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Richard Ford

Traduttore: R. Duranti
Editore: Feltrinelli
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 199 p. , Brossura
  • EAN: 9788807884399

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    30/09/2015 17.02.16

    Interessante esercizio di stile sul genere noir d'ambientazione messicana e con forti venature hemingwayiane, il secondo romanzo scritto da Richard Ford scivola tuttavia di tanto in tanto nel bozzettistico. Il Leitmotiv è una riflessione sul principio dell'adattamento, sulla spinta inerziale a lasciarsi andare al peggio con la stessa leggerezza con cui ci si adatta all'accettabile. Al punto che certe persone «lasciano che le cose a cui si sono abituate vadano avanti fino al punto di non accorgersi che quello a cui si sono abituati le sta uccidendo» (p. 152). Questo elemento si intreccia con la sindrome del reduce, che spinge il protagonista, Quinn, ad infilarsi in situazioni che sono molto al di là dei suoi limiti.

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    stefano

    20/04/2015 12.30.39

    Un romanzo di frontiera. Ford racconta una storia torbida, crepuscolare, violenta. La tensione cresce progressivamente, in modo lineare, esemplare. I personaggi principali si muovono in una atmosfera cangiante, composta di contrasti accesi ed intensi. I rapporti umani sono ambigui, fragili, tesi. Ford compone una breve sinfonia in crescendo, che inizia sorniona e termina con il botto. La scrittura è fluida ed ipnotica, elegante, una vera e propria perla nella produzione di Ford.

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    Roberto Agostini

    30/10/2014 10.16.19

    Di ritorno dalla guerra del Vietnam - il grande Nam - Harry Quinn è uno dei personaggi all'avventura nell'America profonda di Richard Ford (nato nel 1944), uno dei talenti della sua generazione: il mito del self-made-man di successo s'infrange contro la scrittura splendida e rabbiosa dell'hemingwaiano Ford, che ama le sue storie e ci fa immedesimare in paesaggi che si aprono come fiori. Qui siamo a Oaxaca, Messico, avamposto delle guerriglie, della violenza di soldati e poliziotti, dei corrieri zeppi di droga che vanno e vengono dagli States, delle prostitute e dei "campesinos" trattati come rifiuti, ma anche di hippies e frotte di turisti. Il trentunenne Quinn si è impegnato a ungere le ruote per far uscire dalla "prisiòn" Sonny, fratello di Rae, la sua ex incontrata alle corse dei cani, anche lei errabonda precaria. Ma le cose sono complicate da Sonny, che ha tradito il cartello, appropriandosi di due chili di cocaina e si è messo al sicuro facendosi arrestare. Da un certo "momentito" inizia il precipizio e finirà male per il prigioniero, in mezzo ai regolamenti di conto delle gang di corrotti e corruttori, mentre il racconto spesso svaria - Ford è un sociologo oltre che il narratore coinvolgente - a una realtà inquinata dalla criminalità che fa rima con povertà e abbandono, mentre per paradosso i pullman continuano a scaricare allegre compagnie di visitatori - ma repentina anche qui arriverà la tragedia. Anche "l'amore è una specie di perdita", ma pur inconsolabili nelle loro solitudini Harry e Rae tornano a desiderarsi proprio qui, al centro della sconfitta: Sonny morirà come gli altri comprimari e le tenebre su questo Messico non si dissolvono. Questo romanzo ormai classico del 1981 torna a imporsi come voce data a un reduce, che conosce la violenza e la rigetta per l'amore, in una lunga attesa che qualcosa si compia, nella migliore tradizione del romanzo americano "on the road", pieno di umori, tormenti, visioni. Se la fortuna vi assiste.

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