Un eremo non è un guscio di lumaca

Adriana Zarri

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 15 febbraio 2011
Pagine: XV-265 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806205577
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Descrizione

«Qualcuno dice che mi sono "ritirata" in un eremo; e io puntualmente reagisco. Un eremo non è un guscio di lumaca, e io non mi ci sono rinchiusa; ho solo scelto di vivere la fraternità in solitudine. E lo preciso puntigliosamente per rispondere all'obiezione che concepisce questa solitudine come un tagliarsi fuori dal contesto comunitario. E invece no. L'isolamento è un tagliarsi fuori ma la solitudine è un vivere dentro».

Adriana Zarri decise nel 1975 di imprimere una svolta "radicale" alla sua vita monastica e di abbracciare l'eremitaggio. Intraprendendo una scelta di vita che privilegia la solitudine e il silenzio. Quello che con questo racconto di esperienze, ricordi e riflessioni di vita contemplativa, vuole offrirci è una particolare, concreta e umana idea di monachesimo. Una scelta di solitudine può essere infatti un luogo fecondo di incontro, il silenzio contemplativo può essere un modo di parlare più forte e meglio a tutti ed essere un luogo dove racconto e realtà convivono e si contaminano, dove "lo studio e la riflessione sono impastati di vita". Nel libro, Adriana Zarri illustra via via diversi aspetti della sua vita: dalle circostanze che l'hanno spinta verso questa decisione, all'organizzazione pratica della casa e delle sue giornate, al rapporto con la natura e il ritmo delle stagioni, alla relazione con il mondo secolare e i mezzi di comunicazione, alle paure e pericoli che nascono da una vita simile, agli animali che le fanno compagnia. Agli incontri con amici, scrittori e intellettuali, che vengono a trovarla e a discutere con lei. Ma ogni argomento, anche il più umile e quotidiano, è trattato con bonaria e umanissima ironia (e autoironia). E soprattutto diventa lo spunto per una riflessione sulla meditazione e sul silenzio necessario affinché ognuno possa trovare la sua voce: perché "occorre avere del silenzio un concetto vitale e non formale".

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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    27/05/2014 12:10:14

    Specchio di una personalità non comune, spaccato di una vita volutamente estrema e toccata dall'essenziale semplicità che pacifica e conforta, la Zarri si fa voce in questo libro di ogni zolla di terra che la abbraccia e la forma almeno quanto di altissimi concetti affrontati con piglio e sensibilità intensissimi. Narrazione di cose e di Dio, di Dio nelle cose, di un silenzio rincorso e trovato nel cuore di un casale che è reggia di raccoglimento, di un gatto che è più di un compagno di strada, e di tanti incontri umani caldi e proficui dove la luce delle parole tenta davvero di penetrare il fondo spesso amaro e sofferto della realtà. Una donna rocciosa e squisita, intransigente e modesta, qui mostrata nel suo animo contrastato, ma ricchissimo e fiero.

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    ant

    08/12/2011 18:51:25

    Ho sempre ammirato la Zarri come una pensatrice eccelsa, soprattutto la conoscevo come personaggio tv in quanto ricordo le sue apparizioni e in particolar modo le sue singolari opinioni espresse in noti programmi televisivi. Questo libro non è altro che la conferma, per quanto mi riguarda, delle notevoli capacità di ragionamento e di eloquio di questa donna. In questo testo la Zarri ci racconta di come lei abbia voluto affrontare la parte finale della sua vita in un modo inusuale per tanti di noi, praticamente la scrittrice ci descrive del suo vivere da eremita immersa nella campagna torinese a stretto contatto solo con piante,animali,ruscelli,insetti e soprattutto...tanta preghiera e tanto lavoro svolto da sola per mantenere sia la cascina che la campagna circostante. Attraverso queste profonde pagine ho recepito l'importanza del lavoro, inteso sia come sostegno del proprio vivere e del proprio sostentamento, che anche come mezzo per avvicinarsi di più alla spiritualità; naturalmente poi tante pagine sono anche dedicate all'importanza della preghiera. Una cattolica semplice ed essenziale la Zarri ma mai irregimentata in pensieri ferrei e poco flessibili, infatti come accennavo nelle righe sopra è sempre stata molto singolare nelle sue prese di posizione, tanto da meritarsi insieme a Don Gallo la qualifica di rivoluzionaria del cattolicesimo.A detta di molti i testi della Zarri e le opinioni di Don Gallo sono in grado da soli di mettere in crisi e rifondare la fede di un comune cattolico. Un ultima cosa che tengo a dire e pubblicizzare è che attraverso questo testo il significato di eremita e di solitudine vengono stravolti, infatti pagina leggendo si capisce benissimo che isolarsi dagli altri in questo caso è solo per vivere più intensamente la campagna e quindi l'opera di Dio, cercando di curare al meglio sia noi stessi che tutto quello che ci circonda... e se permettete è un messaggio importantissimo e da tenere in conto. Libro x meditare. Saluti

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    M.T.

    15/03/2011 19:15:34

    Una scrittura limpida e tesa capace di farci condividere le asprezze e le bellezze della vita solitaria. Sottesa, però, a questa egregia capacità ho avvertito una sorte di acredine verso l'"altro" (come scrive la Rossanda nella prefazione per esempio Madre Teresa), una tensione non pacificata verso la Chiesa che la Zarri identifica a pie' pari col clericalismo.

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