Categorie

Michela Marzano

Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2009
Pagine: 202 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804591290
Michela Marzano è una filosofa italiana che lavora a Parigi. In questo libro ragiona sui problemi e sulle assurdità che nascono dall'estensione di modelli e metafore aziendali alla vita privata e pubblica. Una parte della letteratura economica ha ben messo in evidenza che l'impresa propone e impone ai suoi dipendenti modelli di ragionamento e rappresentazione del mondo. È un fatto inevitabile, le cui implicazioni, però, vanno bel oltre il mondo del lavoro. Infatti, le persone tendono a estendere i modelli mentali, in maniera inconsapevole, anche a situazioni diverse da quelle dove li hanno appresi. Da questo micro-fondamento implicito parte il libro: i valori inculcati dalle organizzazioni ai propri dipendenti possono rappresentare una forma di manipolazione che amplia e cambia il conflitto tra impresa e lavoratore e determina uno sfruttamento subdolo e completo perché influenza anche la sfera privata e crea paradossi difficili da vivere. Apprendere significa imparare regole e fissare comportamenti: come si può allora, imparare ed essere allo stesso tempo flessibili (una delle necessità imposte ai lavoratori)? Anche l'ottimismo diventa una trappola. L'idea che si possa fare tutto – che il successo dipenda solo dall'impegno e da capacità completamente malleabili – condanna i lavoratori a sentirsi colpevoli, inadeguati e frustrati, quando le cose vanno male (sul lavoro o nel privato). La manipolazione prende anche un'altra forma: i metodi aziendali sono ritenuti efficienti; diventa quindi naturale applicarli alla politica e alla stessa ricerca scientifica, con risultati assurdi. Questo libro serve dunque anche a capire il ruolo della filosofia: discutere e analizzare i concetti e le parole, mostrarne significati e limiti, per cercare di uscire dalle trappole del linguaggio.
Marco Novarese

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Gianluca

    11/11/2010 11.12.22

    L'idea di fondo è semplice e intellettualmente onesta: non si può essere liberi se non si ha la possibilità (come accade nelle aziende) di definire i propri obiettivi, ma si è solo valutati in modo ossessivo e soggettivo su quanto viene deciso da altri. Scorrevole e brillante, solo un pò ripetitivo in alcune parti.

  • User Icon

    M. Massone

    08/03/2010 15.53.48

    Il merito è certamente nella scelta del tema, molto interessante ed attuale, ma il libro è molto polarizzato su posizioni "di sinistra" e ripetitivo. Non sono riuscito a terminarlo.

  • User Icon

    Andrea

    27/10/2009 18.48.23

    Non è che l'inizio....speriamo

  • User Icon

    Sebastiano Abbenante

    30/08/2009 08.25.10

    Un libro rivelatore ed insieme autorevolmente impreziosito dalle citazioni (ben 324 note). Il Pamphlet di Michela Marzano stupisce, attrae, soddisfa, allieta l’intelletto ed in ultimo riscatta la capacità del pensiero umano di disvelare i sofismi imperanti. Il titolo può proporre l’inganno di quei testi che vogliono propinare un catalogo di ricette da anteporre all’ideologia del management, che nelle aziende ha assunto ormai connotazioni da assioma, senza dimostrarne le motivazioni e le finalità reali. E’ invece una critica disvelante, fatta con metodi tipici della filosofia applicata a fenomeni quotidiani, articolata nel linguaggio e nei riferimenti, tale da renderla radicale, documentata, ontologica e linguisticamente dosata. Il tema è di quelli che connotano fasi storiche: l’estendersi dell’ideologia del management non solo dentro i luoghi in cui è stata concepita: le aziende, ma il riutilizzo delle stesse metodiche di coinvolgimento in ambiti prima immuni: la politica, la vita sociale, la ricerca e la scuola, la stessa gestione dei consensi e dello stato nazionale, l’economia globale. Era l’ora che un libro di tale spessore e robustezza venisse proposto al pubblico italiano oltre che francese. Da consigliare, in primis, a tutti i consulenti di management per insinuare che la reazione alla manipolazione ideologica aziendale e al finto modernismo è forse già iniziata.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione