Traduttore: A. Petrelli
Editore: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Anno edizione: 2017
Pagine: 324 p., Rilegato
  • EAN: 9788867001590

52° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

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Recensioni dei clienti

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    Antonio

    24/11/2017 10:09:57

    Questo libro mi ha lasciato perplesso. Non è il solito thriller psicologico di Dorn. L'autore, probabilmente per uscire da un certo cliché in cui rischiava di intrappolarsi, ha tentato qualcosa di diverso. In questo lo apprezzo. Peccato però che la storia sembri uscita fuori da un horror di serie B degli anni '70. Disturbante, apocalittica, e fine a se stessa. Non ci intravedo nessun messaggio, se non la volontà di costruire una storia terrificante, che (si immagina) si protrarrà all'infinito, vista anche l'osservazione (l'unica parte sensata) fatta da Winter alla fine del colloquio con Laura. Do merito a Dorn di essersi voluto rinnovare, ma il rischio è (così come sta succedendo ai film di Hollywood) di sfornare storie roboanti ma senza senso. Tantissimo fumo e poco arrosto. Speriamo meglio per il futuro.

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    Pluffa

    05/10/2017 07:10:28

    Ammetto che non è stato facile giudicare questo libro. Ho letto tutti i romanzi di Dorn e, nonostante mi siano piaciuti, stavano pericolosamente diventando prevedibili, cosa non di poco conto trattandosi di thriller. Apprezzo quindi il coraggio di questa svolta più fantascientifica e concordo con chi ha scritto che si tratta di un mix tra “Il villaggio dei dannati”, “Gli uccelli” e “Il signore delle mosche”, anche se io non lo trovo negativo. Mi è piaciuto molto fino ad un certo punto poi, sarà per la mancata ribellione agli eventi, sarà per il messaggio così amaro e poco educativo (la vendetta alla violenza con la violenza), mi è scaduto un po’, almeno per i miei gusti. Do quindi un voto medio, nella speranza di un miglioramento nei prossimi lavori di questo autore.

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    slvn95

    18/09/2017 17:38:20

    Ultimo libro uscito di Wulf Dorn, e con questo ho completato la lettura di tutti i suoi romanzi. Amo questo autore, ma devo ammettere che da Incubo, lo stile delle sue trame è molto cambiato, risulta essere quasi più "sentimentale". Se in "Incubo" troviamo le preoccupazioni di un ragazzino, qui invece troviamo le ansie di una donna che sta per diventare madre; la trama quindi è costruita molto diversamente da tutti i suoi precedenti romanzi, si struttura sotto forma di ricordi raccontati in un interrogatorio, ma la narrazione è sempre in terza persona. Il messaggio che l'autore vuole lanciare è davvero molto forte, ed è attualissimo, soprattutto in questi anni di guerra nelle regioni arabe, sud-asiatiche, non sto qui a spiegarvelo perché sarebbe quasi uno spoiler. Nonostante le critiche, a me il libro è piaciuto. E' vero, il finale un po' ti lascia perplesso perché non si capisce se è realtà o fantasia; ma non è obbligatorio che un autore debba focalizzarsi sempre su un genere e scrivere solo quello, ogni tanto è bello cambiare. Non ci sono molti colpi di scena, però in alcuni punti presenta una buona dose di azione e suspance. Si fa leggere molto velocemente. Consigliato.

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    AP

    06/09/2017 18:33:06

    ho letto tutti i libri di dorn e continuerò a non perderne nemmeno uno. se ritorna al suo genere psycothriller. ma questo lascia spiazzati. ll leggi perché ti aspetti il senso logico, il colpo di scena, ti aspetti di entrare nella psiche dei protagonisti. ma più leggi più rimani sgomento dall' inutilità di questo libro. finché non arrivi alla fine, che te lo conferma. Idea di base buona, ma scorre senza senso in maniera pretestuosa e surreale volendo spiegare un argomento importante ma sbagliando approccio. il peggior librp di fantascienza pretestuoso mai scritto. dorn non è questp, dorn è suspense mentale. speriamo beme nel prossimo

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    Aris-34

    16/08/2017 14:01:51

    Che delusione.... da uno scrittore che fino ad ora è riuscito a giustificare razionalmente situazioni teoricamente impossibili attraverso l'analisi dell'anima umana, presenta una storia che va nel senso opposto, totalmente illogica e assurda. Aspettiamo il ritorno del miglior Dorn.

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    Isa

    01/08/2017 13:40:00

    "Nessuno commette errori volontariamente. Nessuno danneggia se stesso consapevolmente. Solo quando riconosciamo l'errore, possiamo trarne un insegnamento."

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    Alberto

    30/07/2017 09:17:20

    Una gran delusione... troppo fantasioso e trascendentale.... spero glielo abbia scritto qualcun altro questo libro. Se invece è il preludio di un cambio genere smetterò di leggerlo (e finora li ho letti tutti appassionandomi).... soldi gettati!!!!

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    Michela

    25/07/2017 11:09:44

    Ho cercato un senso a questo libro, un senso psicologico. Una spiegazione che avesse un minimo di logica. Non ho trovato nulla. Solo una domanda: perché? Mi dispiace veramente perché attendevo con ansia il nuovo libro di Wulf Dorn e mai avrei pensato di rimanerne così sconcertata.

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    andrea

    19/07/2017 11:59:01

    adoro dorn e tutti i suoi libri, scritti magnificamente, creano una tensione nel lettore che non molla la presa dalla prima all'ultima pagina... ma "gli eredi" mi sa di libro insoluto. ben scritto, scorrevole, crea un giusto livello di tensione che però alla fine non arriva da nessuna parte, si risolve tutto in un nulla di fatto. un po' deluso... ma può capitare anche ai più grandi di fare un mezzo passo falso. peccato perché le premesse erano ottime.

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    Dal mio BLOG erigibbi.it

    17/07/2017 07:09:38

    Questo è il mio primo approccio a Wulf Dorn. Gli eredi mi ha catturato fin dalle prime pagine; fin da subito Wulf Dorn è riuscito ad ingigantire la mia curiosità a livelli esponenziali e poi ha cercato di saziarla dandomi piccole briciole di pane che non bastavano mai: non potevo fermarmi, dovevo procedere, dovevo leggere ancora una pagina e ancora una per capire cos’era successo, cosa stava succedendo e cosa sarebbe accaduto. È stata una lettura veramente inquietante: l’idea che dei bambini possano fare o anche solo pensare di fare quello che hanno fatto all’interno di questo libro è sconvolgente, mi mette i brividi e mi fa paura. Non c’è ombra di dubbio sul fatto che l’uomo, l’adulto, stia distruggendo il mondo, stia distruggendo il futuro dei bambini ma arrivare ad uccidere i propri genitori facendo trasparire solo odio dagli sguardi e dai sorrisi è stata una sensazione angosciante e terrificante. Ho apprezzato moltissimo quando si è cercato di dare una spiegazione razionale a quello che veniva raccontato da Laura Schrader, in particolar modo cercando di trovare un giusto disturbo psicologico ai sintomi (che sintomi non erano) da lei manifestati ma era abbastanza evidente che tutte le spiegazioni che lo psicologo Winter provava a dare non erano sufficienti, non potevano funzionare perché troppe cose non quadravano. Io vi consiglio questo libro perché può tenervi incollati dalla prima all’ultima pagina. Ha un tocco di fantastico perché (spero!) un fatto del genere è pressocché impossibile possa accadere però se vi lasciate trasportare all’interno della storia senza pensare che “questa cosa non potrà mai succedere” beh, sarà una lettura accattivante ed inquetante che vi farà passare momenti inquietanti.

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    Alida

    04/07/2017 19:27:24

    Ma cosa gli è venuto in mente, dopo i bellissimi libri che ha scritto? Non vedevo l'ora di leggerlo......mah!!

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    Marina Reds

    22/06/2017 17:54:39

    Pollice verso. Non mi appassionano queste storie apocalittiche, ricordo che tutti gli autori, prima o poi vi si cimentano ma il risultato e' decisamente poco interessante. Avevo davvero una grande aspettativa che, purtroppo, e' stata delusa......che peccato!

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    TONYCOSTA

    16/06/2017 07:28:52

    Dopo aver letto questo libro,posso solo dire che non mi è piaciuto. TONYCOSTA

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    isabella 70

    31/05/2017 19:27:46

    E' il primo libro che ho letto di questo autore e il rpimo di questo genere letterario. A me è piaciuto molto: avvincente, inquietante, spietato....forse con qualche eccesso truculento. In particolare verso la fine, proprio quando tiri un sospiro di sollievo perchè pensi che sia stata trovata una risposta ragionevole a quanto successo....arriva l'amara verità a lasciarti nello sgomento. Penso di leggere gli altri libri scritti dall'autore.

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    Marco

    15/05/2017 17:57:39

    Un passo falso. Un brutto mix de "Gli uccelli", "Il villaggio dei dannati" e "Il signore delle mosche". Le prime 50 pagine illudono e sembrano presagire una buonissima storia. Poi tutto crolla: storia inverosimile, eticamente e moralmente discutibile, senza capo nè coda. D'accordo che da Dorn ci si aspetta sempre un finale "a sorpresa", ed è giusto che lo scrittore percorra anche nuove strade, ma qua non c'è nulla da salvare.

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    Fausto 74

    12/05/2017 19:59:10

    Due stelle perché ho sempre apprezzato Dorn...ma questo è veramente orrendo....trama senza senso finale da incubo...quasi non volevo credere che era finito....stavolta deluso non altezza della sua fama..

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    Antonio

    05/05/2017 17:27:25

    "Eravamo tantissimi - disse sottovoce -. Troppi. E abbiamo lanciato i sassi nel lago per tanto tempo. E alla fine ne è bastato uno soltanto per provocare un’inondazione. Capisce quello che voglio dire?". Questo romanzo non è altro che un viaggio nei peggiori incubi della nostra mente. Godibilissimo, scorre via quasi come bere un bicchier d'acqua. Unico neo, che comunque non ne compromette l'ottima lettura, è la prevedibilità della trama: già dalle prime battute, dalle prime pagine, capisci cosa sta per succedere. Consigliatissimo a chi ama i thriller psicologici.

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    Luca D.

    30/04/2017 16:44:54

    sara' che questi scenari non mi appassionano piu' di tanto e i passaggi molto crudi ed a volte macabri non mi hanno mai esaltato ma direi che e' un vero pugno allo stomaco. Fa riflettere sul finale e percio' ho messo due stelle al posto di una. Non credo acquistero' altri libri di Dorn

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    Deludente

    29/04/2017 15:18:04

    Ho iniziato questo libro fiducioso del fatto che nel corso della lettura avrei ritrovato tutti gli elementi che mi hanno fatto appassionare a questo scrittore, mistero, tensione, immedesimazione nella sfera psicologica dei personaggi, ma avvicinandomi alla fine la mia fiducia è andata esaurendosi. "Gli eredi" segna un cambio di rotta troppo drastico, con situazioni paranormali( sembrava di leggere S.King) e abbastanza inverosimili. Anche il finale, è parso affrettato e privo di quel colpo di scena (presente in altri libri dell'autore) in grado di "dare una spiegazione" logica al racconto. E' rimasta, al contrario, la scrittura veloce e scorrevole, che intrattiene agevolmente e consente di arrivare a terminare il libro in poco tempo

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    Francesca

    25/04/2017 12:13:49

    Adoro wulf dorn, ma questo libro mi ha lasciata un po' scettica ... è diverso dal suo genere, ma vale comunque la pena leggerlo !

Vedi tutte le 21 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

È una notte buia e tempestosa e il dottor Patrick Larsen sta guidando a bordo della sua automobile per raggiunger la sua ex moglie. Della donna, che vive assieme alla loro figlia Mia, non ha più notizie da troppo tempo. Proprio quando la bufera si è fatta più intensa, il dottor Larsen nota una macchia uscita dalla carreggiata. Desideroso di aiutare il malcapitato autista, Larsen interrompe il suo viaggio, accosta la sua auto e si dirige verso la vettura ferma. Con suo grande stupore, dentro l’automobile, Patrick Larsen trova Laura, la sorella della sua ex moglie, gravemente ferita e priva di sensi e, nel bagagliaio della macchina della donna, il corpo senza vita della piccola Mia. Le parole sussurrate da Laura, poco prima di perdere i sensi, convinceranno il dottor Larsen a proseguire nel suo viaggio per cercare di capire cosa sia successo. Nel frattempo Laura, recuperata e soccorsa grazie a una telefonata fatta dal dottor Larsen poco prima di ripartire, si sveglia nel reparto di psichiatria dove ad attenderla ci sarà il dottor Robert Winter, stimato psicologo che già in precedenza aveva collaborato attivamente con la polizia. Winter è preparato e pronto a tutto. Ha sentito le storie più assurde e visto le cose più incredibili. Ma quello che racconterà a lui Laura sarà la storia più agghiacciante e terribile che si possa udire. Dietro la morte della piccola Mia e la scomparsa di numerose persone si cela una terribile minaccia da cui nessuno è al sicuro.

“Lei vorrebbe che il commissario capo arrivasse qui e concludesse qui la cosa, vero?” “è vero” confermò lui. “sono stanco. E deve esserlo anche lei.” “è sicuro che lui sia ancora qui?” domandò Laura “forse, nel frattempo, la cosa si è già messa in moto anche qui in città. Anzi, di sicuro. Allora sarebbe una fortuna che lei sia qui rinchiuso e che la porta abbia un codice di sicurezza” [..] “vorrei non succedesse. Ma né lei né io potremmo impedirlo. La differenza è che lei ha ancora la possibilità di togliersi la vita da solo. Mentre io…”  (Laura e Robert, pag 286)

Il mio primo incontro con Wulf Dorn è avvenuto con la lettura del romanzo “Phobia”, pubblicato da Corbaccio nel 2014. Un libro interessante che mi aveva colpito profondamente, sia per la tematica trattata, sia per lo stile con cui l’autore intratteneva il suo lettore. Quando ho preso tra le mani “Gli eredi” mi aspettavo qualcosa di simile. Un thriller mozzafiato, una spietata caccia all’uomo, una storia avvincente con un finale “classico” dove il cattivo viene arrestato o almeno dove si fa definitivamente luce sui misteri che si sono precedentemente incontrati. Non è stato così. Attenzione. Non sto dicendo che il libro sia brutto, o illeggibile, al contrario ho trovato questo libro assai bello. Sto dicendo che non ho ottenuto nulla di quanto aspettavo. Dorn, che nel corso del tempo sembra aver intrapreso una strada narrativa più simile a quella di Stephen King che a quella dei classici autori di thriller tedeschi, ha creato un libro sconvolgente e allucinante che, oltre a incantare e raggelare il proprio lettore, lo porta a porsi delle domande importanti e a riflettere su diverse tematiche. Vorrei potervi dire di più, avrei molto da scrivere su questo libro, ma per fare ciò dovrei scendere molto nei dettagli e vi rovinerei, di sicuro, la sorpresa che questa interessantissima lettura vi offrirebbe.

Posso concludere questa breve recensione dicendovi che questo non è un romanzo come altri. È un brivido fatto libro.

Splendido.

Recensione di Gabriele Scandolaro