Eros e Qabbalah

Moshe Idel

Curatore: E. Zevi
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 21 novembre 2007
Pagine: 370 p., Brossura
  • EAN: 9788845922336

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Aspetti delle religioni non-cristiane - Vita e pratica religiosa

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Descrizione
Il maschile, il femminile e le relazioni erotiche che ne derivano costituiscono, fin dall'epoca più remota, anche un modo di pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti che intercorrono fra essi. In Occidente, alla tradizione di pensiero che da Empedocle e dal "Simposio" di Platone giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva e l'interpretazione del "Cantico dei Cantici" sono i fondamenti da cui si sviluppano speculazioni che estendono la sfera del pensiero erotico fino ad abbracciare la dimensione intradivina, creando una molteplicità di coppie sessuate che si rifrangono specularmente a tutti i livelli della realtà. In questo libro Moshe Idel, lo studioso che ha ripreso e sviluppato in nuove direzioni le indagini di Scholem, si addentra in quella che egli definisce la "cultura dell'eros" peculiare dell'ebraismo, dove il rapporto sessuale non solo assolve a un comandamento fondamentale, ma ha una valenza cosmica, poiché esercitando un'azione teurgica sulla sfera superna favorisce di riflesso l'unione di Dio con la sua consorte, la "Shekhinah", ovvero la sua presenza immanente, e fa così discendere sul mondo la benedizione dell'influsso divino. L'eros rappresenta dunque una via d'accesso privilegiata tanto alla conoscenza teosofica quanto all'esperienza mistica.

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    Fabrizio Porro

    20/11/2011 16:43:25

    Separato dagli altri, per scelta o per coercizione, l'ebreo ha spesso costituito un grande mistero agli occhi dei suoi vicini. Misteriosi i suoi riti, misterioso il suo stile di vita che ha generato miti e pregiudizi anche riguardo alla sfera sessuale. Totale ascetismo o piena e gioiosa gratificazione del desiderio sessuale? Tra questi due estremi si è evoluta la storia dell'erotismo nel mondo ebraico. Ma in mezzo c'è una lunga vicenda di gioia e di lacrime, di sudore e di sangue (sia in senso metaforico che letterale).L'ebraismo ci guida con maestria in questo cammino che parte dalla Bibbia e arriva fino ai giorni nostri, passando dal re David a Woody Allen, dalla Lettera sulla santità al Lamento di Portnoy. E fra tante voci maschili, dapprima nascosta e flebile, poi sempre più forte e determinante, la voce delle donne. Opera divulgativa ma scientificamente documentata, il libro di Idel ci conduce in questo viaggio affascinante che riserva non poche sorprese sia al lettore comune che allo studioso. Se prendiamo in considerazione la Bibbia ebraica, e non solo la Qabbalah, certamente è chiaro come la dimensione erotico-sessuale sia stata perfettamente integrata nella sua Weltanschauung, del tutto libera da visioni pessimistiche e negative del sesso e della corporeità, mentre non trova posto in essa alcuna forma di sessuofobia, grazie ad un'antropologia profondamente ancorata alla dottrina della creazione compiuta da Dio, in cui tutto è "molto buono". "Nell'ebraismo il rapporto sessuale è considerato generalmente come il segno del vincolo che assicura l'unione di due persone per tutta la vita nel reciproco sostegno, nel piacere, nella procreazione e nell'educazione dei figli. Non c'è nell'ebraismo l'ossessionante concetto che i rapporti sessuali siano, in qualche modo peccaminosi. Il corpo umano non è stato né divinizzato né rinnegato. (?) Il fatto che la pratica del sesso sia accompagnata da intenso piacere è, per il credente, un'ulteriore prova della bontà di Dio.

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