Il falco e il falcone

Elide Ceragioli

Collana: Nuove voci
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 30/10/2013
Pagine: 474 p., Brossura
  • EAN: 9788856767551
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    Stefano Nocentini

    16/12/2017 18:31:24

    recensione di Stefano Nocentini Bentornato il romanzo storico! La vicenda de “Il falco e il falcone” è incentrata sul personaggio di Ruggero Da Flor (1267-1305), una singolare figura di avventuriero, che si muove intorno al bacino del Mediterraneo assumendo di volta in volta ruoli diversi - mozzo, cavaliere templare, capitano di ventura, ammiraglio, difensore dell’Impero d’Oriente contro i turchi, pirata e razziatore. Dimostra un’incredibile capacità di adattamento e di resistenza alle situazioni più terribili e pericolose: ma la sua audacia e la sua confidenza in se stesso, che gli fanno vincere le battaglie, sono un’arma a doppio taglio, perché lo espongono al tradimento. Emerge dal libro di Ceragioli il potente ritratto di un’epoca ancora violenta e ferina: l’ultima stagione, prima di un lento Rinascimento, di quel mondo barbaro instauratosi in Europa dopo la caduta della grande civiltà romana. Gli uomini vi si muovono spinti da istinti e passioni primarie, che la religione cristiana, pur diffusa e accettata a tutti i livelli, fatica a tenere a bada. Personalmente, ho imparato a diffidare dei libri di molte pagine, temendo le “sbrodolate” che spesso ci arrivano da oltre oceano (ma non solo). Non è questo il caso! “Il falco e il falcone” è scritto nel solito stile di Elide Ceragioli: asciutto, teso, senza sbavature, dove ogni frase e ogni parola ha un suo perché. Con le vicende che tratta, Ceragioli avrebbe potuto benissimo riempire un numero doppio di pagine: invece ci regala una narrazione essenziale e avvincente, che soddisfa il lettore vorace senza annoiarlo mai. La lettura de “Il falco e il falcone” è impegnativa: chiede attenzione e costanza al lettore, e lo ripaga con un senso di compiutezza, di appagamento, con la sensazione di aver viaggiato nel tempo, in un’epoca lontana rievocata con assoluta verosimiglianza. Chi inizierà a leggerlo, non lo mollerà più, fino a che, chiusa l’ultima pagina, lo riporrà in libreria con soddisfazione: che bella storia.

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    Giuseppe

    26/11/2013 14:22:56

    Nuovo e innovativo; intrigante e avvincente. Storia e vita si fondono e coinvolgono il lettore trasportandolo nel XIII secolo e rendendolo spettatore in prima fila delle vicende dell'epoca, compagno di viaggio e di avventura di Ruggero da Flor e dei suoi tanti amici e nemici, in contatto diretto costante e vivo con i grandi personaggi di quegli anni. Fervida fantasia e rigore storico si intrecciano senza mai annoiare.

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    Beppe

    17/11/2013 11:21:22

    Quando e come lo "zero" assunse la dignità di numero? Come e da chi la "Santa Casa di Nazareth" fu trasportata e ricostruita a Loreto? Per quali strade il "Velo della Veronica" giunse a Roma, prima di essere poi portato a Manoppello? Che fine ha fatto l'oro che i Templari hanno salvato dalla caduta di Acri? Quale fu l'occasione che indusse Celestino V ad istituire la "Perdonanza"? Chi o che cosa scatenò la distruzione di Lucera? La risposta a queste domande è parte integrante della vita di Ruggero Da Flor, qui reinterpretata alla luce delle sintetiche e scarse notizie storiche fornite da Mario Veronesi. La narrazione, ambientata tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV, in Germania, Italia, Terrasanta e bacino del Mediterraneo, offre un ampio, variegato e colorito affresco dei costumi, della società, della vita dei popoli del bacino mediterraneo e dei potenti dell'epoca. Le vicende che seguono la battaglia di Tagliacozzo in cui muore il falconiere di Corradino di Svevia, padre di Ruggero sono occasione per fare la conoscenza degli avi della famiglia Blum, per entrare alla corte di Federico II a Castel del Monte e incontrare le migliori menti del tempo. La tragica vedovanza della madre e le sue dirette conseguenze permettono a Ruggero e al lettore di prendere contatto con il mare e con l'ambiente templare. E proprio dell'«Ordine del Tempio» il protagonista diventa membro attivo, vivace, a volte scomodo, ma sempre in evidenza. Dopo aver cambiato, latinizzandolo, il suo cognome da Von Blum in Da Flor, Ruggero condivide, a volte da spettatore, più spesso da protagonista e poi da vittima, le vicissitudini dei Templari tra Italia e Terrasanta. La narrazione accompagna il lettore a rivivere le avventure e le sventure di Ruggero, capitano del "Falcone" e poi capitano di ventura e pirata, sempre in diretto coinvolgimento con i più salienti eventi storici dell'epoca ed i loro protagonisti.

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