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Massimo Bucciantini

Traduttore: N. Simborowski
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 165 p. , Brossura
  • EAN: 9788806207342

Il saggio si inserisce all'interno del ciclo di "Lezioni Primo Levi", promosso dal Centro Internazionale di studi dedicato all'autore e che ha per oggetto tematiche vicine alla vita e agli interessi dello scrittore torinese. Bucciantini individua un nesso molto stretto tra la scrittura di cui si serve Levi nelle sue opere, prima fra tutte Se questo è un uomo, e il metodo scientifico usato da pensatori come Galileo e Einstein. L'obiettivo è dimostrare che non esiste un Levi scrittore distinto dal chimico, dal sopravvissuto e dal testimone. Egli è "un'unica anima, priva di saldature", la cui formazione di uomo di scienze l'ha accompagnato e influenzato per tutta la vita, nella scrittura e nelle capacità di osservazione e di analisi che non vennero meno neppure durante l'esperienza del lager. Il termine "esperimento", presente nel titolo, nasconde una duplice valenza: fa riferimento sia all'esperienza vissuta da Levi nel campo di concentramento di Auschwitz, sia all'intenzione di far compiere al lettore un esperimento mentale, coinvolgendolo e attivando la sua immaginazione, in modo da renderlo partecipe delle vicende. Ci si può chiedere: perché, se si tratta di un'esperienza realmente vissuta, Levi invita il lettore a usare l'immaginazione? Quest'ultima è il mezzo attraverso cui diventa possibile, per chi non ha vissuto quegli eventi, riflettere, comprendere e credere. "Occorreva che i lettori lo immaginassero, che fossero invitati a riflettere su vicende e fenomeni a loro completamente ignoti e che avevano un'alta probabilità di non essere considerati reali". Nell'ultima parte del saggio sono molto interessanti le riflessioni, originali, compiute dall'autore sulla zona grigia, la quale ci mostra che il male "non nasce tutto intero, non è grande e ben visibile ma ha le dimensioni del piccolo, del dettaglio. Il male è puntiforme e procede per accumulazione".
Elena Fallo