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Era di maggio - Antonio Manzini - copertina

Era di maggio

Antonio Manzini

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 23 luglio 2015
Pagine: 381 p., Brossura
  • EAN: 9788838933745

23° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Era di maggio

Antonio Manzini

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"Mettilo agli atti, Italo. In una notte di maggio, alle ore una e dieci, al vicequestore Rocco Schiavone piomba addosso una rottura di decimo grado!". Gli agenti del commissariato di Aosta, che stanno imparando a convivere con la scorza spinosa che ricopre il suo cuore ferito, scherzano con la classifica delle rotture del loro capo, in cima alla quale c'è sempre il caso su cui sta indagando. Ma Rocco è prostrato per davvero. Una donna è morta al posto suo, la fidanzata di un amico di Roma, "seccata" da qualcuno che voleva colpire lui. E quando esce dalla depressione si butta sulle tracce di quell'assassino tra Roma ed Aosta, scavando dolorosamente nel proprio passato, alla ricerca del motivo della vendetta, un viaggio nel tempo che è come una ferita che si apre su una piaga che non ha ancora smesso di sanguinare. Però le rotture sono solo cominciate: un altro cadavere archiviato all'inizio come infarto. Un altro viaggio che si inoltra stavolta nel presente dorato della città degli insospettabili. In questo quarto romanzo, prosegue la serie dei polizieschi scabri, realistici e immersi nell'amara ironia di Rocco Schiavone. Ma in realtà, attraverso le diverse avventure di un poliziotto politicamente scorretto, si svolge un unico racconto. Il racconto della vita di un uomo che si scontra con la impunita e pervasiva corruzione del privilegio sociale, nel disincanto assoluto dell'Italia d'oggi.
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    Sara

    09/01/2020 15:07:15

    Appena terminato questo quarto romanzo con protagonista il grande Rocco Schiavone, pieno di ironia e rudezza. Molto bello anche questo libro, intricato quanto basta per tenere il lettore incollato alle pagine e mai noioso. Bravissimo Manzini!

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    kuso

    06/01/2020 13:19:10

    Uno dei migliori libri con protagonista rocco schiavone

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    Toni

    24/09/2019 18:33:04

    Difficilissimo separare la vita passata e presente dell'uomo Schiavone dalla professione di poliziotto soprattutto se per la seconda volta una donna viene uccisa al suo posto. E non è una donna estranea così come non lo era la prima, sua moglie.

  • User Icon

    simona

    02/06/2019 15:31:50

    Ho iniziato da questo libro a conoscere i gialli di Manzini, l'ironia, l'armonia della parola scritta, la suspense e i suoi personaggi irresistibili, su tutti il suo protagonista. Da allora non mi sono più fermata e ho letto ogni suo scritto. Consiglio ogni riga.

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    Tapparella71

    03/05/2019 20:08:13

    Gustoso romanzo di facile lettura; pochi ingredienti dosati a mestiere che contribuiscono a tenere la soglia d'attenzione al giusto livello, senza impegnarti troppo. La storia descritta in questo testo a me é piaciuta; inizialmente l'ho trovata un pochino lenta, ma é stato solo una mia impressione difatti poi é decollata velocemente.

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    Gabriele

    11/03/2019 21:46:56

    Come definire il Commissario Schiavone? Uno straordinario ed unico connubio tra le capacità investigative e la caratterizzazione umana. Manzini crea un personaggio ironico, arguto, profondamente ruvido, umano ed anticonformista, malinconico e lacerato nel profondo da un passato che non lo abbandona. Recandomi di recente ad Aosta, ho ritrovato molti luoghi descritti da Manzini, e respirato molte delle atmosfere presenti nei suoi libri... aspettando da un attimo all’altro di imbattermi in Rocco o negli altri personaggi.

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    greta

    08/03/2019 17:47:55

    Nuovo appuntamento con il vicequestore Rocco Schiavone, romano in trasferta punitiva ad Aosta. Stavolta concluderà le indagini relative al rapimento di una ragazza - narrato nel romanzo precedente - e riuscirà a dare un nome all'assassino della fidanzata del suo amico, morta al suo posto. Una lettura veramente appassionante, divertentissima, da cui emerge prepotente e affascinante il ritratto del protagonista, cui tutto si perdona. Un'altra puntata di cui si intuisce (e si attende!) chiaramente un seguito, che regala personaggi colti nella loro umanità. Consigliato!

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    bamby

    12/03/2018 16:02:07

    Il vice questore Schiavone è un tipo poco raccomandabile, ma molto intelligente.

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    Ciro D'Onofrio

    19/08/2017 21:10:02

    Era di maggio è un giallo accattivante ed incalzante,non più bello dei precedenti che vedono protagonista Rocco Schiavone, per me “Non è stagione” è il migliore, ma sicuramente è garanzia di una piacevole lettura, molto scorrevole e di grande attrattiva. Sapientemente sale la tensione con l’incrociarsi di più intrighi e misteri, non tutti risolti, in cui nulla e nessuno è come sembra apparire. Ma è soprattutto il vicequestore Schiavone, sempre più controverso, sempre più malinconico, che rimbalza e svetta protagonista neppur contorniato da una galleria di personaggi molto efficaci. Il finale aperto lascia immaginare che non è tutto finito qui ed effettivamente a settembre l’ottimo Antonio Manzini riannoderà i fili di una nuova storia con l’amato-odiato Schiavone, come un ulteriore capitolo di un unico grande libro, spesso specchio di un’Italia corrotta e brutale….ed ora aspettando Pulvis et umbra.

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    zombie49

    02/05/2017 10:13:02

    Ad Aosta Adele, la fidanzata di Sebastiano, amico romano del vicequestore Rocco Schiavone, è uccisa con otto colpi di pistola. L’omicidio è avvenuto proprio in casa di Rocco, che la ospitava. Era lui il bersaglio dell’assassino, certo x una vendetta a lungo covata. In carriera Rocco ha arrestato molti criminali, e ora deve scoprire il responsabile, x la propria sicurezza e x punire il colpevole. Deve anche occuparsi di un altro caso: Mimmo Cuntera, esponente della ‘ndrangheta arrestato x il sequestro di Chiara Berguet, figlia di un industriale, e prestiti a usura, è stato ucciso in carcere. Le indagini porteranno a un ambiente di corruzione, dove jet set, politica e malavita organizzata incrociano i loro interessi. E’ forse questo il libro meno riuscito della serie su Rocco Schiavone, una sorta di collegamento fra il precedente “Non è stagione”, in cui Manzini racconta il sequestro di Chiara, e il successivo “7-7-2007”, in cui finalmente svela l’antefatto romano che tanto angoscia il poliziotto. Anche qui, la storia rimane in sospeso, per offrire un aggancio alla prossima puntata. E’ una scelta discutibile, anche se certamente proficua dal punto di vista commerciale. La vicenda gialla è poco avvincente, con qualche punto debole anche nella trama, la suspense è scarsa, e l’intreccio tra malavita, politica e finanza è scontato. Rocco è un poliziotto scorretto, e non solo perché è arrogante, violento, disonesto, ma perché ha un personale senso della giustizia: ammette la vendetta fai da te per sé e per i suoi amici ma condanna e persegue altri, che pure possono avere le stesse motivazioni. L’avversione x la borghesia agiata sconfina nel classismo. Non amo i gialli in cui la vita privata dell’investigatore diventa preponderante rispetto alla vicenda poliziesca, e questa è più la storia di un uomo oppresso da sensi di colpa e legato a un oscuro passato che la descrizione di un’indagine. Lo stile è sempre scorrevole e la lettura piacevole.

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    Luca

    26/10/2016 17:54:05

    Molto bello anche questo romanzo. Articolato, intricato quanto basta ad invogliare la lettura senza scadere in eccessi.

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    Laura

    20/09/2016 11:09:54

    Molto bello anche questo quarto libro della serie di Rocco Schiavone. Penso che le vicende personali del protagonista, narrate all'interno del romanzo, ne abbiano arricchito la trama.

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    Marta

    28/08/2016 11:07:57

    Anche questo libro è stato una conferma, la semplicità che usa Manzini nel descrivere le scene e i suoi personaggi è unica. Ti appassioni inevitabilmente del vicequestore Rocco Schiavone e del suo modo di fare. Consiglio a tutti questa lettura.

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    chicca

    22/08/2016 13:59:37

    W Manzini (come Camilleri, De Giovanni e altri). Il bello di questi autori è proprio l'intreccio tra vicende personali e delitto da risolvere, calato nella realtà italiana di oggi. D'altronde neppure Simenon disdegnava di raccontare gli affari della famiglia Maigret e Agatha Christie infarciva i romanzi di Miss Marple con aneddoti di nipoti e vicini di casa. Il vice questore Schiavone è maleducato, rude e neppure troppo onesto, ma alla fine non posso che simpatizzare con lui. Il consiglio di iniziare a leggere una serie dal primo romanzo uscito è banale ma universale.

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    Miro

    11/07/2016 18:58:27

    Come fa ferrari marinella a scrivere "anonimo"?

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    marco appiano

    06/07/2016 13:55:51

    ahahah anonimo il personaggio del vicequestore Schiavone ahahah è uno scherzo? una barzelletta????? ahahah anonimo Rocco???? ahahah bellissima questa! ahahah ma almeno un PER ME, mettetelo nelle recensioni, che fate più bella figura PS: splendido thriller, PER ME.come tutti quelli della serie. Alterna comicità a momenti di malinconia e pathos. Rocco , personaggio indimenticabile, Manzini bravissimo narratore. What else?

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    Alessia

    29/03/2016 14:43:48

    Non è il miglior libro di Manzini ma si lascia leggere con grande piacere. A mio modesto parere Manzini non imita nessuno e Rocco Schiavone è un personaggio unico.

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    evelyn

    01/03/2016 05:57:46

    letto rigorosamente in ordine, e quindi dopo aver letto i primi tre (entusiasmanti), questo episodio delle peripezie di Rocco Schiavone è quello che mi è piaciuto meno. A differenza degli altri, questo non vedevo l'ora di finirlo, troppo ingarbugliato, troppi personaggi.... ho fatto fatica. Però Rocco mi piace sempre e comunque, tenerissimo con Lupa; io aspetto il quinto episodio, sperando anche in una sua storia con l'isp. Rispoli (mio animo femminile ...) :-)

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    Massimo F.

    31/01/2016 22:13:00

    Forse meno scintillante dei primi 3 romanzi: magari 4 libri in 2 anni hanno un po' affaticato i fedeli lettori di Manzini. Comunque sempre piacevole: un equilibrato mix degli stili investigativi più interessanti della narrativa, con il filo conduttore di un disincanto ed un'autoironia che portano il lettore a riflettere, ben oltre le vicissitudini del buon vice questore Schiavone.

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    AdrianaT.

    27/12/2015 09:38:37

    Anche se di questa più o meno fortunata generazione di ruspanti italici scrittori made in Sellerio ora il mio preferito è Robecchi, questo è un buon Manzini. Un po' lungo, articolato e corposo, ma non pesante come il precedente 'Non è stagione', e comunque un buon Manzini. Il maggio di Schiavone è un mese doloroso e complicato, connotato da un'iniziale disperazione e scoramento, ma da successiva risolutezza e reazione, come è logico che sia. Lui è sempre charmant, sfuggente e problematico come piace alle donne anche se poi ne soffrono, ma se la sua prossima indagine non sarà così dettagliatamente ricostruita e lunga e darà più spazio agli affaires del bel Rocco, mi sa che continuo a leggerlo.

Vedi tutte le 66 recensioni cliente


Antonio Manzini disegna un personaggio straordinario. - Andrea Camilleri

Manzini è riuscito a fare del vicequestore Schiavone un personaggio di cui non possiamo fare a meno. - Antonio D’Orrico

Quando nasce così, spontaneamente, un fenomeno editoriale come Antonio Manzini, cioè un autore che nel giro di pochi anni ha conquistato i lettori, c’è da chiedersi cosa abbia di tanto speciale la sua scrittura. Il fatto che sia stato allievo di Andrea Camilleri all’Accademia d’arte drammatica, ci dà un buon indizio: Manzini nasce come attore e sceneggiatore, ma è la serie con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone a farlo entrare nell’empireo. Lunga serialità, trama poliziesca, personaggi complessi e umani, critica sociale, un amore perduto e molti, moltissimi errori di gioventù. L’editore Sellerio, pubblicando praticamente tutti i gialli procedurali più importanti, ha scritto le regole del genere. Antonio Manzini le ha seguite ma aggiungendo qualcosa in più: una naturale simpatia che ci fa patire insieme al suo burbero Rocco.
Era di maggio non è semplicemente un episodio della serie, ma è il seguito della vicenda già raccontata nel romanzo precedente Non è stagione. Il vicequestore, spedito da Roma ad Aosta forse per punizione, a causa di un grosso errore, è ancora alle prese con alcune questioni irrisolte. Dopo aver sventato il rapimento della giovane Chiara Berguet, figlia di un noto costruttore, e arrestato un esponente di spicco della 'ndrangheta calabrese che aveva tentato di infiltrarsi nel tessuto imprenditoriale di Aosta, Schiavone aveva avuto due amare sorprese: lo 'ndranghetista Mimmo Cuntrera era stato ammazzato nel carcere di Varallo pochi giorni dopo l’arresto. Ancora più grave, qualcuno era entrato nel suo appartamento e, credendolo addormentato nel suo letto, aveva scaricato la pistola su Adele, una delle sue più care amiche, uccidendola al posto suo.
La tentazione di mollare tutto, sparire e non farsi più trovare pur di evitare il rimorso di una nuova assurda morte che pesa sulla sua coscienza è forte, ma questa volta Rocco Schiavone non può scappare. Deve tornare a Roma, rimettere piede a casa sua, dove non entra da quasi un anno, parlare con la gente, rivedere quelli – tanti – che avrebbero voluto la sua morte, affrontare i suoi fantasmi. Poi deve anche trovare il modo di infiltrarsi nel carcere di Varallo, riprendere le fila di un’indagine che sembrava chiusa ma che presenta ancora troppe incongruenze.
Era di maggio segna la rinascita, la presa di coscienza, il colpo di reni del vicequestore, che dovrà tirare fuori tutto il suo ruvido carattere e reagire, finalmente. La notte quando sogna Marina e raccoglie gli indizi che la donna, dall’altro mondo, gli lascia, lo assale una tristezza assurda e straziante. La canzone che canta, negli ultimi giorni di un maggio che non vuole passare, questa volta è quella di De Andrè Ninetta mia crepare di maggio, ci vuole tanto troppo coraggio. Ninetta bella dritto all’inferno avrei preferito andarci in inverno…. È l’inferno che sta cercando, il vicequestore, nel lungo inverno di Aosta? E davvero possiamo illuderci che anche lì non possa penetrare un po’ di sole?

  • Antonio Manzini Cover

    Attore e sceneggiatore, romano (allievo di Camilleri all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica), ha esordito nella narrativa con il racconto scritto in collaborazione con Niccolò Ammaniti per l'antologia Crimini. Del 2005 il suo primo romanzo, Sangue marcio (Fazi).Con Einaudi Stile libero ha pubblicato La giostra dei criceti (2007).Un suo racconto è uscito nell'antologia Capodanno in giallo (Sellerio 2012).Del 2013, sempre per Sellerio, ha pubblicato il romanzo giallo Pista Nera. Secondo episodio della serie: La costola di Adamo (Sellerio 2014).Nel 2015 pubblica Non è stagione (Sellerio), Era di maggio (Sellerio) e Sull'orlo del precipizio (Sellerio). Del 2016 è Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (Sellerio). Altri suoi romanzi pubblicati... Approfondisci
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