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Ralf Dahrendorf

Traduttore: M. Sampaolo
Editore: Laterza
Anno edizione: 2007
Pagine: IX-244 p. , Brossura
  • EAN: 9788842081746
Dahrendorf si propone qui di investigare il rapporto problematico tra intellettuali e potere in quella declinazione complessa che esso ha assunto nel corso del Novecento di fronte all'esperienza del nazismo, del fascismo e del comunismo sovietico. In particolare, si tratterebbe di comprendere le ragioni che spinsero alcuni intellettuali europei a cedere alle tentazioni del totalitarismo e altri a farsi paladini, secondo lo spirito di Erasmo, della libertà e della verità. Prendendo a modello l'esempio di "intellettuale pubblico" offerto da Isaiah Berlin, Karl Popper e Raymond Aron, l'autore propone dunque una sorta di decalogo aggiornato di quelle virtù cardinali – fortitudo, iustitia, temperantia e prudentia – che renderebbero immuni alle suggestioni del partito, della comunità, del leader carismatico e del paradiso in terra. Nonostante l'interesse suscitato dal tema, ciò che non convince fino in fondo è l'impostazione rigidamente ideologica con la quale Dahrendorf finisce per proporre una distinzione piuttosto superficiale tra "buoni" e "cattivi". In più, indugiando spesso sui pettegolezzi relativi alla vita personale di questo o quell'intellettuale, lo stesso Dahrendorf cede alla tentazione di esprimere giudizi infelici: a proposito di Hannah Harendt si dice, per esempio, che avesse "una notevole propensione per idee forse originali, ma alla fine abbastanza sbagliate"; a proposito di Norberto Bobbio, si dice, invece, che avesse "un debole per i comunisti" e "anzi ammirasse Mao, uno dei più grandi assassini di massa del secolo". Dopo aver resistito a oltre duecento pagine piene zeppe di tali considerazioni, viene naturale chiedersi se la "società erasmiana" che ha in mente Dahrendorf sia una setta, un partito o cos'altro e, soprattutto, se valga effettivamente la pena di farne parte.
  Federico Trocini

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    Federico

    01/05/2007 00.38.18

    Deludente: alla fine Dahrendorf non risponde alla domanda fondamentale: gli erasmiani danno un contributo positivo alla lotta contro il totalitarismo? Si limita a definire che cos'è un erasmiano, assumendolo implicitamente e apoditticamente a modello e riassumendo la Storia e le storie di vari erasmiani o non erasmiani o quasi erasmiani per mostrare come si è comportato o si sarebbe dovuto comportare un vero erasmiano nelle varie occasioni. Inoltre Dahrendorf si lascia andare talora a certi giudizi superficiali e parzialissimi che non mi sarei mai aspettato (ma questo è il meno). Resta comunque un libriccino piuttosto interessante per la carrellata di esempi e storie che fornisce (ma anche l'elaborazione della figura dell'erasmiano, per quanto fine a sé stessa in quanto ingiustificata, è interessante: ma non utile).

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    philo

    16/03/2007 17.37.19

    Che dire è da leggere per capire il mondo e comportarsi nel modo giusto davanti ai totalitarismi.

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