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Philip Roth

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 226 p. , Brossura
  • EAN: 9788806201739

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    Giuseppe Russo

    27/05/2014 11.05.38

    L'ultima epifania di Nathan Zuckermann ha le forme di un eptamerone e il tenue cromatismo di un'elegia del tramonto. I sette giorni che il principale alter ego di Roth decide di trascorrere in una ipernevrotica Manhattan sembrano infatti avere lo scopo di convincere lo stesso personaggio che ormai anche la sua ora è giunta. Chi tanti anni prima aveva incarnato l'autorità intellettuale quasi paterna non c'è più da molto tempo; chi potrebbe aiutarlo a ricordare come era la vita prima non può farlo perché la malattia lo impedisce; chi risveglia in lui il principio di piacere finisce per essere anche il suo boia, perché lo costringe involontariamente a prendere atto dell'insostenibilità del desiderio a causa del declino del corpo, a cui si sta aggiungendo quello della mente. Perfino i ristoranti e i negozi non sono più gli stessi, nella New York City che sta votando per il secondo mandato di George W. Bush. L'amplificazione romanzesca della condizione umana dovrebbe allora essere evitata, in un mondo ormai indifferente a queste cose, ripete Zuckermann a se stesso. E invece no, perché «per pochissime persone questa amplificazione costituisce la loro unica sicurezza, e il non vissuto, la supposizione impressa per esteso sulla carta, è la vita il cui significato arriva a contare di più» (cap. 2). E allora addio Nathan, il tuo non vissuto finisce qui.

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    MinoS.

    09/11/2012 11.25.23

    Un Roth non al massimo. I rimandi a diversi personaggi e situazioni del passato, rendono consigliata la lettura delle altre opere con Zuckerman, ma sono davvero tante..Comunque il libro è giocato su più fronti: orgoglio, erotismo, morte.La relativa brevità (poco più di 200 pagine) non gioca a favore del coinvolgimento e avrebbe fatto piacere sapere l'epilogo di un paio di cose in sospeso.

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