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Israel J. Singer

Traduttore: A. L. Callow
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2013
Pagine: 498 p. , Brossura

95 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

  • EAN: 9788845927713

Recensioni dei clienti

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    gianni

    13/07/2016 14.41.02

    Un libro che scorre via, ma non è certo un capolavoro. Ai personaggi manca un po' di solidità, la loro costruzione sembra abbozzata più che compiuta e si ha l'impressione che ne compaiano troppi, nessuno dei quali giunto a vera maturazione. Il dottor Landau, comunque, giganteggia su tutti. La parte americana sembra un'occasione persa e il libro si chiude come la puntata di una fiction: pronta a lanciare la prossima.

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    Gianfranco

    24/03/2016 23.51.12

    "Voleva salvare sua moglie, suo padre, sua madre, ma soprattutto suo figlio, il suo unico figlio dal senso di inferiorità e dall'odio di sé".

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    Annarita

    01/03/2016 22.07.21

    Con uno stile sostanzialmente asciutto e poco incline al sentimentalismo I. Singer, autore profetico, ha scritto un'opera epica e corale che affronta magistralmente il tema dell'identità collettiva ed individuale del popolo ebraico. Le descrizioni di Singer sono nette e puntualmente efficaci: luoghi, tratti somatici, appartenenza sociale, formazione culturale e religiosa sono alcuni degli elementi che distinguono e mettono in relazione l'umanità del complicato universo giudaico del Nord Europa nei primi decenni del ventesimo secolo. Tre generazioni Karnowski attraversano l'era moderna nel tentativo di realizzare ciascuna la propria personale visione dell'identità ebraica. David lascia in Polonia l'antica e chiusa comunità in cui è cresciuto per realizzare nel colto e laico ambiente berlinese la propria aspirazione di intellettuale progressista. Il figlio Georg Moshe vaga disorientato attraverso il mondo delle proprie origini e quello della propria formazione, completerà il processo di integrazione e l'ascesa sociale ma non sposerà un'ebrea e non realizzerà l'ambizione paterna di essere "ebreo in casa e uomo in strada". L'ultima figura è quella del nipote Jeorg, figlio del matrimonio "misto", adolescente nel periodo di affermazione dei principi del nazismo, estraneo fra tutti. Nè ebreo, nè ariano, accecato dal disprezzo per il mondo paterno, frustrato e schernito da quello materno, Jeorg nella saga della sua famiglia incarna la discesa agli inferi: l'assenza di identità. Emigrati a New York, sempre più lontani anche fisicamente dalle loro origini, i Karnosky, emblema delle diverse anime ebraiche, l'ortodossa, la progressista, l'assimilata, l'antisemita, e della difficoltà di conciliare i valori dell'appartenenza con quelli dell'integrazione, toccano il fondo e perdono tutto. E sarà solo così che potranno rinascere.

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    riccardo nicchi

    14/01/2016 14.18.25

    Ho deciso di leggere il libro sull'onda di questi commenti. Devo dire che non riesco a condividere l'entusiasmo pressoché unanime che esprimono. La saga transfamiliare e transcontinentale è abbastanza interessante e si legge senza fatica però non mi ha "acchiappato". Forse per la scrittura troppo sobria, forse per lo scarso ricorso ad ingredienti forti che pure la collocazione della storia avrebbe consentito, forse perché quando si comincia a conoscere un personaggio questi cede il posto al successore, non so. La parte americana è la meno avvincente e il finale, da qualcuno prima criticato, semplicemente non c'è. Esiste forse un sequel?

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    Donatella

    06/01/2016 11.03.00

    Sublime, capolavoro, come tutti i romanzi di Israel Singer.Anch'io dopo aver letto quasi tutto di Isaac temevo che il fratello non fosse all'altezza. Invece Israel e'il vero Maestro, come dichiarato dallo stesso Isaac. Ormai ho letto quasi tutto e non voglio pensare a quando avro'finito i capolavori di questo grande morto troppo giovane.

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    Ale

    15/09/2015 12.13.01

    Niente da aggiungere ai commenti precedenti: una bella storia, raccontata bene, tradotta benissimo. Ottima lettura davvero.

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    paola Malpeli

    13/08/2015 14.39.25

    Restia a comprarlo per gli innumerevoli termini ebraici che avrei potuto trovarci, e che ho di fatto trovato, ho ceduto per le ottime recensioni che ho letto e alle quali mi associo. Bellissimo libro.

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    Ross

    14/07/2015 15.46.54

    Interessante saga di famiglia, scritta con la tipica "verve ebraica". Questo libro mi ricorda molto il film "la vita è bella" di Benigni: mai nel corso del testo si assiste ad una vera e propria invettiva contro i nazisti...eppure, che tristezza il tenente Hugo, il miserabile dott. Zerbe e il bestiario offerto da "gli stivali di cuoio". Per chi ama la sottile ironia, anche del destino, contro la "banalità del male" (che purtroppo, sarà anche banale, ma mai privo di tragiche conseguenze) consiglio questo romanzo e questo autore, fratello del Premio Nobel Isaac Singer (una famiglia di talentuosi).

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    BEATRICE

    10/04/2015 09.52.55

    Davvero un ottimo libro. Acquistato dopo aver letto le recensioni entusiastiche e perchè intrigata dai romanzi che seguono le vincende familiari di più generazioni. Personaggi ben tratteggiati e sopratutto mai banali , forse proprio perchè pieni di contraddizioni, le stesse che emergono in ognuno di noi. Consigliatissimo.

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    Antonella

    07/04/2015 10.38.19

    Un lungo romanzo, una storia complessa per una famiglia complessa, ricca di contraddizioni e tradizioni. La famiglia Karnowski di origine polacca e di fede ebraica vive a Berlino da inizio Novecento. La storia si snoda lungo la prima guerra mondiale e durante il nazismo, quando la famiglia riesce ad emigrare in America. Il libro è toccante, forte e corposo, tuttavia, a mio parere, manca di qualcosa che lo renda veramente coinvolgente, una sensazione personale nella lettura che ci fosse un filo srotolato ed abbandonato lungo il racconto che mi ha lasciata, a tratti, smarrita.

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    alda

    24/02/2015 15.18.57

    Bella storia. Grande scrittore.

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    Roberta

    19/02/2015 11.05.55

    Questo bellissimo racconto narra di tre generazioni di Karnowski, famiglia ebrea polacca. La prima e' quella che appartiene a David che emigra con la moglie Lea in Germania. La seconda, del figlio Georg , medico di successo, il quale emigrato a Berlino si trovera' negli anni dell'ascesa di Hitler e della promulgazioni delle leggi razziali. L'ultima e' quella di Jegor, nipote di David, che cresce negli anni piu' bui della persecuzione ebrea, subendola personalmente e ed emigrera' in America con la famiglia. Come in altri libri di questo autore e del fratello Isaac, la lettura di questo romanzo e' un full immersion nella cultura ebraica e si finisce il libro desiderosi di saperne di piu' e di colmare la mancanza di informazioni su questo popolo. La parte piu' avvincente del libro, a mio parere, e' l'ultima, quella su Jegor anche se e' quella piu' sofferente. Un grande romanzo di formazione che consiglio vivamente anche perche, nonostante sia stato scritto tanti anni fa, e' sempre attuale.

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    paolo

    01/02/2015 20.17.10

    Bello si, un capolavoro no. Le tre parti di cui si compone il romanzo prendono il titolo dal nome dei maschi della famiglia, padre-figlio-nipote che l'autore erge a simboli della storia tragica dell'ebraismo nel novecento: il tradizionalista ancora "ottocentesco" David, l'evoluto progressista e illuminista Georg, il fragile Jegor che, vergognoso della sua appartenenza al popolo ebraico (che vive come una orribile macchia), giungerà, alla fine di un percorso autodistruttivo che appare inevitabile, ad uccidersi nella nuova patria, libera ma estranea. La parte, maggiore, che si svolge in Germania, è letterariamente assai superiore a quella americana: più che per la storia in se, per il modo magistrale in cui è narrato, sullo sfondo, il progressivo affondare del paese nella follia nazista. Ma è lo stile a non convincere del tutto, troppo dickensiano, troppo in chiaroscuro, troppo positivamente convinto della distinguibilita tra bene e male.

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    stefano

    19/01/2015 11.16.43

    Questo romanzo è stato il primo che ho letto di questo autore. Pensavo fosse impossibile che due fratelli fossero così legati emotivamente e spiritualmente e dotati, allo stesso tempo, di un enorme talento letterario; eppure, Israel Singer ha dimostrato una formidabile capacità letteraria, nel saper costruire e realizzare una storia familiare intesa come un percorso trigenerazionale nella quale la tradizione ebraica più pura lascia il posto all'influenza del mondo moderno, ad una implacabile trasformazione che tutto modifica, travolge, spazza via, lasciando gli uomini storditi e perduti.

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    Alessandra

    23/12/2014 10.42.32

    Solo a me non é piaciuto il finale? Un bel libro senza dubbio, ma non lo trovo passionale. La tristezza che avvolge il lettore per tutto il tempo, non riesce a comparare la forza che dovrebbe invece trascinare il lettore verso un finale che non esplode. Mah.

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    Clara

    08/12/2014 18.02.08

    Capolavoro! Da leggere senza se e senza ma.

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    Fausto Ciccacci

    25/10/2014 00.19.50

    Bellissimo, nient'altro da aggiungere, bellissimo.

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    Silvancov

    05/09/2014 14.17.38

    Oh, sì! BELLISSIMO! Che altro dire? Spero che Ibs.it metta a disposizione quanto prima, in formato epub, gli altri romanzi del fratelli Singer.

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    Francesca

    02/09/2014 14.43.57

    Un libro bellissimo, scritto in modo magistrale, che ripercorre anni del Novecento cruciali per gli ebrei in Europa. Consigliatissimo

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    luca bidoli

    01/08/2014 17.50.58

    L'ho iniziato ieri notte, oggi credo, purtroppo, di finirlo.Splendido, assolutamente bello, con personaggi, analisi e descrizioni di luoghi, tipi amani, caratteri, che non si dimenticano facilmente. in poche parole: leggere simili libri è gioia pura, serenità per la mente. Grazie a chi lo ha tradotto e alla casa editrice che ne ha permesso, oggi, la sua lettura. Ci si immerge, e non si annega se non con la libertà del pensiero e della immaginazione.

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