Il fabbro di Predappio. Vita di Alessandro Mussolini

Vittorio Emiliani

Editore: Il Mulino
Collana: Intersezioni
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 26 ottobre 2010
Pagine: 188 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788815139689
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Descrizione
D'origine predappiese, parente dei Mussolini, Vittorio Emiliani ha raccontato in precedenti volumi le vicende locali della famiglia del duce: dapprima nel «Paese dei Mussolini» (Einaudi, 1984), poi nei «Tre Mussolini» (Baldini e Castoldi, 1997). Questo nuovo volume è dedicato al padre di Benito, Alessandro. Primo dei Mussolini a lasciare il lavoro della terra per il mestiere di fabbro, fin da giovanissimo acceso militante dell'anarchismo rivoluzionario poi del socialismo, amico di Andrea Costa, assessore e lungamente consigliere comunale a Predappio, Alessandro Mussolini è una figura tipica della turbolenta Romagna di fine Ottocento, malata di «pulètica». Facendo tesoro della memoria familiare e locale oltreché della sua approfondita conoscenza della storia dell'anarchismo e del primo socialismo, Emiliani traccia un puntuale e gustoso ritratto del «padre del duce» (di cui il 19 novembre prossimo cade il centenario della morte) e del suo ambiente mostrando infine come il figlio Benito tendesse poi a metterne da parte la memoria, insieme a quella della propria giovinezza rivoluzionaria.

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Non è solo, come suggerirebbe il suo sottotitolo, una biografia del padre del duce quella che emerge dal libro di Emiliani. Si tratta piuttosto della ricostruzione, in parte quasi romanzata, ma comunque accurata e documentata, di uno spaccato di vita politica e culturale romagnola tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. La figura di Alessandro Mussolini, detto Sandrein, si interseca con quella di molti illustri conterranei, tra cui figurano pure gli antenati dell'autore, più volte citati, e animati dalle stesse passioni politiche. Ricorre così spesso il nome di Andrea Costa, seguace prima di Bakunin e poi diventato primo deputato italiano socialista, ma anche quelli di molte altre figure di primo piano della vita politica e culturale romagnola: i fratelli Carducci, Cipriani e Nenni, solo per citarne alcuni. Dal libro emerge il ritratto di un fabbro inoperoso e lontano dalla famiglia, ma attivissimo in politica prima sul fronte anarchico e poi su quello socialista, protagonista di larga parte della storia forlivese di quegli anni e, per il suo carisma nell'arringare le folle e nell'incitarle alla rivolta, più volte incarcerato. Il rivoluzionario Alessandro, sottratto alla politica solo dal dolore per la morte della moglie, appare così come l'alter ego dello scapestrato figlio Benito. Quest'ultimo, giovane irrequieto che aveva dato preoccupazioni ai genitori, pareva infatti essersi avvicinato alla politica per spirito di ribellione, rabbia giovanilistica e desiderio di emergere, e non per quei valori morali e solidaristici che avevano invece mosso il padre. Ed è stata infatti proprio la diversità fra l'itinerario politico dei due Mussolini ad aver fatto sì che la figura del socialista Sandrein, ora ricordata, sia andata incontro all'oblio durante gli anni del regime.
Francesco Regalzi