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Descrizione


Tutto comincia con un vecchio giudice che vive in una dimora cadente di Kalimpong, alle falde dell'Himalaya orientale, col suo misero cuoco e una cagnetta, Brac, che del giudice sembra l'unico amore. Ma questo terzetto in apparenza dimesso diventa, con l'arrivo della nipote del giudice, Sai, l'epicentro di un terremoto narrativo: dalla New York degli anni Ottanta, dove il figlio del cuoco lavora in una sfilza di ristoranti mandando al padre notizie sempre più allarmanti sulla sua avventura americana, alla Cambridge d'anteguerra dove il giudice ha frequentato l'università, all'Unione Sovietica, in cui si è interrotto il sogno astronautico del padre di Sai.
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Dettagli

2027
Tascabile
01 gennaio 2027
9788845939075

Valutazioni e recensioni

3,5/5
Recensioni: 4/5
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Rigus68
Recensioni: 2/5

Il lato positivo del romanzo è l’aver messo l’accento sulle traversie degli emigranti, di quei milioni che sognano l’America come terra promessa, salvo poi trovarsi emarginati e in condizioni quasi peggiori a quelle del paese di appartenenza. Sintomatica è la storia di Biju, figlio del cuoco del giudice in pensione Jemubhai Patel (il personaggio principale), ridotto a svolgere mansioni di cuoco, uomo delle pulizie, tuttofare nei più umili ristoranti di New York. E a vivere in tuguri affittati per pochi soldi e visitati da topi, scarafaggi e pidocchi. Le sue misere vicende si allacciano alle peripezie nella casa del giudice a Kalimpong, alle falde dell’Himalaya: ricca magione di un tempo, ora in fase di disfacimento, assieme ai sogni di fasti e grandezza di Jemu che si accorge che i suoi ideali di vita si spengono ad uno ad uno in un misero tran tran quotidiano. Sia al di là che al di qua dell’Atlantico è una discesa gli inferi, il degrado che aumenta col passare degli anni, in omaggio alla legge dell’aumento dell’entropia dell’universo. C’è più di un lato negativo. L’ossessivo ricorso a frasi in hindu; lo sfondo storico, confuso e sfocato: un velo di Gandhi, una spolverata di Nehru e poi la lunga descrizione delle rivolte dei Gurkha alla ricerca dell’indipendenza del loro territorio (un’appendice storica sarebbe stata benvenuta). Il racconto è troppo lungo, si perde in mille rivoli. Infine, straordinari voli pindarici. Esempi: “si infilava un dito nell’ano e scavava, di modo che l’accumulo di palline di capra si scaricasse nella dovuta sede … il dito riemergeva ricoperto di feci (p. 139); “il contatto di organi allungati o risucchianti che assaltano e fagocitano … il fetore di urina e di merda mescolato all’odore di sesso” (p. 204). Canti Orfici o coprolalia? Forse Desai non ha letto Les Misérables di Victor Hugo o I Malavoglia di Verga, dove i perdenti conservano una loro dignità umana che in questo romanzo, dove non v’è possibilità di redenzione, sembra mancare.

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maria
Recensioni: 2/5

Mi è sembrato un libro molto complesso- l'inizio caldo e affascinante- per quanto riguarda la documentazione storica merita un cinque, per quanto riguarda lo stile, a volte le frasi sono a effetto e non colpiscono il segno,mi è sembrato uno stile troppo ''lieve'' troppo rosa, troppo romanzato, a momenti infantile, per quanto riguarda la trama l'ho trovato claustrofobico, non va avanti, mi sono molto annoiata, finirlo è stata un impresa e mi è dispiaciuto- forse date le grandi conoscenze storiche di questa scrittrice sarebbe stato meglio scrivere un saggio Interessante comunque , mi spiace dare un commento nella buona sostanza negativo

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biagio
Recensioni: 5/5

Ho trovato per caso l'edizione originale (l'eredita' della perdita)in albergo mentre ero in vacanza. Ritengo che la Desai abbia una scrittura fantastica,lievissima e molto variegata. Obbligatorio leggerla in lingua originale: come il Rushdi dei Figli della mezzanotte si fa apprezzare per leggerezza e poesia. A tutto cio' si aggiunge una trama fantastica centrata attorno a quattro personaggi e ad eventi, momenti e situazioni storico-politiche-culturali-geografiche-religiose molto densi e complessi.Un capolavoro, vi assicuro! Serendipity, vi assicuro che nessun libro consigliato da un critico mi è piaciuto tanto. come lettore forte

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Conosci l'autore

Kiran Desai

1971, Nuova Delhi

Kiran Desai, nata in India, è cresciuta e ha studiato in questo paese ma anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Ora vive tra queste tre nazioni e afferma di non sentirsi "né alienata né sradicata". È la figlia di Anita Desai (insieme a lei nella fotografia a lato), e ha seguito le orme della madre, diventando anch'essa scrittrice.Il suo primo romanzo - Hullabaloo in the Guava Orchard, edito da Faber and Faber a Londra nel 1998, per nulla autobiografico - le è costato quattro anni di lavoro. Un estratto è stato presentato dal New Yorker in un'edizione speciale dedicata alla narrativa indiana, e in Mirrorwork, la controversa antologia curata da Salman Rushdie dedicata a 50 anni di letteratura indiana (1947-1997).Il suo secondo libro, The Inheritance...

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