ben scritto, soprattutto reale e non solo veritiero, l'autore sa perfettamente di cosa sta parlando, dimostra di conoscere perfettamente l'odierno disagio esistenziale dei nostri giovani. Che sì, spesso sbagliano, e cadono, ma le loro azioni sono volte a farli cadere felici, sono dettate dal ricercare l'amore che spesso, troppo spesso, sempre più spesso, a loro manca. E non per loro colpa.

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Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano è arrivato nella mia vita in modo imprevisto. E, proprio come tutte le cose impreviste, ha messo tutto in disordine e mi ha colto di sorpresa in ogni modo possibile. Mi ha emozionato, sorpreso, stupito e mi ha ridotto in lacrime. Ma, ancor di più, mi ha reso felice. E questo non accade con ogni imprevisto, ma solo con quelli migliori. Ma, come mi ha insegnato Gioia, c'è una parola francese per descrivere quello che ho provato leggendo questo libro: Frisson.
Non stupisce che il libro si sia aggiudicato il Premio Opera Prima 2017, né che le sue parole abbiano fatto innamorare migliaia di lettori in tutta Italia. Enrico Galiano è un autore eccezionale, capace di creare meraviglie che solo chi si nutre e respira e sogna parole può generare. E lo dimostrano le schiere di follower che lo circondano: quando si incontra qualcuno che sa raccontare così bene la vita, lo si riconosce.
Ecco perché, se lo avessi conosciuto prima, avrei letto Eppure cadiamo felici pronta all'uragano di emozioni che ha scaturito in me. Ma come ho detto questo libro mi è capitato tra le mani in modo inatteso, perciò l'ho letto totalmente a scatola chiusa. Impreparata alla storia di Gioia Spada, al senso di attaccamento che avrei nutrito nei suoi confronti, al bisogno di leggere altro sul suo conto.
Sebbene non abbia potuto preparare me stessa al fiume di sentimenti che il libro mi avrebbe suscitato, ho la possibilità di avvisare voi. Perciò, siete stati avvisati: questo libro crea meraviglie, brucia di una rara bellezza e sa far male ma, soprattutto, marchia il cuore. Un libro che dovete leggere, che voi siate giovani adesso o lo siate stati. Perfetto per gli amanti di John Green, Jandy Nelson e Rainbow Rowell.
Libri come quello di Galiano sono la prova che la letteratura Young Adult offre la possibilità di dar voce a storie coraggiose e bellissime, dolci e pungenti, che impartiscono lezioni senza voler fare della morale e danno la giusta dimensione a un'età complessa quanto l'adolescenza. Non c'è altro che possa dire se non questo: leggetelo.

Come si racconta un libro che ti si è infilato nel cuore, mettendolo sottosopra per crearvi un ordine tutto suo? Vorrei che la protagonista, Gioia Spada, fosse qui con me, adesso, per suggerirmi una delle parole intraducibili che colleziona, per poter descrivere quello che mi ha trasmesso la sua storia. Mi accontenterei anche di Tonia, l’amica immaginaria di Gioia, e delle sue battutine all’arsenico: sono sicura che saprebbe trovare la battuta giusta per dare senso a questa recensione.
Eppure cadiamo felici è un libro di quelli che non lasciano spazio a distrazioni, che fanno sbocciare pensieri e riflessioni anche sul cemento, che fanno sorridere tra le lacrime e piangere tra i sorrisi. Vorresti leggerlo e rileggerlo, sempre come se fosse la prima volta, e conoscere ancora Gioia e Lo, vedere le loro solitudini incrociarsi a metà strada e dar vita a una luce che abbaglia e cambia tutto. Gioia e Lo, Lo e Gioia, due metà dello stesso vinile scheggiato, pieni di crepe e segreti, pieni di fragilità troppo grandi per essere contenute nel cuore di un adolescente, ma che condivise pesano meno.
Quelle di Gioia, sola contro un mondo che non la capisce, frutto di un amore sbagliato, con un (mitico) insegnate come amico e una passione per le parole intraducibili. E quelle di Lo, misterioso groviglio di segreti amari e dolci fragilità. La loro è una storia di colpi inflitti dalle persone che avrebbero dovuto proteggerli, perché nella vita è così che va. Colpi forti, che feriscono, che creano cicatrici. Ma è anche una storia d’amore. Quell'amore bello, che porta la pioggia dove tutto è arido e mette in luce quello che c’è di buono nel mondo, anche quando ci sentiamo degli alieni. In te, anche quando sei imperfetto. Nella vita, anche quando è cattiva. Ovunque.

Delle vicende che vivono Lo e Gioia non c'è molto che si possa dire. Parlarne troppo, eccedere, le priverebbe della loro improvvisa magia che sorprende dalla prima all'ultima pagina. Quello che si può dire, però, è che la loro storia è bellissima e toglie il respiro, che Gioia è una di quelle protagoniste toste, ma toste davvero. Presa a calci dalla vita, dai suoi compagni di scuola, dalla sua famiglia allo sbando, Gioia ha il cuore pieno di crepe, che però custodisce interi universi. Lei è un cielo di parole intraducibili, troppo buio per essere visto da occhi impreparati.
Ma quando Lo riesce a scorgerlo, quel cielo, tutto si riempie di luce e vita e colori. La loro è una storia d'amore dolcissima, ma anche pungente, un po' come accade con i piaceri più intensi che sono assieme gioia e dolore. Li si adora incessantemente dalla prima all'ultima riga, desiderando di poterti prendere cura di loro, schermarli dalla realtà che ferisce, etichetta, delude, colpisce duro. Li si vorrebbe stringere fortissimo e cambiare il loro destino, ma presto ci si accorge che in fondo il destino sa come farsi perdonare.
Eppure cadiamo felici è un libro che affronta temi cruciali, ma lo fa senza voler fare falsa morale o impartire lezioni sfacciatamente. Come uno dei suoi personaggi secondari, che è tra l'altro il mio preferito, Enrico Galiano è un insegnante e prende sul serio l'adolescenza. Questo non vuol dire che si prenda troppo sul serio, anzi. Il suo romanzo è intriso di intelligenza e sagacia, di sarcasmo e ironia, oltre che di realismo.
Eppure cadiamo felici è quel libro che mi piace immaginare tra le mani dei giovani lettori, perché sono questi i romanzi che segnano, che ci portano intraprendere viaggi che val la pena fare. Ma che vorrei trovare anche sui comodini dei lettori di tutte le età, perché non si è mai troppo adulti per un'emozione tale. Dunque, che voi siate o meno adolescenti, questo romanzo, tanto bello e geniale, merita la vostra attenzione.

Recensione di Glinda Izabel

Luca ti amerò per sempre
Spataro vecchio porco
L'amore è come il profumo facile da mettere difficile da togliere impossibile da dimenticare
Ieri ho scopato con casali 3c e stato bellissimo
Dimentichi la cosa più importante: dimensioni?
Almeno metti l'accento sulle e, analfabeta!

Le conosce ormai a memoria queste scritte, Gioia Spada, eppure ogni mattina non riesce a fare a meno di rileggerle una per una, mentre mastica la sua brioche al mirtillo, seduta a gambe incrociate sulla tazza del water. Fuori dalla porta, le voci di almeno sei o sette delle sue compagne che ridono, si truccano e si chiedono consigli su cosa scrivere a quello stronzo che non si fa sentire mai. Che poi ci scommetterebbe tutta la sua collezione di vinili dei Pink Floyd: è stato quello scemo di Casali a scriverla, quella frase. È proprio il tipo capace di entrare di nascosto nel bagno delle femmine col pennarello in mano a vergare una tale perla di saggezza, per far credere a tutte le ragazze della scuola di essere un vero maschio alfa. Una specie di operazione di marketing, in pratica. Anche abbastanza astuta, va bene: ma che più squallida non si può. E poi, quella E senza accento: una specie di firma, per un ignorante figlio di papà come lui. Suona la prima campanella: le sue compagne sgattaiolano fuori ridendo e Gioia ha ancora da finire mezza brioche.